Un frutto nato dalla terra e dal clima. Il pomodoro siccagno di Zagarise è molto più di un ortaggio: è il risultato di una sapienza agricola antica, affinata nei secoli sulle colline della Presila catanzarese.
Qui, tra oliveti e boschi che si arrampicano fino a 1000 metri di altitudine, il pomodoro cresce senza irrigazione artificiale, sfruttando soltanto le piogge naturali. Questa tecnica, detta aridocoltura, non è solo una scelta sostenibile: è una necessità in un territorio dove le estati sono lunghe e secche, e dove l’acqua è una risorsa preziosa. Caratteristiche uniche, poi. Dalla forma alla dimensione: bacca piccola (circa 60 g), tondeggiante, liscia o leggermente costoluta. Fino al colore: rosso intenso, segno di maturazione naturale. Senza dimenticare il gusto: intenso e agrodolce, con una concentrazione di zuccheri e polifenoli che lo rende saporito anche senza condimenti. E poi c'è la polpa densa e carnosa, ideale sia per il consumo fresco che per le conserve. Infine la buccia spessa, che ne prolunga la conservazione fino all’inverno.
Il pomodoro siccagno è protagonista di insalate fresche, ma anche di passate, pelati, filetti e pomodori secchi. Una preparazione tipica di fine stagione è u salaturu: pomodori e olive verdi in salamoia, arricchiti con aglio, finocchietto e altre erbe aromatiche, secondo ricette familiari tramandate di generazione in generazione.
Il legame con il territorio è fortissimo: la selezione naturale operata dai contadini ha reso questa varietà resistente alla siccità e ai parassiti, permettendo di coltivarla senza trattamenti chimici, solo con macerati naturali di ortica, aglio o peperoncino. Oggi il Presidio Slow Food di Zagarise tutela questa eccellenza, sostenendo giovani produttori che hanno scelto di privilegiare qualità e sostenibilità rispetto alla quantità.
Il pomodoro siccagno zagarese non è solo un prodotto agricolo: è memoria storica, cultura gastronomica e identità collettiva. Racconta di un popolo capace di adattarsi alla natura, di valorizzare ciò che la terra offre e di trasformarlo in sapore puro. Ogni morso è un viaggio tra i profumi della Sila, il calore del sole estivo e la sapienza contadina che resiste al tempo.

