Dalla Calabria a Bruxelles un modello di best practice in tema di inclusione, integrazione e accoglienza approda al Parlamento Europeo grazie all’impegno dell’europarlamentare Giusy Princi, promotrice del progetto nelle sedi comunitarie.
L’iniziativa, presentata al Consiglio regionale della Calabria, alla presenza del presidente Salvatore Cirillo, nasce dall’esperienza sviluppata a Rosarno, in provincia di Reggio Calabria, e rappresenta un esempio concreto di politiche fondate su legalità, dignità e inclusione sociale. Un progetto che ha consentito il superamento delle condizioni di grave marginalità vissute dai migranti, favorendo percorsi di accoglienza strutturata, integrazione abitativa e inserimento sociale. Così la Calabria diviene capitale d’inclusività.
«È motivo di orgoglio portare in Europa il modello calabrese di integrazione a contrasto di ogni forma di discriminazione razziale – sono state le parole dell’onorevole Princi –. Un modello che fa della Calabria una vera capitale dell’accoglienza, grazie al lavoro del Centro della Solidarietà. Un risultato reso possibile grazie all’impegno congiunto della Regione Calabria, della Prefettura, del Comune di Rosarno, del sindaco Giuseppe Cutrì e del Ministero dell’Interno, che hanno dato vita a un modello virtuoso di integrazione, oggi riconosciuto anche a livello europeo e considerato replicabile».
A spiegare i dettagli del progetto Michelangelo Rosarno, coordinatore del Villaggio della Solidarietà. I migranti lasciano le baraccopoli, dove vivevano in condizioni di grave marginalità e senza servizi igienico-sanitari, per essere accolti in beni confiscati alla mafia e oggi restituiti alla collettività.
Attualmente la struttura ospita 90 migranti, con una capacità che sarà progressivamente ampliata fino a 200 presenze. Una pagina significativa di legalità, sviluppo sostenibile, socialità, integrazione e inclusione, che vede la Calabria protagonista e vincente.
Un’esperienza che risponde anche alla necessità di riequilibrio sociale in una fase di forte invecchiamento demografico, segnata da un numero di decessi superiore alle nascite, e che impone una revisione strutturale delle politiche migratorie, tema su cui l’Europa sta investendo con crescente attenzione.
Europeista convinto, Francesco Cannizzaro, deputato della Repubblica e segretario regionale Forza Italia Calabria, ha espresso gratitudine all’onorevole Giusy Princi per aver messo in piedi un’iniziativa che dà alla Calabria la possibilità di andare nel cuore dell’Europa a raccontare qualcosa di positivo.
«Quando si va in Europa il livello dell’asticella si alza – spiega Cannizzaro –. Se qualche tempo fa avessimo raccontato di un modello positivo che parte dalla Calabria, ci avrebbero presi per pazzi. Oggi, invece, siamo qui, alla presenza di studenti e istituzioni, a raccontare un modello da emulare che parte proprio dal cuore della Piana, che in passato è stato al centro delle cronache nazionali per le ribellioni da parte degli immigrati.
Grazie a chi è riuscito ad attingere ai fondi europei per l’inclusione, senza assistenzialismo e in piena sicurezza per i territori. È un’occasione per raccontare in Europa quanto è bella la Calabria, ma non solo quanto è bella: quanto riesce, quando vuole, a diventare un modello da raccontare. È bene ricordare che il Governo è impegnato in maniera significativa anche con la destinazione di fondi nazionali, attraverso un decreto legge su Rosarno e San Ferdinando».
A fare gli onori di casa il presidente del Consiglio regionale della Calabria Salvatore Cirillo: «Grazie al progetto Voices from Migrations, la Calabria dimostra di saper coniugare accoglienza e progettazione, dando vita a percorsi strutturati di integrazione capaci di suscitare attenzione anche a livello europeo. L’incontro di oggi, che precede l’importante momento in programma domani a Bruxelles, si inserisce in un percorso già avviato, che ha avuto un passaggio significativo lo scorso luglio a Rosarno, quando la città è stata riconosciuta come “Città dell’accoglienza” e laboratorio di dialogo europeo sulle migrazioni e sull’inclusione.
Qui oggi c’è un impegno concreto: i fatti dimostrano che l’inclusione non è uno slogan, ma una responsabilità che si costruisce giorno dopo giorno. Come presidente del Consiglio regionale, sento il dovere di ribadire che questa Assemblea deve essere sempre più la casa del confronto: non solo il luogo delle decisioni legislative, ma uno spazio aperto, capace di accogliere e sostenere le buone pratiche che nascono nei territori».
Giovanni Arruzzolo, deputato della Repubblica, ha affermato che «grazie alla sinergia tra istituzioni quello che era un problema viene a tramutarsi in risorsa. L’attenzione è anche a livello governativo perché il Caivano bis ha destinato enormi risorse, e questa attenzione consentirà di risolvere parecchie problematiche. Dall’integrazione si arriverà all’inclusione a beneficio dei migranti e degli stessi territori».
Loredana Giannicola, direttore dell’Ufficio scolastico regionale della Calabria, ha sottolineato come «affrontare oggi il tema della solidarietà in luoghi segnati dai processi democratici e da politiche che pongono al centro non i problemi economici, ma la persona, sia straordinario. Questo progetto fa emergere la Calabria che conta, la Calabria bella, non più terra raccontata solo attraverso rappresentazioni negative e distorte. Da questo luogo la Calabria si riconosce parte integrante dell’Europa.
Da qui prende avvio un vero e proprio laboratorio di civiltà».
Il sindaco di Rosarno, Pasquale Cutrì, ha spiegato che il modello prevede il pagamento, da parte dei migranti, di un contributo mensile di 80 euro. Una scelta che chiarisce come non si tratti di assistenzialismo, ma di un percorso di inclusione concreta, fondato sulla partecipazione attiva e sul concorso alle spese pubbliche.
Un apporto particolarmente significativo è stato offerto da Emmanuel Osei, immigrato originario del Ghana e oggi cittadino italiano, che ha profondamente commosso i presenti con parole dense di amore, umanità e speranza. La sua testimonianza rappresenta il segno più autentico di un percorso di inclusione riuscito, offrendo la dimensione concreta e umana della portata del progetto e dell’importanza che esso riveste nella vita di altre persone.
Nel corso della conferenza di presentazione, il Presidente del Consiglio regionale della Calabria, Salvatore Cirillo, ha inoltre consegnato una targa di riconoscimento alla talentuosa artista di Polistena, ma nata a Rosarno, Maria Morgante, la cui opera “Ciò che era uno (What was one)” sarà esposta domani al Parlamento europeo di Bruxelles.
La motivazione del riconoscimento sottolinea il valore di un percorso artistico e culturale che, dalla Calabria, attraverso “pagine scolpite”, riesce a raccontare il nostro tempo con la forza del dialogo, dell’umanità e dell’inclusione, conferendo prestigio e lustro alla Calabria in ambito europeo e internazionale.
L’opera si presenta come una scultura realizzata su un libro diviso a metà, metafora di due culture apparentemente distanti, ma unite da un filo rosso, simbolo dell’integrazione. Le due parti del libro, che nella composizione richiamano l’immagine del globo terrestre, sono sostenute da mani di colore diverso, a rappresentare visivamente l’unione tra culture, popoli e storie differenti. Un messaggio potente e immediato che dialoga con il tema dell’evento e con il modello di integrazione promosso dalla Calabria, portando nel cuore delle istituzioni europee una riflessione profonda sul senso dell’accoglienza e della responsabilità condivisa.
Numerose le autorità civili e militari che hanno presenziato all’evento, che è stato allietato dalle note dell’Orchestra del Liceo Musicale Tommaso Gulli diretta da Cettina Nicolosi.

