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Venerdì, 25 Settembre 2020

Aspromonte Costa Viola. Dalla montagna al mare con una “dolce” marcia

“Aspromonte, un Parco in mezzo al Mare”. L’idea, è affascinante, e in fase di realizzazione.

L’obiettivo, è di fare della montagna più seducente, e misteriosa, del Mediterraneo, un luogo “unico” tra tutte le “terre di mezzo” mediterranee, con una “passeggiata” (rigorosamente a piedi) tra bellezza, storia, panorami senza paragoni nel mondo, non solo mediterraneo. L’ ambizione è di portare la montagna al mare, “scarpinando” tra natura, flora, piante, valli, pianure, sorgenti e corsi d’acqua, passando per i terrazzamenti collinari di Pellegrina e Porelli (borghi di Bagnara) , sorretti dalle vecchie “armacére” e poi “tuffarsi” nel mare della Costa Viola. Le prove (la “prima”) attraverso un sentiero lungo diciannove chilometri sono state fatte (e con successo) nel’estate scorsa, con la partecipazione di sessanta volontari “viaggiatori”, partiti dal Mausoleo di Garibaldi (sito storico che ricorda il ferimento “dell’eroe dei due mondi” avvenuto nel 1862), che hanno affrontato la discesa, arrivando, in circa sette ore di cammino, alternato da brevi soste di riposo e ristoro, alla spiaggia di Bagnara. E’ stato (e sarà) un “viaggio” antico: un percorso dal monte al mare, tra testimonianze di vita passata (mestieri, lavoro nel bosco, vita del mare) e visione di bellezze paesaggistiche e della natura che hanno il senso del recuperare l’arte del vivere, con un passaggio spettacolare: dalla maestosità delle alture della più grande macchia verde mediterranea, alle spiagge assolate della Costa Viola.

Il proposito è ancora più ambizioso spiegano al Parco dell’Aspromonte: valorizzare l’ antico sentiero “coast to coast che mette in comunicazione il Mare Tirreno con il Mare Ionio. “Un sentiero - dice Domenico Creazzo, presidente del Parco Aspromonte  -  che si snoda per circa 120 Km, dalla Frazione di Pellegrina nel comune di Bagnara Calabra, fino alla Villa Romana di Casignana: un vecchio passaggio  alla scoperta di  paesaggi modellati dall'uomo nel corso dei secoli e, adesso, tornato nelle mani della natura”. Percorrendolo, si ritrovano le numerose tracce del mondo contadino: ruderi, muretti a secco, tracce mute e ormai prive della loro funzionalità, che però possono tornare a parlare di un mondo scomparso ma ancora utile da conoscere, per guardare al futuro. Ma, se collegare Jonio e Tirreno, i mari che è possibile ammirare dalle cime più alte dell’Aspromonte (mari dell’alba e del tramonto) è il “sogno” calato in un progetto affascinante, quanto ambizioso, la “camminata lunga” (la “marcia dolce”) dal Cippo di Garibaldi fino al mare è una realtà più praticabile nell’immediato, e già sperimentata, con successo. Il Coordinamento delle Associazioni della Costa Viola ha definito il progetto nei dettagli, auspicandone l’integrazione con la rete del sentieri dell’area marina e dell’interno del basso Tirreno, dove il  “principe” è il “Tracciolino”: un balcone da Palmi a Bagnara, luogo della storia, del mito e del lavoro faticoso dei vignaioli. L’idea, affidata al Parco, è di trasformare le “camminate” in percorsi di cultura che permettono di riscoprire alcuni elementi del paesaggio rurale tradizionale e delle vicende che successivamente hanno condizionato l'evoluzione del territorio. Il “monte mare” intercetta infatti testimonianze storico-archeologiche di una certa importanza, come l'antica via Consolare Romana Popilia e il Fortino magnogreco di Serro di Tavola: un sito (individuato nel 1983 in occasione di lavori di rimboschimento condotti dal Corpo Forestale dello Stato ) realizzato prima del VI secolo a.c. dalla polis Rhégion; un importante complesso edilizio utilizzato come punto di osservazione per il controllo del territorio e probabilmente come fattoria fortificata. 

Parafrasando il detto “se Maometto non va alla montagna è la montagna che va da Maometto”  si potrebbe dire che se il mare della Costa Viola  non va alla montagna è l’Aspromonte che va al mare. Così, restiamo nel mito. D’altra parte, l’Aspromonte, è sempre la montagna della celebre “chanson d’Aspremont” e delle battaglie (romanzate) campali per la salvezza dell’Occidente. Il progetto tiene conto della tendenza, sempre maggiore, di “viaggiatori” alla ricerca di “diversità”, “identità” e “autenticità” -  sottolinea il presidente del Parco Aspromonte Creazzo – che hanno voglia di visitare luoghi che offrano esperienze, modi di vita, contesti culturali connotati da un’ancestrale specificità e caratterizzazione ambientali.  “Si tratta di un trend - dice Creazzo - in continua crescita che acquisisce una rilevante importanza per le aree rurali e montane ricomprese nelle Aree protette della Calabria e che è capace di attrarre un numero sempre maggiore di visitatori che percorrono a piedi il nostro territorio, legando valori, cultura, tradizioni, in una fusione di intenti e nell’incontro enogastronomico tra i sapori del mare con i prodotti identitari dell’Aspromonte”.