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Domenica, 29 Novembre 2020

I Bronzi tornano a casa

Prevista entro fine anno la riapertura del Museo “Magna Graecia” di Reggio

Il 2012 potrebbe essere l’anno della verità per il Museo nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria. Chiuso al pubblico dal novembre del 2009 per un massiccio intervento di restauro (con conseguente trasloco dei suoi inquilini più celebri, i “Bronzi di Riace”, nel laboratorio allestito all’interno del Consiglio regionale), Palazzo “Piacentini” sembra intravedere, finalmente, uno spiraglio di luce in fondo al tunnel dell’incertezza nel quale ha brancolato in questi ultimi anni. Decisiva in questa direzione, l’azione politico-diplomatica che la Regione Calabria, in stretta sinergia con la Direzione regionale per i Beni culturali e la Soprintendenza per i Beni archeologici della Calabria, ha saputo condurre a Roma, in particolare dall’inizio dell’anno, nei confronti del Governo. All’appello, infatti, mancavano undici milioni di euro, sui trenta previsti per l’intera opera, considerati indispensabili per il completamento dei lavori e la cui assenza, lo scorso autunno , aveva fatto temere il peggio.

I Bronzi in restauro a Palazzo Campanella (sede del Consiglio regionale della Calabria)


La ristrutturazione del Museo reggino, inserita per l’alta valenza del patrimonio artistico nell’Unità di missione per le celebrazioni del 150 anni dell’Unità d’Italia, dopo lo slittamento rispetto al termine previsto, ha rischiato, dunque, di rimanere ferma per un periodo di tempo imprecisato. Un primo concreto segnale di speranza lo si è avuto a marzo per bocca del presidente della Giunta regionale Giuseppe Scopelliti, che annunciava l’intenzione del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica), di assegnare sei milioni di euro, facenti parte di un più generale piano di interventi destinato alle infrastrutture calabresi del valore complessivo di quaranta milioni di euro. A questi, si sono aggiunti i cinque individuati dalla Regione e deliberati di recente nell’ambito di un nuovo piano di spesa, predisposto dal dirigente del dipartimento Cultura, Istruzione, Università ed Alta Formazione della Regione Calabria, Massimiliano Ferrara

I Bronzi di Riace prima del trasferimento a Palazzo Campanella


Così composta, la somma di undici milioni di euro porterà in breve tempo al riavvio dei cantieri, con l’obiettivo della riapertura del Museo al pubblico entro fine anno.
Ma su questo punto, tuttavia, non ci sono ancora grandi certezze, come confermato dalla stessa Sovrintendente ai Beni archeologici e culturali della Calabria, Simonetta Bonomi, in occasione della visita di fine maggio in riva allo Stretto, del ministro della Coesione territoriale, Fabrizio Barca. In attesa di dati sicuri sui piani di spesa, ha spiegato la Bonomi, “aspettiamo che vengano definiti i trasferimenti dalla Regione all’Unità di missione per il centocinquantenario, in modo tale che anche la delibera Cipe possa essere operativa. Parallelamente, si dovranno avviare le gare per l’affidamento dell’allestimento e per gli affidamenti tecnologici, che comunque hanno i loro tempi”. Dal canto suo il ministro, ha annunciato l’inserimento nella delibera del Cipe, di concerto con il presidente Scopelliti, di un concorso internazionale di idee dedicato al Museo e volto, più in generale, al miglioramento dei fattori di attrazione e accoglienza turistica.
Nel frattempo, le basi in marmo concepite dall’Enea, con un sofisticato sistema antisismico, attendono il ritorno dei due guerrieri in bronzo dopo il ricovero forzato nel laboratorio di restauro di Palazzo Campanella. Per i due capolavori dell’arte greca, risalenti al V° secolo avanti Cristo, si prospetta uno scenario da assoluti protagonisti nel rinnovato Museo. Quando gli allestimenti saranno ultimati, un innovativo sistema espositivo a vetrate trasparenti offrirà ai visitatori una visione ottimale dei Bronzi da ogni piano. E a godere dell’opera, potrebbe essere anche il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a cui il governatore Scopelliti ha già chiesto la disponibilità ad officiare la cerimonia di riapertura.

Una proiezione del Museo della Magna Grecia
dopo i lavori di restauro


Ma il lavoro da fare, intorno a quello che dovrebbe essere uno dei principali attrattori turistici del Mezzogiorno, è ancora tanto. Una volta terminata la complessa fase di restyling, servirà un ulteriore sforzo congiunto in chiave istituzionale, per rendere pienamente fruibile l’intera area che ha nel Museo il suo cuore pulsante. Accanto ad una moderna rete di servizi, emerge inoltre l’esigenza di avviare un’azione strategica che renda il Museo della Magna Grecia protagonista dei circuiti turistico culturali dei più importanti tour operator italiani e internazionali.
La congiuntura in cui si svolge la rinascita del Museo non è delle migliori, con la difficoltà nel reperire risorse di natura sia pubblica che privata. Paradossalmente però, mai come oggi, si registra una forte unione d’intenti fra tutti i soggetti coinvolti, istituzioni, Sovrintendenza e associazioni culturali. Tutti determinati, come poche volte è accaduto in passato a queste latitudini, nell’evitare che i tesori conservati nel Museo, passino alla storia come l’ennesima occasione mancata.