Un bagno di folla tra strette di mano e calorosi abbracci. Il saluto agli amici di sempre, gli immancabili selfie, il viso pregno di gioia ed emozione.
Il ritorno a Catanzaro di don Mimmo Battaglia dopo la sua nomina a cardinale lo scorso dicembre da parte di Papa Francesco, ha caratterizzato la solenne celebrazione Eucaristica svoltasi nella basilica “Maria SS. Immacolata”, scelta come chiesa “giubilare” in occasione del Giubileo 2025. L’omelia del neo porporato, originario di Satriano e arcivescovo metropolìta della diocesi di Napoli dal 2020, ha toccato tematiche sociali rilevanti: il ripudio, il matrimonio ed il ruolo della chiesa nell’unione tra l’uomo e la donna. Ma il primo pensiero è stato dedicato alla comunità religiosa di Catanzaro ed alla Calabria.
“Sono felice di essere ritornato nella città che tanto mi ha offerto nel mio percorso pastorale – ha affermato il cardinale Battaglia- Il mio cuore custodisce volti e storie della chiesa catanzarese nonostante sia ormai lontano da essa da alcuni anni. Sono figlio di questa comunità e l’unione è viscerale. Come il legame che mi congiunge alla Calabria, una terra forte, che combatte fiera le problematiche che affronta quotidianamente. Per questo sogno per la mia terra un futuro ricco di pace e dignità”.
L’omelia ha poi abbracciato il sacramento del matrimonio, l’unione tra marito e moglie in cui, però, si innesca subdolo il ripudio, il momento in cui una coppia si sfalda e perde le promesse di unione eterna fatte innanzi a Dio ed alla sua chiesa.
“Il ripudio – ha sottolineato il porporato che ha rivolto un pensiero accompagnato da una preghiera per la salute di Papa Francesco – non nasce da Dio, ma dalla durezza del cuore umano. Quando due persone si uniscono in matrimonio ciò deve essere supportato da amore vero, non finto, che deve trasformarsi in una fortezza affidabile, pronta a fronteggiare con coraggio e decisione le vie impervie della vita. Ma non sempre è così. Se qualcosa in un rapporto non funziona, ecco arrivare il ripudio, la facilità con cui si allontana, anche in maniera cruente, la persona cara dai nostri affetti sol perché ha idee e pensieri diversi. Gesù desidera relazioni sincere, non di possesso egoistico”.
"È importante – ha aggiunto il cardinale – anche il ruolo della chiesa, che deve essere attenta e presente nel contrastare il ripudio, nell’abbracciare le problematiche dell’essere umano che poi si riflettono nel sacramento del matrimonio. Bisogna vivere una unione senza pensare che sia solo un mero contratto da rispettare, ma un vincolo fatto di fede e rispetto reciproco. E dare sempre la possibilità a chi ha una opinione diversa di continuare ugualmente a vivere il rapporto, trovando punti di incontro e riflessioni e non radicali allontanamenti che distruggono l’anima ed il cuore di una persona. Fede e speranza non devono mai abbandonare i progetti della nostra vita”.

