"Il punto più oscuro della storia". Queste le parole che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso ricordando l’olocausto in occasione della giornata della memoria che si celebra oggi, 27 gennaio.

Si rinnova, come ogni anno, il dovere collettivo di ricordare le vittime della Shoah e di tutte le persecuzioni, tramandando il ricordo di uno dei crimini più orribili contro l’umanità alle generazioni future, affinché sappiano e conoscano, e affinché l’orrore della Shoah non venga mai dimenticato.
Questa giornata rappresenta un momento di profonda riflessione storica e civile, che deve necessariamente coinvolgere le giovani generazioni, che hanno il dovere di custodire, trasmettere e tramandare i valori della libertà, della dignità umana, del rispetto e della convivenza pacifica tra i popoli. Ricordare significa non solo onorare la memoria di milioni di uomini, donne e bambini innocenti, ma rappresenta un importante monito affinché l’odio, l’antisemitismo, il razzismo e ogni forma di discriminazione spariscano dalla nostra società.
La Memoria è un impegno quotidiano che chiama in causa le famiglie, le istituzioni, la scuola e ogni cittadino. Tutti devono collaborare per costruire una comunità fondata sulla consapevolezza storica e sulla responsabilità morale.
“La Memoria non è un esercizio rivolto al passato – ha affermato il Presidente del Consiglio regionale della Calabria - ma un vero e proprio impegno per il presente e per il futuro”.
E parlando di Calabria, non possiamo dimenticare la presenza, sul nostro territorio, del campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia, in provincia di Cosenza. Un campo di concentramento, sì, concepito come luogo di privazione e di morte, ma che nel tempo seppe diventare anche uno spazio in cui l’umanità, la solidarietà e il rispetto della dignità umana riuscirono a resistere, un luogo dove i diritti umani prevalsero, l’umanità prevalse, seppur in un contesto di costrizione, sofferenza e negazione della libertà.
Una pagina storica abominevole ancora oggi e ci richiama al dovere della memoria, affinché simili tragedie non si ripetano.

