Prima seduta del 2026 del Consiglio regionale della Calabria, convocata per discutere la proposta di legge n.21 sulle “Disposizioni per garantire la continuità dei servizi sanitari regionali”.
Un provvedimento definito straordinario e temporaneo, nato per fronteggiare la carenza di medici che sta mettendo sotto pressione ospedali e servizi, soprattutto nelle aree interne.
La norma consente alle Aziende del Servizio sanitario regionale di conferire incarichi libero-professionali a medici in quiescenza, per garantire la continuità delle attività in attesa delle assunzioni a tempo indeterminato.
I settori indicati come più critici sono pronto soccorso ed emergenza-urgenza, anestesia e rianimazione, medicina interna, chirurgia generale, medicina generale, continuità assistenziale e servizi territoriali, comprese le case della comunità. Gli incarichi durerebbero fino a 12 mesi, rinnovabili una sola volta, senza nuovi oneri per il bilancio regionale.
In apertura il presidente del Consiglio regionale Salvatore Cirillo ha espresso il cordoglio dell’Aula al vicepresidente della Giunta Filippo Mancuso per la scomparsa della madre. Poi un minuto di raccoglimento per le vittime della tragedia di Crans-Montana.
Il provvedimento approvato all'unanimità, illustrato in Aula dal Presidente del Consiglio regionale Salvatore Cirillo, primo firmatario della proposta di legge, introduce misure straordinarie e temporanee finalizzate a salvaguardare la stabilità del Servizio sanitario regionale, in una fase ancora segnata da una grave carenza di personale medico, soprattutto nei presidi delle aree interne e nei reparti maggiormente esposti a criticità d’organico.
Durante il dibattito sono intervenuti esponenti di maggioranza e opposizione. Ferdinando Laghi (Tridico Presidente) ha definito il provvedimento “necessario” ma non risolutivo, chiedendo misure strutturali e incentivi per rendere la Calabria più attrattiva per i professionisti. Giuseppe Ranuccio (Partito Democratico) ha parlato di sanità come tema “più sentito” dai cittadini e ha annunciato il voto favorevole “per senso di responsabilità”, pur criticando la mancanza di programmazione.
Filomena Greco (Casa Riformista - Italia Viva) ha messo a confronto, nelle sue parole, “il sogno narrato” e “la realtà”, ricordando ospedali chiusi e promesse non mantenute, ma ha confermato il sì del suo gruppo per evitare ulteriori stop ai presidi. Dal fronte della maggioranza, Rosaria Succurro (Occhiuto Presidente) ha rivendicato i passi avanti compiuti sotto la gestione Occhiuto, citando il lavoro sui conti e le misure emergenziali, dai medici cubani al rafforzamento dell’offerta formativa.
Il Movimento 5 Stelle, con Elisa Scutellà ed Elisabetta Barbuto ha definito la proposta un “tampone” e ha riportato episodi legati a carenze di strumenti e organizzazione, chiedendo un cambio di passo strutturale. Daniela Iiriti (Fratelli d'Italia), ha richiamato le difficoltà di più presidi, da Polistena a Locri, invitando a non dimenticare le origini “ataviche” del problema e a convergere sul provvedimento.
Ernesto Alecci (Partito Democratico) ha sottolineato che il nodo non è solo la carenza di medici, ma anche apparecchiature e organizzazione. Rosellina Madeo (Partito Democratico) ha insistito sulle criticità della medicina territoriale e delle aree interne, chiedendo incentivi anche per il personale già in servizio. Giuseppe Falcomatà (Partito Democratico) ha posto un tema di metodo: “mancano i dati” e, senza numeri su organici e piani assunzionali, ha detto, si rischia una discussione “senza avere tutti i numeri a nostra disposizione”.
Dai banchi della maggioranza Domenico Giannetta (Forza Italia) ha parlato di urgenza e di un’iniziativa nata anche dalle sollecitazioni del territorio, invitando a evitare strumentalizzazioni. Giuseppe Mattiani (Lega Salvini Calabria) ha difeso la bontà della proposta, richiamando le azioni messe in campo dalla presidenza regionale e chiedendo un approccio “propositivo”. Riccardo Rosa (Noi Moderati) ha annunciato il sì del gruppo, distinguendo però tra responsabilità sul provvedimento e “narrazione” politica del tema.
Le conclusioni sono state affidate al presidente della Regione Roberto Occhiuto, che ha ringraziato l’Aula per l’unità “su un tema fondamentale come la sanità”. Ha citato un emendamento al Milleproroghe, promosso da parlamentari calabresi, che a suo dire potrà dare una risposta temporanea alla carenza di personale, ribadendo però che non si tratta di una soluzione strutturale. “Non è una legge ardita, ma necessaria”, ha detto, spiegando che senza una norma regionale i direttori generali non avrebbero gli strumenti per intervenire in questa fase. Occhiuto è tornato anche sul tema dei medici cubani: “Sono stati fondamentali per tenere in piedi i pronto soccorso”.
E ha aggiunto: “Abbiamo bisogno anche di un po’ di creatività” per affrontare problemi che non si risolvono in pochi mesi. Non ho mai affermato che la sanità in Calabria vada bene. Siamo terzultimi nei LEA, eravamo ultimi: non posso esserne soddisfatto. Sono ambizioso e voglio che questa regione salga molte più posizioni. Abbiamo due camicie di forza: commissariamento e piano di rientro. Potremmo uscirne domani accettando un piano capestro, ma finiremmo dalla padella alla brace. Io voglio uscire dal commissariamento a condizioni sostenibili”, le parole di Occhiuto.
Alla seduta era presente anche una delegazione del Comitato a Tutela della Salute, guidato da Marisa Valensise, invitata a seguire i lavori come segnale di attenzione verso le istanze dei territori.

