Oggi, 8 marzo, ricorre la Giornata internazionale della donna, un’occasione importante non tanto per ripetere i consueti discorsi sulla parità di genere o sulla “specialità” delle donne, quanto piuttosto per fermarsi a fare il punto su ciò che è stato fatto e su ciò che resta ancora da fare.
L’obiettivo di questa ricorrenza dovrebbe essere quello di guardare con lucidità alle difficoltà che, ancora oggi, molte donne incontrano nella società, affinché non vengano considerate una “categoria”, ma persone a cui garantire pienamente diritti, opportunità e riconoscimento.
L’attenzione deve restare alta sui problemi che continuano ad affliggere le donne in tutto il mondo, a partire dalla violenza di genere e dalle discriminazioni che ancora persistono in diversi ambiti della vita sociale e lavorativa.
È certamente giusto ricordare e celebrare le tante donne straordinarie che, con il loro impegno, hanno contribuito e continuano a contribuire allo sviluppo culturale, sociale, economico, scientifico, del Paese come, anche, in tanti altri ambiti. Ma è altrettanto importante riconoscere il valore del lavoro quotidiano svolto da milioni di donne all’interno delle mura domestiche: un ruolo fondamentale per la tenuta delle famiglie e della società, che troppo spesso non riceve il riconoscimento che merita.
Essere donna! Non deve essere una categoria, ma una condizione umana pienamente riconosciuta nella sua dignità e nelle sue potenzialità.
“L’8 marzo deve essere soprattutto un momento per fare il punto sul percorso compiuto e su quello che ancora resta da fare - afferma il presidente del Consiglio regionale Salvatore Cirillo -. Non servono celebrazioni di circostanza, ma un impegno concreto per rimuovere le disuguaglianze e contrastare ogni forma di violenza e discriminazione. E il Consiglio regionale si impegna e si impegnerà affinché questo avvenga”
Quest’anno, inoltre, il 2 giugno ricorre l’80° anniversario del voto alle donne in Italia, un passaggio storico che ha segnato una conquista decisiva nel percorso di partecipazione democratica e di affermazione dei diritti. Una memoria che richiama tutti alla responsabilità di continuare a costruire una società più giusta e davvero inclusiva.

