“Casa”. È questo il significato di Nyumba, parola swahili che dà il titolo al docufilm sceneggiato da Paola Bottero, diretto da Francesco Del Grosso e presentato da Indacofilm.

Un’opera che va oltre la dimensione cinematografica e si inserisce in un progetto più ampio, capace di intrecciare storie e percorsi che parlano di integrazione, accoglienza e possibilità di riscatto. “Niumba” è un messaggio che richiama il valore profondo della casa come luogo di protezione, integrazione, salvezza, vita… e questo luogo è la nostra Straordinaria Calabria.
Di tutto questo si è parlato oggi presso la sala del Polo Culturale "Mattia Preti", del Consiglio Regionale della Calabria.
Impegnato a Roma per concomitanti attività istituzionali, il Presidente del Consiglio, Salvatore Cirillo, ha preso parte all’incontro da remoto, collegandosi online per dare avvio alla giornata e testimoniare la vicinanza del Consiglio regionale all’evento.
La delegazione del progetto è stata accolta a Palazzo Campanella dal Capo di Gabinetto, Milo Nucera, e dal vice Capo Gabinetto Sabina Cannizzaro.
Ad aprire i lavori, moderati dal portavoce Francesco Chindemi, è stato il Presidente Cirillo, che ha accolto l’iniziativa nella sede dell’“Astronave”, confermando il sostegno dell’istituzione a un progetto di alto valore umano.
“A causa di impegni istituzionali sopraggiunti, legati agli interventi necessari sul nostro territorio duramente provato dal maltempo, mi trovo questa mattina a Roma. Avrei voluto essere presente alla presentazione del progetto "Calabria significa casa - Nyumba" – ha spiegato Cirillo - perché affronta tematiche di grande rilevanza che apprezzo profondamente. A tre anni dalla tragedia di Cutro, questo progetto ci aiuta a ricordare che la Calabria non è solo il luogo del dolore. Ma che è anche luogo dell’accoglienza, della dignità e dell’umanità. Sono particolarmente contento che questo progetto abbia scelto di coinvolgere i giovani. La Calabria ha bisogno dei suoi giovani, della loro sensibilità e della loro capacità di immaginare un futuro diverso. Progetti come questo parlano proprio a loro e, allo stesso tempo, aiutano ad educare alla cittadinanza e alla solidarietà. Oggi, attraverso questa iniziativa, riaffermiamo che questa Istituzione vuole essere spazio di incontro e dialogo. Grazie a chi ha creduto in questo percorso. Grazie a chi continua a raccontare una Calabria che sceglie di essere casa”.
Nyumba racconta storie di migranti: paure, dolore, ma anche speranza e rinascita. Il progetto "Calabria significa casa - Nyumba" vuole creare rete e sinergie per supportare chi lavora per l'accoglienza, coinvolgendo anche i cittadini. Nyumba è più di un docufilm: è un progetto che continua.
“Questa mattina i giornali titolavano “Cimitero Mediterraneo” – sono state le parole di Paola Bottero, ideatrice del progetto –. È un’espressione che ho utilizzato tre anni fa, quando abbiamo iniziato a lavorare su Niumba, perché già allora avevamo definito così il nostro Mediterraneo, diventato negli anni un immenso cimitero. Sono oltre 30mila le vittime innocenti, migranti che non sono riusciti a raggiungere l’Europa. Niumba è dedicato anche a loro, alle 94 vittime di Steccato di Cutro, a tre anni dalla tragedia del 26 febbraio, e a tutti coloro che non sono mai arrivati. Ma è soprattutto una storia di vita: racconta le esistenze di uomini e donne che, come ciascuno di noi, cercano una possibilità. E che l’hanno trovata in un luogo straordinario come la Calabria. È un tentativo di ricordarci chi siamo, di riscoprirci più umani”.
All’incontro ha partecipato anche Domenico Mantegna Sindaco di Benestare e consigliere delegato Welfare della Città Metropolitana.
“Il duplice ruolo che rivesto mi porta, da sempre, a occuparmi concretamente di accoglienza, immigrazione e politiche sociali – ha affermato Mantegna -. Nel mio Comune portiamo avanti un’esperienza silenziosa, ma profondamente significativa. Per me accoglienza significa soprattutto integrazione, ed è su questo principio che, dall’agosto del 2010, abbiamo costruito un importante progetto dedicato ai minori stranieri non accompagnati, che necessitano di tutele particolari. Oggi Benestare ospita il più grande centro di accoglienza attualmente attivo in Calabria. Questo docufilm racconta anche l’esperienza di Benestare: uno dei cinque protagonisti, Alex, proviene proprio dalla nostra comunità. È la dimostrazione concreta che l’accoglienza, quando è seria e strutturata, può trasformarsi in opportunità e futuro”.
Ruolo fondamentale quello della cooperativa Sociale Pathos della Presidente Maria Paola Sorace.
“Tra i protagonisti del docufilm Niumba ci sono due nostri ex ospiti – ha affermato Sorace - ragazzi che sono arrivati quando ancora erano minori, anche non accompagnati. Minori che hanno intrapreso un percorso di integrazione, di crescita personale e professionale. Uno di loro è diventato mediatore culturale all'interno della Cooperativa ed è protagonista di questo docufilm. È chiaro che quando parliamo di minori parliamo di ragazzi che decidono di lasciare le loro terre in tenera età. Parliamo di ragazzi che partono dai loro paesi molto giovani, 14 anni, e arrivano dopo magari 2-3 anni di percorso attraverso il deserto, e spesso vengono torturati. Vedono morire i loro amici, i loro fratelli. Ma arrivano con un obiettivo: quello di poter vivere, di crearsi un futuro dignitoso. Spesso ci chiediamo come fa una madre a mettere un bimbo, un ragazzo, su un barcone senza sapere se arriverà mai. Sono i ragazzi stessi a risponderci. E la loro risposta è semplice: quella che lasciano non è vita”.
A ripercorre le tappe del progetto Carlo Frascà, Progettista Pathos, che ha raccontato l’incontro con la Bottero sottolineando la valenza del progetto. Al termine dell’incontro è stato illustrato il calendario degli appuntamenti che partirà domani da Catanzaro e toccherà le principali città della nostra regione con la proiezione del docufilm al quale seguiranno incontri e confronti che coinvolgeranno studenti, istituzioni, associazioni e società civile.

