La memoria indelebile, incisa nelle radici della storia per non dimenticare il sacrificio e l’amore per la terra.
Riflessioni, analisi ed emozioni hanno caratterizzato la tavola rotonda, organizzata dal Comune di Sellia Marina, per commemorare la figura della bracciante calabrese Giuditta Levato, che nel 1946 sacrificò la propria vita in difesa del lavoro della terra: fu uccisa a Calabricata durante un contenzioso nella lotta tra i contadini ed i latifondisti.
All’incontro hanno partecipato il sindaco di Sellia Marina, Walter Placida; il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Filippo Mancuso; il prefetto di Catanzaro, Castrese De Rosa; il presidente della Provincia di Catanzaro, Amedeo Mormile; il consigliere regionale, Ernesto Alecci; la segretaria regionale della Cisl, Caterina Staìti; il presidente Confagricoltura Calabria, Alberto Statti; il presidente Gal, Francesco Esposito e la presidente della Fidapa Catanzaro, Rossella Barillari. Presenti anche i nipoti di Giuditta Levato, Sonia, Lea e Loris Scumaci, e l’artista Luigi Verrino, autore dell’opera bronzea raffigurante la Levato e posizionata nella piazza principale, a lei dedicata, di Sellia Marina. Vari ed articolati gli interventi, che si sono sviluppati tra la storia del latifondo in Calabria, la legge Gullo del 1944, il diritto al lavoro dei più deboli, la forza e la determinazione delle donne calabresi desiderose di coltivare la terra scevre da vessazioni e soprusi. “Questo evento – ha sottolineato il presidente Mancuso – rappresentata un segno rilevante nella storia di Giuditta Levato. Non si può vivere il presente ed il futuro senza conoscere il passato. L’Osservatorio regionale sulla violenza di genere, istituito con legge regionale, va in direzione della tutela donna, del suo coraggio a perseguire i priori diritti sociali”.
Il sindaco di Sellia Marina ha rimarcato l’importanza della decisione dell’Amministrazione comunale di commemorare e valorizzare la figura di Giuditta Levato attraverso l’intitolazione della piazza cittadina. “Con questa iniziativa – ha rimarcato Placida – diamo una sorta di “immortalità” a Giuditta Levato e ciò deve anche rappresentare una sorta di sprono affinché i Comuni calabresi siano affiatati tra loro così da innescare scambia culturali utili allo sviluppo del territorio calabrese che si sviluppa tra mare e montagna”. Commozione ha espresso il prefetto De Rosa nel conoscere la storia della bracciante calabrese.
“La libertà di pensiero – ha sottolineato il rappresentante di Governo – deve essere il caposaldo del nostro Paese. La Levato raffigura la legittima espressione di chi ha diritto di lavorare legalmente”.