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Sabato, 27 Novembre 2021

L’innovazione industriale “made in Simbario”

Simbario, Vibo Valentia, Calabria, nasce qui l’industria 2.0 calabrese.
Arrivando nel piccolo paesino montano abitato da non più di mille anime, si nota subito la struttura high tech della Personal Factory, un'industria high tech all'avanguardia nella produzione di malte e polveri per l'edilizia,  incastonata tra i verdi paesaggi delle serre vibonesi.
Ad avere l’intuizione giusta è stato Francesco Tassone 32 anni, un giovane calabrese dai folti capelli neri e dai modi pacati, laureatosi a Trento, ma rientrato in Calabria, per fare “qualcosa di nuovo”.

Expo Shanghai


Il padre produceva materiali per l’edilizia, ma per venderli doveva trasportarli: “Qui a Simbario le strade non sono molto indicate per il trasporto di merci, mio padre perdeva tempo e denaro nei vari spostamenti. Allora mi sono detto: perché non saltare il passaggio della movimentazione del materiale e permettere a chi lavora nel settore edile di prodursi la malta da sé?".
Da qui nasce “Origami 4”, una piattaforma tecnologica completa in grado di rendere chiunque produttore di tutte le polveri per l’edilizia; siano questi adesivi, malte o prodotti premiscelati, utilizzando le materie prime disponibili in loco e uno spazio di produzione ridotto a meno di 5 metri quadrati, anziché i migliaia degli stabilimenti tradizionali,  mentre il know how, dato dalla piccola percentuale di componentistica chimica (solo il 2%), è fornito dalla Personal Factory che con gli ultimi aggiornamenti ha inaugurato l’era del “cloud manufactoring”.

Origami


Una sorta di metodo di produzione a metà tra la filosofia dell’open source ed un social network. Da Simbario, infatti, partono via internet le coordinate destinate alle varie “Origami 4”, dislocate presso gli impianti di tutto il mondo, che dosano le materie prime già prese

nti in loco, ossia cemento e materiale inerte, le miscelano con il composto chimico formulato da Personal Factory e le insaccano rendendole pronte all’uso. Questo particolare processo di produzione permette sia agli uomini che alle macchine che lavorano a distanza di migliaia di chilometri di operare come se fossero nello stesso posto, perché tutte le esperienze di ogni piccolo produttore vengono condivise in rete.

“Nell’era del cloud manufactoring – spiega Francesco Tassone - anche le macchine avranno acquisito queste nuove conoscenze, e saranno riprogrammate sulla nuova esperienza. Ne consegue che avremo impianti che si migliorano con l’esperienza acquisita dall’intera rete di produttori locali. Il grande vantaggio è che si crea così una rete di generazione del know-how che è in grado di migliorarsi in modo molto veloce ed intelligente. Nell’epoca di internet, non serve più spostare le merci, basta spostare le informazioni. Non servono grandi fabbriche, ma grandi strumenti da dare all’uomo. Flessibili, connessi e riprogrammabili in base al contesto”.

La sede


Grazie a questo sistema, le merci non vengono più spedite, ma sono create sul posto, un grande risparmio in termini di tempo e di denaro, ma anche un abbattimento del 95% delle emissioni provocate dallo spostamento di enormi quantità di materiali.
L’ecologia sta alla base della filosofia di Personal Factory: la sede operativa dell’azienda è un edificio ad impatto zero sul paesaggio e non ha bisogno di alcuna sorgente energetica esterna per funzionare. Tutta l’energia necessaria al processo produttivo, infatti, è data dal fotovoltaico e dal geotermico, persino le brochure informative aziendali sono stampate con un inchiostro a cera che non inquina. Si può dire quindi che la Personal Factory di Francesco Tassone a Simbario è una realtà pionieristica nell’era della green economy.
Fu una grande idea quella di Francesco Tassone, una grande idea che all’inizio si scontrò contro la dura realtà di chi vuole fare impresa in un paese come l’Italia, che non è decisamente accomodante in questo senso. Francesco non si diede per vinto. Partecipa al bando P.I.A. Innovazione, per il quale riceve un contributo dalla Regione Calabria come industria di innovazione e ricerca, ipoteca un appartamento di famiglia per riuscire ad accedere al credito da parte delle banche e realizza il primo prototipo, in seguito, nel 2007, la sua impresa viene selezionata all’European Venture Contest, un concorso riservato ad imprese high tech ad alto potenziale di sviluppo che sono alla ricerca di partner industriali. Così due compagnie italiane che gestiscono fondi di investimento danno fiducia al giovane calabrese e staccano un assegno da 1,3 milioni di euro, aggiudicandosi il 40% delle quote dell’azienda. Ci hanno visto bene i due “venture capitalists”  Vertis e Fondamenta: oggi, infatti, Personal Factory vale 4 milioni di euro.
L’azienda di Simbario è presente con le sue macchine nei cinque continenti: è la prima azienda ad aver attirato fondi d’investimento “venture capital” al sud Italia e nel 2010 ha rappresentato l’innovazione Italiana all’Expo di Shanghai grazie alla determinazione di un giovane calabrese. “Nonostante tutto se uno innova ce la può fare - conclude Francesco Tassone - perché nel mondo ci sonomolti più soldi che buone idee. La difficoltà sta nell’intercettare questi capitali. Allora è questo che deve fare il tessuto imprenditoriale calabrese: confrontarsi ad alti livelli con le eccellenze di tutto il mondo ed esportare il know-how che ci contraddistingue.