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Lunedì, 18 Ottobre 2021

Omaggio al regista Elio Ruffo. Einaudi vide “S.o.s. Africo” nel ’51: “E’ proprio tutto cosi?”

Ciack, si legge! La Cineteca della Calabria “omaggia” con un prezioso volume (“Tempo di cinema/ Elio Ruffo”) il regista di “Tempo d’amarsi” (1954), “Una rete piena di sabbia”(1966) in cui vi è un’efficace rappresentazione della ‘ndrangheta, e documentari impegnati ed Ciack, si legge! La Cineteca della Calabria “omaggia” con un prezioso volume (“Tempo di cinema/ Elio Ruffo”) il regista di “Tempo d’amarsi” (1954), “Una rete piena di sabbia”(1966) in cui vi è un’efficace rappresentazione della ‘ndrangheta, e documentari impegnati ed ispirati dalla Calabria di quel tempo (“esemplari sullo stato d’abbandono dei paesi dell’entroterra pre-aspromontano nel dopoguerra”):

La copertina del libro edito dalla “Cineteca della Calabria”, una delle realtà culturali più interessanti del Mezzogiorno. Nata a Catanzaro nel 1998, la sua attività è riconosciuta dal Ministero per i beni e le attività culturali.


“S.o.s Africo”(1949), “Gente del Sud”(1950). Un “ricco” volume, per raccontare la centralità della Calabria nella filmografia del regista che polemizzò, reiteratamente ed anche aspramente, sulla stampa nazionale, per poter dare spazio ed affermare nel cinema italiano il punto di vista di questa parte del Mezzogiorno. Curato da Eugenio Attanasio, Maria Rosaria Donato, Domenico Levato e Giovanni Scarfò, il  volume “Tempo di cinema/Elio Ruffo” (405 pagine, 30 euro) contiene le sceneggiature di “Borboni ‘70” e de “L’attentato Zaniboni”, scritti d’indubbio interesse filologico e filmologico.
Elio Ruffo nasce a Bovalino nel 1921, in provincia di Reggio Calabria (paese che diede i Natali anche allo scrittore Mario La Cava) discendente da un ramo “democratico” dell’antica casata dei Ruffo che diede alle lotte risorgimentali vari patrioti ed un martire (Gaetano Ruffo fucilato sulla piazza di Gerace per avere preso parte ai moti calabresi del 1847). Il padre,Gaetano, avvocato e dirigente della massoneria di Palazzo Giustiniani, avversò strenuamente il fascismo subendone gravi conseguenze e fu il difensore del brigante Giuseppe Musolino. Regista e documentarista, Elio Ruffo realizza, tra la fine degli anni’ 40 e la fine degli anni ’60, opere interessanti che denotano il suo interesse per il Meridione con sensibilità e piglio neorealistico. Colpì molto nel 1949 il documentario “ Sos Africo”che accese i riflettori su un mondo fiaccato anche nelle speranze, giovandosi anche della voce fuori campo di Sandro Paternostro.

Al presidente della Repubblica Luigi Einaudi, il regista Elio Ruffo fece visionare, nel 1951, il documentario “S.o.s. Africo” del 1949: una potente denuncia sull’abbandono di quella parte del Mezzogiorno. “E’ proprio tutto cosi?” chiese il liberale Einaudi che, sconsolato, “battè per tre volte il bastone sul tappeto”.


Il suo debutto con il lungometraggio è con “Tempo d’amarsi”, accolto favorevolmente dalla stampa cinematografica dell’epoca. Nel successivo “Una Rete piena di sabbia” pur non confermando le belle promesse del film d’esordio, lascia una interessante ricostruzione delle dinamiche della criminalità organizzata. La morte lo colse prematuramente, mentre stava girando il suo ultimo film “Borboni 70”. Nel volume, realizzato con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, trovano spazio una copiosa rassegna stampa, film, documentari sceneggiature e scritti inediti di grande interesse filmologico, di un autore che restituisce voce e dignità alle periferie meridionali, sperimentando la strada pionieristica della produzione cinematografica legata al territorio. La Cineteca della Calabria, grazie alla collaborazione della famiglia, ha recuperato, negli anni tutte le opere di Ruffo, impegnandosi in un lavoro di conservazione della memoria storica e divulgazione di questo straordinario personaggio. L’opera e’ stata presentata recentemente presso la Libreria del cinemaa Roma in Trastevere, alla presenza dei curatori, dei familiari del regista e di un nutrito e qualificato pubblico. È intervenuto anche il regista Luigi di Gianni, che ha ricordato le frequentazioni romane dei giovani documentaristi degli anni ’50 con il produttore Patara, che lasciava agli autori la massima libertà espressiva, consentendo, grazie anche all’intervento dello Stato, una stagione artistica oggi irripetibile per il cinema e il documentario.

Un momento della presentazione del libro nella “Libreria del cinema” in Trastevere a Roma. Con Eugenio Attanasio, Giovanni Scarfò e Maria Rosaria Donato che, assieme a Domenico Levato, hanno curato “Tempo di cinema/Elio Ruffo” edito dalla “Cineteca della Calabria”.


L’attrice Gabriella Giorgelli, che aveva interpretato il film “Una rete piena di sabbia” nel 1966, ha rievocato la vita del set nella Calabria jonica del tempo, quando il cinema rappresentava ancora la fabbrica dei sogni. Il presidente della Cineteca della Calabria, Eugenio Attanasio, ha sottolineato l’importanza di “Tempo di cinema/Elio Ruffo”, una pubblicazione, realizzata con il sostegno del Ministero per i Beni e le attività culturali, che raccoglie materiali importanti, mettendoli a disposizione delle Università italiane e dei ricercatori, i quali avranno a disposizione un importante compendio dell’opera di Ruffo, che tanto interesse desta tra i giovani scrittori, per continuare gli studi e le ricerche su questo straordinario personaggio. Straordinaria la rappresentazione del processo ‘ndranghetistico, in anni in cui ancora non si era consolidata una scienza che studiasse il fenomeno della criminalità organizzata da un punto di vista socio-antropologico, come succede ora. Anche in questo l’opera di Ruffo infatti precorre i tempi”. Un ricordo personale e commovente quello della figlia Enrica, che ha commemorato il privato del padre, scomparso prematuramente ad appena 51 anni. Giovanni Scarfò e Maria Rosaria Donato hanno chiuso, infine, la serata sottolineando l’accoglienza della stampa all’epoca dell’uscita di questi film di Ruffo, che raccontavano la povertàdel Meridione, in contrasto con il nascente benessere della società dei consumi.

Elio Ruffo sul set di “Accidenti alla guerra”


Il libro è ora disponibile nelle librerie calabresi e, a breve, verrà presentato a Soverato, Catanzaro ,Cosenza  e in tutta la regione. Emblematico l’episodio riportato nel libro (e raccontato dallo stesso Elio Ruffo su “Paese Sera” di giovedi 13 marzo 1958): ad aprile del 1951, fece visionare al presidente della Repubblica Luigi Einaudi (“l’unico che ebbe un moto d’interessamento per una condizione di vita primitiva e disumana” scrive Ruffo) il documentario su Africo. Infine, il liberale Einaudi chiese : “E’ proprio tutto cosi?” e Ruffo: “Eccellenza, è peggio, molto peggio. Ma non mi era possibile dimostrare di più. Questi documentari, per recuperare almeno le spese, devono passare da una commissione di censura e per un comitato tecnico. Se sono sgraditi, la censura li ferma, o il comitato tecnico o tutti e due insieme”. Il presidente Einaudi rimase pensoso. “Poi - scrive Elio Ruffo - batté per tre volte il bastone sul tappeto”. Il libro su Elio Ruffo è la terza pubblicazione della Cineteca della Calabria (costituita a Catanzaro nel 1998 e la cui attività è riconosciuta dal Ministero per i beni e le attività culturali), dopo i documentari di Vittorio De Seta e la Carta della Calabria/Territori di cinema. La Cineteca della Calabria, inoltre, ha prodotto due film: Melissa 49/99 e  il caso Misiano proiettati e premiati nei festival di tutto il mondo.