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Sabato, 27 Novembre 2021

Il borgo che rinasce, Vaccarizzo “studiato” dal Mit di Boston

Il Mit di Boston, prestigioso Istituto di tecnologia del Massachusetts, ha rivolto lo sguardo sul piccolo borgo di Vaccarizzo.

La piccola frazione montana di Montalto Uffugo, in provincia di Cosenza, con i suoi circa cinquecento abitanti, è, infatti, diventata oggetto delle sperimentazioni del prestigioso istituto di tecnologia statunitense, volto a stabilire pratiche per il ripopolamento di aree a rischio abbandono. Il piccolo borgo, dunque, diventerà un prototipo di rigenerazione sociale grazie ad una iniziativa internazionale che coinvolge ben trentacinque paesi del mondo, trecento team e altrettante idee di trasformazione sociale.  Ed è nato così il progetto “I live in Vaccarizzo”. Il perché si è voluto scegliere anche Vaccarizzo lo spiega proprio il Mit: «Abbiamo selezionato la proposta di ripopolamento delle aree marginali presentata da Brit, una start up innovativa impegnata nella rigenerazione di borghi e dimore storiche a rischio di abbandono.

Fra dieci location italiane, è stata scelta Vaccarizzo in considerazione di alcuni indicatori: la valenza storica del territorio, le risorse attrattive, la disponibilità della comunità locale». Un progetto che dà lustro all’intero territorio e all’intera regione, accolto con grande soddisfazione dagli abitanti, la cui sfida è quello di «contrastarne lo spopolamento, nell’ambito del primo “Societal Transformation Lab del Presencing Institute”, piattaforma di ricerca per la trasformazione profonda dei sistemi e una comunità di cinquemila e cinquecento membri. L’equipe del Brit, composta dagli architetti Federica Benatti e Michela Rossi dall’imprenditore Renzo Provedel, hanno già in mente di attivare nel borgo calabrese processi di cambiamento attraverso la pratica della progettazione partecipata e il coinvolgimento della comunità nelle soluzioni dei problemi. Nel team di ricerca anche la montaltese Roberta Caruso, imprenditrice fondatrice a Montalto del coliving Home for Creativity, la quale spiega: «Il borgo di questa frazione custodisce tradizioni e antichi mestieri. La bachicoltura e la lavorazione della seta, l’intaglio del legno, i prodotti tipici dell’agroalimentare, declinati in chiave contemporanea, costituiscono risorse su cui progettare un nuovo modello sociale ed economico, capace di ripopolare le case e rilanciare le attività».