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Giovedì, 22 Aprile 2021

I due guerrieri tornano a casa: "Adesso che facciamo?"

I guerrieri di Riace tornano in piedi e si riprendono la loro casa. Un segno di speranza per l’intera città di Reggio Calabria che, intorno al progetto del nuovo Museo della Magna Grecia, sogna di potersi risollevare insieme alle due I guerrieri di Riace tornano in piedi e si riprendono la loro casa. Un segno di speranza per l’intera città di Reggio Calabria che, intorno al progetto del nuovo Museo della Magna Grecia, sogna di potersi risollevare insieme alle due statue che la rappresentano nel mondo.
Già dalla notte di venerdì scorso il museo si preparava all’evento di sabato con la proiezione dei due volti dei Bronzi sulla facciata del museo. Dentro palazzo Piacentini fervevano, invece, gli ultimi preparativi per ultimare un’operazione durata quattro anni. All’epoca i Bronzi, gracili e da restaurare, dopo aver rischiato di lasciare la città e la Calabria, furono trasferiti a palazzo Campanella per una complessa operazione di maquillage. Il sofisticato restauro delle statue era materialmente terminato nel 2011, ma i Bronzi sono rimasti nell’ambiente climatizzato del Consiglio regionale per attendere la conclusione della restaurazione del Museo della Magna Grecia. Il sei dicembre scorso, in due speciali casse trasportate in una cella frigorifera, i due guerrieri sono stati trasferiti dal palazzo del Consiglio regionale al Museo. Sabato, finalmente, l’esposizione al pubblico con la cerimonia ufficiale alla quale non è voluto mancare il Ministro alla Cultura Massimo Bray che era giunto in riva allo Stretto anche per presenziare all’operazione di trasferimento delle due statue.
“Ho solo creduto di potercela fare – ha detto il ministro Bray ai cronisti e ringraziando per gli elogi il governatore Scopelliti – Questo è un primo segno che qualcosa si può fare e che il cambiamento è possibile. Specie se si lavora bene e con impegno così come hanno fatto i giovani ricercatori dell’Enea, il personale del Ministero dei Beni culturali, della Provincia e della Regione. Turismo e beni culturali devono essere valorizzati al massimo perché rappresentano il futuro del Mezzogiorno”.
Raggiante il governatore Scopelliti che ha ribadito ciò che più volte aveva manifestato negli scorsi anni: “I Bronzi rimangono a Reggio e il Museo della Magna Grecia è la loro casa. Basta parlare di Bronzi che devono partire. A muoversi devono essere i turisti per venire a Reggio a visitarli”. Per rendere possibile e agevole un maggiore flusso turistico verso palazzo Piacentini, il presidente della giunta regionale ha annunciato alcune convenzioni con Alitalia e l’avvio di una massiccia campagna di marketing pubblicitario organizzata insieme al Ministero per i Beni culturali. “Da febbraio – ha detto Scopelliti – la campagna di pubblicità toccherà le principali capitali europee. Dobbiamo avere la forza e la capacità di invertire dati e statistiche che mettono Reggio e la Calabria agli ultimi posti delle classifiche per numero di visitatori dei musei”.
Escluso, dunque, che i guerrieri di Riace, ritrovati nel 1972 dal sub Stefano Mariottini, possano partire per l’Expo del 2015. Sia perché non c’è la volontà politica e anche perché eventuali operazioni di trasferimento sarebbero assai ardue. Lo ha spiegato a chiare lettere il direttore del Mibac Francesco Prosperetti che ha messo in luce la delicatezza di alcune saldature delle statue (alcune avvenute in epoca romana) che difficilmente potrebbero reggere ad un lungo viaggio di trasporto. Anche la tempistica di un eventuale trasferimento sarebbe di proporzioni bibliche, considerato che le due statue hanno impiegato un’ora per ultimare il tragitto di 800 metri che separa la sede del Consiglio regionale da quella del Museo. Le statue sono molto fragili e vanno trattate con estrema cautela. Anche per questo sono state poggiate su basi antisismiche che ne garantiscono la massima sicurezza, progettate e fatte realizzare da Gerardo De Canio, che ha anche coordinato il gruppo di esperti Enea che si è occupato delle varie e complesse fasi della loro ricollocazione. Le nuove basi antisismiche sono realizzate in marmo di Carrara, e assicurano il massimo isolamento delle statue nei confronti delle sollecitazioni dei terremoti nelle direzioni orizzontali e verticale.
Ovviamente soddisfatta per la conclusione positiva delle operazioni di restauro e trasferimento è la sovrintendente ai Beni Archeologici della Calabria Simonetta Bonomi. “Sono molto contenta. Si tratta di un lavoro ben fatto, ma adesso bisogna guardare avanti e completare entro l’inizio del nuovo anno l’allestimento definitivo del Museo della magna Grecia”.
A testimonianza del lavoro in corso per rendere fruibile il Museo nella sua interezza, nella stanza accanto a quella in cui sono esposti i Bronzi, sono stati sistemati pezzi pregiatissimi come l’Apollo di Cirò e il Kouros.
Il 14 aprile 2014, invece, secondo quanto affermato dal governatore potrebbe essere la data in cui il Museo della Magna Grecia potrebbe riaprire i battenti definitivamente restaurato e allestito.