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Martedì, 07 Dicembre 2021

L’esclusivo club dei borghi più belli

Da giovedì  6 a domenica 9 settembre si è svolto in Puglia il VII festival dei Borghi più belli d’Italia.  Li raggruppa una Associazione nazionale, anzi, un vero e proprio Club che è nato nel 2001 su impulso della Consulta Da giovedì  6 a domenica 9 settembre si è svolto in Puglia il VII festival dei Borghi più belli d’Italia.  Li raggruppa una Associazione nazionale, anzi, un vero e proprio Club che è nato nel 2001 su impulso della Consulta del Turismo dell’Anci, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani. L’idea è quella di tutelare e valorizzare l’enorme patrimonio di storia, arte, cultura, ambiente e tradizione, che caratterizza molti piccoli centri italiani, alcuni dei quali sono vere e proprie “perle” del nostro territorio.

Altomonte (Cs)


Al Festival pugliese erano presenti anche alcuni borghi calabresi. Il Club annovera tra i propri soci molti antichi borghi della nostra regione: Altomonte, Bova, Scilla, Fiumefreddo Bruzio, Gerace, Morano Calabro, Santa Severina e Stilo.  Certo la Calabria dei borghi più belli non si esaurisce in questo elenco, tuttavia l’idea del Festival e dell’Associazione che sullo sfondo promuove questi territori è di grandissima importanza economica e sociale.
Per essere ammessi al Club, infatti, ogni centro deve rispettare rigorosi requisiti strutturali ed ambientali. E la Calabria, spesso erroneamente famosa per i non poco numerosi esempi di offesa e devastazione del territorio, ha, nonostante tutto, la possibilità di offrire alcune vere e proprie isole felici, incantevoli “perle” urbanistico-architettoniche incastonate in un territorio straordinariamente bello e suggestivo.

Pentedattilo (RC)


Ad un elenco già così interessante, però, non possiamo non aggiungere l’antico borgo di Pentedattilo, oggi ripopolato da visitatori stranieri ed artisti che qui hanno scelto di creare ed esporre le proprie opere, e molti altri centri storici che offrono al visitatore o al turista la bellezza e l’ordine di un contesto urbano ancora in gran parte intatto e coerente con la storia e gli influssi culturali e stilistici che ne hanno determinato la crescita.
Sono tutti punti di eccellenza di un territorio che ha ancora molto da offrire. La Calabria sta prendendo coscienza di questo suo alto valore territoriale, storico e sociale. Un tesoro di inestimabile valore. Ogni località racchiude importanti  testimonianze di una storia millenaria che dominazioni, guerre, carestie, non sono riuscite a cancellare.
Un patrimonio artistico e paesaggistico che rappresenta un’autentica risorsa per la nostra terra, ma  l’originalità degli affascinanti Borghi calabresi si contraddistingue rispetto ad altre zone di pregio italiane.

Gerace (RC)


Pur avendo un tessuto urbanistico tipico, i nostri centri, tuttavia, si caratterizzano con delle esclusività che traggono origini da storie, culture, tradizioni e memorie diverse.
Una peculiarità che testimonia il passaggio di tanti popoli che hanno lasciato, in questi suggestivi  luoghi, le loroidentità e le tracce indelebili di una cultura che si è avvinghiata con lo splendore della nostra terra.
Una terra ospitale, accogliente e con paesaggi che ha incantato tutti coloro che l’hanno varcata: di passaggio, come conquistatori o come occupanti.
Gli insediamenti in Calabria, infatti, hanno origini: greche, romane, medievali, bizantine, arbëreshë, aragonesi, normanne, enotrie, albanesi e di quant’altri sono transitati.
Tutti, ma proprio tutti, al di là della posizione strategica della Calabria, sono rimasti incantati dal caloroso fascino di una terra ricca di contrasti e di contraddizioni ma suggestiva e accogliente.
I tesori artistici e culturali che ci sono stati tramandati, oggi, fortunatamente sono stati riscoperti e rivalutati ma ancora non hanno, per come meritano, una giusta collocazione negli itinerari turistici nazionali.

Fiumefreddo Bruzio (Cs)


La seduzione della bellezza di questi posti magici, dove c’è un intenso intreccio tra la storia e il presente e, dove  la qualità della vita ci riporta ad assaporare i profumi, le sensazioni, le storie di un passato raccontatoci dai nostri antenati e  che per noi si rivela un sogno e  qualcosa di non percepibile, dovrebbe, invece  far parte di un progetto di riqualificazione culturale ed urbana per farci riscoprire il piacere del bello con l’intento di riappropriarci della nostra smarrita identità.
Ecco perché la conoscenza e la valorizzazione dei Borghi calabresi può determinare fare quel salto di qualità nell’offerta turistica, tale da  mettere in rete i seducenti  centri dei nostri paesi, per farceli amare ed apprezzare per il loro fascino e la loro attrattiva culturale che è l’essenza per far muovere i processi di emancipazione e di sviluppo di una terra, la Calabria, che possiede ricchezze se ben utilizzate di inestimabile valore.