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Martedì, 22 Settembre 2020

Un’idea “giovane” per la sanità

Esiste una Calabria che si impegna, che lavora, che emerge per la bontà delle sue idee. Esistono calabresi che resistono, che non scappano, che vogliono mettere un freno alla cosiddetta fuga dei cervelli, che operano in modo costante, diligente e Esiste una Calabria che si impegna, che lavora, che emerge per la bontà delle sue idee. Esistono calabresi che resistono, che non scappano, che vogliono mettere un freno alla cosiddetta fuga dei cervelli, che operano in modo costante, diligente e minuzioso,  che hanno dalla loro parte idee fresche, nuove e lungimiranti.
Esempio di questa Calabria sana sono Clara Nino, Antonino Morabito e Vincenzo Muraca, tre giovani motivati e determinati che hanno deciso di lavorare insieme su un progetto ambizioso che possa dare un contributo utile alla propria regione in campo sanitario.
Laureati rispettivamente in ingegneria gestionale, ingegneria meccanica ed economia, provenienti da realtà calabresi diverse: Crotone, Melito Porto Salvo e Lamezia Terme, hanno deciso di partecipare nei mesi scorsi ad un bando promosso dal Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca, “Smart cities and communities and social innovation”, rivolto a giovani di età inferiore a 30 anni e finalizzato allo sviluppo di idee tecnologicamente innovative per la gestione di problematiche importanti nel territorio.
Il progetto su cui hanno puntato è denominato “Smart Healt” e si basa sulla telemedicina per sostenere l’innovazione del settore sanitario in Calabria.
“Il progetto – ha spiegato la coordinatrice del gruppo di lavoro, Clara Nino – è nato a seguito di uno studio del territorio calabrese e ad una valutazione che ha evidenziato due particolari problematiche che vive la nostra regione: da un lato il problema legato alla sanità e al suo piano di rientro che riduce le strutture a servizio dei pazienti con conseguenti maggiori difficoltà a reperire, per esempio, un’ambulanza e quindi ad avere interventi tempestivi; e dall’altro il sottosviluppo infrastrutturale della Calabria che determina, nello specifico campo della sanità, ritardi nei soccorsi che possono portare al peggioramento di condizioni di salute già critiche, si pensi infatti ai pazienti che soffrono di malattie croniche che vanno controllati quotidianamente”.
Centrato dunque il problema il team di professionisti calabresi ha elaborato un progetto di telemedicina che tiene conto di due aspetti: il monitoraggio a distanza dei pazienti per favorire processi di deospedalizzazione mediante il monitoraggio dei principali parametri vitali per mezzo di un sistema che acquisisce i dati, li elabora e inoltra un segnale di allarme se riscontra anomalie; e lo sviluppo di una piattaforma che consente la creazione di una cartella clinica digitalizzata che contenga tutta l’anamnesi del paziente che potrà essere così fruita e aggiornata da qualsiasi struttura sanitaria o anche in maniera personale grazie alla semplicità dell’interfaccia, che renderà molto semplice l’utilizzo del sistema.Quello dei giovani calabresi non è quindi solo un progetto di ricerca ma è qualcosa che facilitando l’operato  dei medici e delle strutture sanitarie crea un beneficio al paziente stesso che vedrà la registrazione di ogni esame e di ogni controllo fatto, anche di una semplice misurazione della pressione o della glicemia. La cartella clinica digitalizzata consentirà così di verificare le condizioni di ogni paziente in maniera completa, senza alcun genere di omissione o di dimenticanza, in modo tale da facilitare la diagnosi da parte del medico che in qualunque struttura, in qualunque parte d’Italia, potrà avere accesso ai dati del proprio paziente.
Il progetto Smart Healt, rivoluzionario in Calabria, ha convinto così la commissione esaminatrice del Ministero che lo scorso 31 maggio ha inserito i professionisti calabresi tra i vincitori, premiati successivamente il 7 giugno dal ministro Francesco Profumo con la consegna di un assegno simbolico di 724mila euro.
Clara Nino, Antonino Morabito e Vincenzo Muraca da subito hanno ricominciato a lavorare senza sosta allo sviluppo della parte che riguarda il software da implementare, impegno per il quale hanno previsto anche una concertazione con gli addetti del settore, nel tentativo di elaborare un prodotto che sia facile da utilizzare e da aggiornare.
Il tutto dovrà concludersi entro il 30 giugno 2015, il tempo sufficiente per permettere ai tre calabresi di testare un prodotto nuovo che sarà sicuramente utile non solo agli addetti ai lavori ma consentirà ad ognuno di noi di condurre una vita più serena.
Sarà una vera e propria rivoluzione in campo sanitario, e, finalmente, questa rivoluzione partirà dalla Calabria, terra capace di ottenere primati positivi grazie all’impegno e alla competenza di giovani come Nino, Morabito e Muraca di cui la nostra regione andrà sicuramente fiera.