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Sabato, 19 Settembre 2020

La Calabrese di “bronzo’’ che conquistò Londra

E’ la prima calabrese ad essere iscritta nel medagliere della competizione sportiva piu’ importante del mondo. Dai primi passi a Longobucco fino al trionfo sul tatami  a cinque cerchi  della capitale inglese, la vicenda di una ragazza di 26 anni con un  sogno da realizzare . Il legame con il padre al quale ha dedicato la vittoria con quel ‘’i love papi’’ che ha fatto il giro del mondo.
E’ diventata per tutti, ormai, la calabrese di  “bronzo’’. Rosalba Forciniti, 26 anni di grinta e vitalita’ ‘’made in Calabria’’, laureatasi terza al mondo nella categoria 52 kg del judo, e’ la prima donna, nata tra il Pollino e lo Stretto, ad assurgere ad un podio olimpico . E’ accaduto a Londra domenica 29 luglio. La sua – come quella di molti calabresi che hanno dovuto lasciare la loro terra per inseguire un  sogno – e’ una storia di sacrifici e di lontananza ma anche di radici ben salde. Una storia che ha origine a Longobucco, piccolo comune in provincia di Cosenza, incastonato tra i monti alle porte del Parco nazionale della Sila. Un sogno quello di Rosalba cullato in famiglia, con il padre meccanico Domenico ,‘’Mimmo’’ per gli amici, il primo dei suoi sostenitori, e la madre Bina Savoia parrucchiera  che l’hanno seguita fin nella capitale inglese per condividere con lei il successo che l’ha portata ad iscrivere il suo nome nel medagliere olimpico.
Occhi neri e profondi, Rosalba, che ha due sorelle una piu’ grande  e l’altra piu’ piccola, ha frequentato poco piu’ che bambina il suo primo tatami, a Longobucco, al seguito del maestro Mario Mangiarano  che oggi sottolinea : ‘’ha sempre avuto  le carte per sfondare’’.  Non e’ stato facile convincere tutti. Anzi, per fare contenta la mamma contraria a questo tipo di attivita’ agonistica, la futura campionessa olimpica ha anche  tentato, per un po’,  con la ginnastica artistica ma l’indole da ‘’maschiaccio’’, come riconosce lei, ha avuto la meglio e, quindi,  il judo e’ diventata la sua disciplina.  ''Ho iniziato praticarlo da bambina – conferma Rosalba – anche se mia madre non voleva . Poi ho insistito con mio padre. Ed ora eccomi qui. Questa medaglia la dedico a mio padre, lui sa il perche' ''. Non ci vuole molto a capire la motivazione di questa dedica speciale con tanto di ‘’i love you Papi’’ che ha fatto il giro del mondo. '’'L'ho seguita fin da bambina in tutto il mondo. Non l'ho lasciata mai - dice  Mimmo Forciniti emozionato fino alle lacrime - Anche oggi ci siamo visti: sapeva che noi eravamo con lei.  E' una ragazza semplice che ama lo sport.  Questa vittoria non la cambiera' ''.
Dalle aspirazioni di bambina alla realta’ c’e’ di mezzo, pero’, il traferimento a Roma  dove Rosalba si e’ arruolata nei carabinieri. Una strada rivelatasi vincente.  Adesso a Longobucco, tra i tanti che la conoscono e che hanno visto germogliare la passione il judo, non vedono l’ora di poterla festeggiare cosi’ come hanno fatto nel 2010 quando conquisto l’argento negli europei di Vienna:  in tanti hanno seguito su un ma maxischermo la sfida per il terzo e quarto posto che ha visto la judoka calabrese avere la meglio sulla lussemburghese Marie Muller.  Un’attesa scioltasi, anche questa volta,  in un grande boato collettivo che ha squarciato il silenzio della domenica pomeriggio.  ''C'e' grande orgoglio per questo ennesimo successo – dice raggiante il sindaco di Longobucco Luigi Stasi - e siamo gia' pronti a riservare a Rosalba tutti gli onori che merita. Quando vinse l'argento agli europei di Vienna l'accogliemmo con la banda, adesso dopo questo nuovo successo sara' di nuovo festa''.
Ma il successo di Rosalba Forciniti non e’ cosa da poco e passera’ alla storia. Lei e’ la prima donna calabrese ad ottenere una medaglia olimpica: ''Sia un simbolo positivo di forza per tutte le donne e, soprattutto, per le donne calabresi’’ – raccomanda  Carolina Girasole, sindaco in prima linea contro la 'ndrangheta a Isola Capo Rizzuto  che si dice molto contenta di questo traguardo. La Girasole, assieme ai sindaci donna di Monasterace, Maria Carmela Lanzetta e Rosarno Elisabetta Tripodi rappresenta il simbolo di una nuova stagione di impegno e protagonismo delle donne calabresi. Piu' volte minacciata dalle cosche di 'ndrangheta per il nuovo corso avviato nel comune del crotonese, dove si e' messa al fianco delle cooperative di Libera create sui terreni confiscati alle cosche e dove ha contrastato l'abusivismo edilizio sulla costa, invita a guardare a questo primo bronzo femminile calabrese ottenuto a Londra come ad un esempio da seguire. ''Questi obiettivi cosi' importanti - aggiunge – si raggiungono solo credendoci e impegnandosi con grandi sacrifici. E prima o poi impegno e sacrificio pagano. Per questo la medaglia di oggi deve essere uno sprone: quando si crede in quello che si fa i risultati prima o poi vengono. Solo cosi', con esperienze come queste, la Calabria potra' farcela’’.
Per il presidente della Regione Giuseppe Scopelliti quella conquistata da Rosalba e’ ‘’una medaglia che, come calabresi, ci riempie d’orgoglio’’.  Anche  Rino Gattuso non ha mancato di complimentarsi con la ventiseienne di Longobucco . Al campione del mondo che le ha telefonato lei ha confessato di sentirsi emozionata .  ‘’No, - ha ribattuto Ringhio – l’emozione e’ mia , la campionessa sei tu’’.