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Venerdì, 22 Gennaio 2021

La “buona accoglienza” in Calabria è targata Recosol

Il tema dell’immigrazione è quanto mai attuale nelle cronache nazionali e locali. La consapevolezza sull’argomento, in particolare in Calabria, sia tra i cittadini che nelle Istituzioni, è assolutamente rilevante e elevata, nonché importante per lo sviluppo economico e sociale del Il tema dell’immigrazione è quanto mai attuale nelle cronache nazionali e locali. La consapevolezza sull’argomento, in particolare in Calabria, sia tra i cittadini che nelle Istituzioni, è assolutamente rilevante e elevata, nonché importante per lo sviluppo economico e sociale del territorio. Comuni, Regione e Enti Locali, hanno oramai raggiunto una matura presa di coscienza su un argomento che a volte, in altri contesti e nell’opinione pubblica, è affrontato in maniera superficiale e banale.logo-recosol
Di certo, non è così per la Recosol (acronimo di Rete Comuni Solidali) e per tutti i suoi associati, oramai una vera e propria Istituzione, nel senso lato del termine, sui temi che riguardano l’Immigrazione e tutti gli annessi e connessi ad essa. Si tratta di una vera e propria unione associativa di Comuni, chiamata Rete  Solidale, nata nel 2003 in Piemonte (accordo di Pinerolo tra cento comuni dell’hinterland torinese) oggi realtà di livello e di fortissimo impatto sulle politiche istituzionali relative all’immigrazione, all’accoglienza e alla sensibilizzazione delle tematiche. Anche in Calabria la rete Recosol si è ramificata e strutturata, in particolar modo visti  i rapporti con tanti Enti comunali che hanno ufficialmente aderito al programma, tra cui Gioiosa, Cinquefrondi, Riace, come anche comunità montale e alcuni oramai ex Enti Provinciali. L’opera e l’azione della Recosol spazia dalle situazioni fattive, quindi quelle relative all’adattamento dei migranti nel tessuto e nel contesto sociale, come anche quello relativo alle situazioni burocratiche degli stessi, spesso scappati dai paesi d’origine per varie motivazioni (guerre o addirittura persecuzioni di vario genere), come anche le tematiche connesse al tema Immigrazione, che necessita di una continua opera di informazione e va sempre sostenuto e caldeggiato nelle stanze decisionali.
Uno dei componenti del gruppo di coordinazione nazionale Recosol è il calabrese Giovanni Maiolo, peraltro referente della Rete circa la cooperazione internazionale, altro punto focale dell’azione Recosol. Maiolo è uno dei quattro coordinatori nazionaliche compongono l’organo direttivo della Rete. Maiolo ci ha spiegato le finalità dell’Associazione:

Come e perché nasce Recosol?

giovanni maiolo2Recosol nasce nel momento in cui il Sud del mondo ha iniziato ad arrivare in casa nostra. Da lì è nata “l’accoglienza buona” della nostra rete, ma anche tutta una serie di progetti di ampio respiro internazionale. Successivamente, anche in Calabria si è allargato il tessuto Recosol e molti Enti hanno aderito ai nostri progetti. Attraverso piccoli progetti, ma essenzialmente mirati, Recosol sta lavorando affinché si possano raggiungere tutti gli obiettivi del programma, contrastando in primis il business dell’accoglienza”.

Progetti di sostegno ai migranti, ma anche sensibilizazzione sui temi

“Oltre ai progetti e alle istanze portate nelle Istituzioni, Recosol si fa portavoce di tutti i temi caldi connessi al fenomeno della migrazione e dell’accoglienza. Abbiamo raccolto tutte le nostre esperienze in un libro, in cui raccontiamo tutte le varie storie che hanno visto protagonista Recosol, in Calabria e non.  Raccontiamo anche la nostra opera in merito all’accoglimento e al riconoscimento allo status di rifugiato ambientale, un’istanza finalmente portata in alcuni consigli comunali calabresi, come Gioiosa e Cinquefrondi.


Quanti e quali comunica calabresi hanno aderito al programma Recosol?

recosol maioloGioiosa accoglie 75 migranti che sono inseriti nel programma di Recosol, Cinquefrondi 15, ma anche altri Comuni della Provincia reggina e delle altre provincie calabresi sono attivamente impegnate ad assolvere tutte le finalità del progetto di Recosol e contiamo ovviamente di allargare la base e i rapporti con altri Enti”.
Ma l’opera di Recosol non si ferma qui. Con l’espandersi del fenomeno della migrazione, con le numerose motivazioni di ordine pratico, con lo spostamento di migliaia di persone verso la Calabria, l’Italia e i paesi occidentali, l’impegno della Rete Solidale diventerà sempre più importante e decisivo: perché la “buona accoglienza” non deve mai passare in secondo piano in qualsiasi politica di ampio respiro e votata al futuro
Giovanni Cimino