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Mercoledì, 03 Marzo 2021

Libera lancia la Carta di Fondi. Mai più inchini ai boss

La Chiesa in prima linea contro l'illegalità. Si espone fortemente su temi delicati come mafia, corruzione e azione civica di contrasto, con un documento che traccia un codice etico per cattolici e laici.don ciotti - libera1 Un incontro di tre giorni, fortemente voluto da Libera e dal suo presidente don Luigi Ciotti, nel Monastero laziale di San Magno, a Fondi, che ha visto la partecipazione di parroci e vicari episcopali, direttori di Caritas e animatori di comunità. Provenienti da ogni parte d'Italia, hanno portato nel cuore della discussione, esperienze di lotta alle mafie ma anche storie di perdono. L'evento che ha avuto per tema “Misericordia e verità s’incontreranno”, ha partorito la "Carta di Fondi", una serie d’impegni che vanno dalla lotta pastorale alla criminalità organizzata, all’assistenza a chi ha deciso di pentirsi, alla denuncia di illegalità, ingiustizie e corruzione.
Sono 21 i punti che sanciscono la Carta di Fondi. Un documento di responsabilità e impegno, firmato l' 8 settembre scorso, che traccia una linea da seguire e che non lascia spazio a tentennamenti. Non lascia spazio a incomprensioni e malintesi. Cattolici e laici sono chiamati al dovere di non abbassare più la testa. Un richiamo alla denuncia e alla promozione dei valori della libertà. inchino al boss durante processioneUna ferma condanna verso ogni forma di connivenza con il male. La Carta di Fondi impegna cattolici e laici a sottrarsi ad ogni forma di accostamento tra riti religiosi e mafia, invitandoli a “vivere ogni manifestazione di pietà popolare nella logica della semplicità e della radicalità evangelica affinché questi episodi non si trasformino in esaltazione di personaggi potenti e boss mafiosi, in mortificazione di poveri e ultimi”. Per la prima volta la Chiesa e soprattutto i sottoscrittori della Carta, definiscono chiaramente come 'inaccettabile' l'esaltazione di personaggi mafiosi. Come non mai, il monito è chiaro e diretto: estirpare negli animi e nel costume popolare il desiderio di celebrazione del male, attraverso inchini e attenzioni particolari durante riti religiosi e feste patronali, o di eventi rievocativi della cultura mafiosa, come matrimoni e funerali scenografici.
Don Ciotti e tutti gli aderenti alla Carta di Fondi, vogliono opprimere ogni tipo di ostentazione di potere, aprendo all'accoglienza e al ravvedimento. Il percorso intrapreso da corrotti e ingiusti ha una via di fuga: il pentimento. E proprio in questo passaggio fondamentale, presbiteri e laici hanno l'arduo compito di accompagnare e assistere coloro che intendono pentirsi del male compiuto “distinguendo il peccato dal peccatore”. Don ciotti - liberaLa Carta di Fondi condanna ogni forma di connivenza istituzionale con le mafie, sottolineando l'allarme di un pericolo di ecomafia all'interno del circuito pubblico, deprimendo corruzione e illegalità attraverso un cammino culturale che abbia come meta la conquista della giustizia e della verità. La Carta condanna a denunciare quella finanza che uccide i poveri e crea disuguaglianze sociali su scala planetaria, ma sollecita a lavorare nell'educazione ad una finanza etica e giusta, e ad un'economia di pace. Fondi ha dato alla luce una Carta di responsabilità e impegno che racchiude 'scelte evangeliche per un cammino di liberazione'.

Nel Monastero di Fondi, l'8 settembre 2016, Libera e i sottoscrittori attraverso la stesura di una Carta, si sono impegnati:

  1. a non tacere dinanzi alle ingiustizie e ad ogni tipo di illegalità

  2. a camminare al fianco delle vittime innocenti delle mafie e di quanti subiscono violenze e sopraffazioni, condividendo il loro dolore e la loro richiesta di giustizia e di verità

  3. a contrastare ogni forma di corruzione perché cancro della civiltà e della democrazia

  4. a leggere la Storia e la strada con lo sguardo dei contemplativi,

  5. ad evitare qualunque forma di religiosità ritualistica e alienante che deturpa il volto paterno di Dio

  6. a vivere ogni manifestazione di pietà popolare nella logica della semplicità e della radicalità evangelica affinché non si trasformino in esaltazione di personaggi potenti e boss mafiosi, e in mortificazione di poveri ed ultimi

  7. ad accompagnare il cammino di coloro che intendono pentirsi del male compiuto distinguendo il peccato dal peccatore

  8. a realizzare luoghi nei quali trovino accoglienza uomini e donne senza nessun pregiudizio di tipo religioso, etnico e sociale

  9. a vivere la misericordia come risposta ad ogni tipo di violenza e come accoglienza agli ultimi, ai poveri, agli emarginati e ai migranti

  10. a promuovere e ad affermare i principi di una cultura di ecologia integrale

  11. a sentirci parte integrante dell'ambiente perché ogni aggressione ad esso venga vissuto come una ferita inferta a ciascuno di noi

  12. a denunciare ogni tipo di connivenza anche istituzionale che favorisce il degrado ambientale agevolando gli affari delle ecomafie

  13. a vivere nella libertà ogni tipo di rapporto con la politica per non cadere nelle maglie di facili strumentalizzazioni

  14. a promuovere l'affermazione di un'informazione che cerchi sempre la verità e tuteli gli ultimi

  15. a liberarci e a liberare da una concezione economicistica della terra, dell'ambiente, del lavoro e delle relazioni umane

  16. a denunciare quella finanza che uccide i poveri e crea disuguaglianze sociali su scala planetaria

  17. alavorare nell'educazione ad una finanza etica e giusta, e ad un'economia di pace

  18. a vivere il rapporto con il denaro nella logica della trasparenza e della competenza perché non si alimentino favoritismi né si assicurino privilegi

  19. ad orientare le risorse economiche sempre verso il bene comune e mai verso interessi di pochi individui o di singoli gruppi, anteponendo il primato della destinazione universale dei beni ai principi della proprietà privata

  20. ad accompagnare i passi dei giovani scommettendo ulteriormente sulle sfide educative e sostenendo percorsi concreti che generino un lavoro che aiuti più a cooperare che a competere

  21. a tutelare i principi costitutivi della nostra Carta costituzionale, a difendere la sacralità della laicità, a promuovere percorsi virtuosi e responsabili di cittadinanza attiva.


Luigi Ciotti

Livio Gaio                                                           Tonino Palmese
Francesco Fiorillo                                             Carlo Saccoccio
Marcello Cozzi                                                   Narciso Del Poz
Giorgio De Checchi                                           Luigi Pellegrino
Ennio Stamile                                                    Tonio Dell'Olio
Giuseppe Fiorillo                                               Luigi Tellatin
Sandra Rosina                                                    Luca Facco
Giancarlo Loriggio                                            Marco Galletti
Pierluigi Di Piazza                                             Gabriele Pipinato
Mario Vatta                                                         Giuseppe Gobbo
Aldo Antonelli                                                    Tommaso Scicchitano
Pasquale Mascaro                                              Giorgio Pisano
Giorgio Moriconi                                                Pasquale Aceto
Alfredo Micalusi                                                 Giovanni D'Andrea
Pino Demasi                                                        Domenico Francavilla
Salvatore Larocca                                               Mimmo Nasone

Hanno aderito:
Luigi Vari, vescovo di Gaeta                              Antonio Masci
Domenico Cambareri                                          Massimiliano De Foglio
Pasquale Cotugno                                                Mario Rizzo
Silvio Boninfante                                                 Francamaria Bagnoli
Diego Bineri                                                          Florio Mimmo
Carmine Di Giustino                                           Virgilio Marone
Tiziana Scenna                                                     Pompea Di Donna
Arnaldo Mariani                                                  Pompili Domenico, vescovo di Rieti
Donatella Liberati                                               Giuseppe Di Mario
Luciana Paciotti                                                   Massimo Capodiferro
Filomena Pendenza                                             Corrado Paoloni
Maichol Schinello                                                Marco Sposito
Carmina Palleschi                                                Adele Teseo
Luigi Verdi                                                            Erichetta Cesarale
Giuseppe Vitiello                                                 Maria Teresa Abignente
Lamberto Iannucci                                             Saro Parasiliti
Pietro Guerrieri                                                   Roberta Dudan
Giovanni Cereti                                                    Carmine Miccoli
Erminio Gius                                                        Enrico Leonio
Carla Tucceri                                                        Giovanna Mainero
Antonio Fantauzzi                                               Filippo Peduzzi
Amedeo Ranalli                                                  Giuseppe Carone
Giuseppe Belfiore                                                Giovanni Sarubi