Per offrire informazioni e servizi, questo portale utilizza cookie tecnici, analitici e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su qualunque altro link nella pagina o, comunque, proseguendo nella navigazione del portale si acconsente all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli consultare l'informativa sulla Privacy.

Sabato, 06 Marzo 2021

Riforma costituzionale. Le ragioni del sì spiegate ai cittadini

Il Referendum di ottobre sulle riforme istituzionale si annuncia come un momento cruciale per il Paese e il Comitato “Basta un Sì - Area Metropolitana di Reggio Calabria”, rappresentato dal consigliere regionale Domenico Battaglia, si prepara ad affrontare la sfida, Il Referendum di ottobre sulle riforme istituzionale si annuncia come un momento cruciale per il Paese e il Comitato “Basta un Sì - Area Metropolitana di Reggio Calabria”, rappresentato dal consigliere regionale Domenico Battaglia, si prepara ad affrontare la sfida, mettendo in campo l’artiglieria pesante.battaglia referendum per il si
Mobilitati docenti e parlamentari per spiegare le ragioni del Sì ai cittadini per un voto che, al di là dei contenuti della Riforma, si colora di significato politico.
"Consegnare un'Italia piu' moderna, piu' giusta e piu' competitiva". Queste le ragioni per votare Sì alla riforma costituzionale, secondo il Comitato che, su iniziativa del suo presidente, ha chiamato a raccolta a Palazzo Campanella, costituzionalisti, docenti e parlamentari per un momento di analisi, confronto e sintesi.
Oltre due ore di interventi che hanno fornito, al di là dei contenuti tecnici, la 'traccia' politica di un progetto di riforma su cui i cittadini saranno chiamati ad esprimersi nel prossimo autunno.
In apertura, il saluto dell'assessore comunale Armando Neri, delegato dal sindaco Giuseppe Falcomata', che ha sottolineato il valore di una riforma che "consentirà di costruire un'Italia più equa e più giusta sotto il profilo economico e istituzionale", e la lettura del messaggio del presidente del Consiglio regionale Nicola Irto che ha evidenziato come "l'Italia abbia profondo bisogno di essere riformata, essendo il Paese ingessato da un sistema istituzionale che risale al secondo dopoguerra e che oggi deve misurarsi con un mondoglobalizzato".

Il consigliere del Pd Domenico Battaglia Il consigliere del Pd Domenico Battaglia


Nel presentare l'iniziativa,  il consigliere regionale Domenico Battaglia ha dichiarato: "Le ragioni del Si sono le ragioni che rispondono alle istanze di modernizzazione del Paese, un processo inevitabile in una fase come quella attuale di profondi cambiamenti. A breve, ha aggiunto, eleggeremo il Consiglio metropolitano di Reggio Calabria; contestualmente cambia l'architettura del Paese. Modernizzare, tuttavia, non significa disperdere l'eredità storica ma prepararsi alle sfide del domani poiché la chiamata alle urne del prossimo autunno è una chiamata di civiltà. Vogliamo che la scommessa per il rilancio del Paese parta dal Sud, dalla periferia d'Italia, rilanciando anche il porto di Gioia Tauro affinché il Mediterraneo possa divenire centro degli affari economici e finanziari. Contro la deriva populista - ha sottolineato - serve rafforzare unità, coesione e  lavoro di squadra, perche' costruire e' arduo, distruggere e' facilissimo. Ho sempre interpretato la politica  in termini inclusivi ed e' su questo solco - ha concluso - che intendiamo proseguire, consapevoli dell'importanza di consolidare il legame della politica con il territorio".
Al convegno, moderato da Marco Schirripa, coordinatore di "Movimento Rinnovamento e' Crescita", (soggetto promotore dell'iniziativa, assieme all'associazione "FutureDem Reggio Calabria"), e' stato il professore Massimo Rubechi (consigliere giuridico del ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi a chiarire, punto per punto, tutti i profili della riforma. Un tema, ha detto, "non molto esplorato ne' sviscerato come merita, che non incide in alcun modo sulla parte programmatica e dei principi della Carta Costituzionale ma solo sulla seconda, il cui risultato frutto all'epoca, di un compromesso - stante i rapporti di forza fra le espressioni politiche in gioco - non si è rivelato da subito particolarmente efficiente ed efficace.

Il professore Massimo Rubechi, consigliere giuridico del ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi Il professore Massimo Rubechi, consigliere giuridico del ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi


Allora si opto' per un sistema istituzionale debole perche' in tal modo chi avrebbe vinto alle future elezioni, non avrebbe vinto fino in fondo. Sono tre i profili 'aggrediti' dalla riforma - ha spiegato Rubechi - il ruolo delle Regioni, il ruolo del Senato e i procedimenti decisionali, particolarmente quelli afferenti la potestà legislativa". In che misura dunque la riforma è positiva?
Secondo il docente "con una Camera rappresentativa, eletta dal popolo; con un Senato espressione delle Autonomie territoriali; con un nuovo riparto di competenze tra Stato e Regioni che riconduce al livello centrale materie di importanza strategica, si da' maggiore speditezza all'iter legislativo e si scongiura la moltiplicazione dei conflitti di competenza".
Per il capogruppo del Pd in Consiglio regionale,  Seby Romeo questa riforma è una occasione decisiva "poiché e' da 20 anni che il nostro Paese insegueil progetto riformatore. Serve costruire una regione più snella e leggera che, da un lato, delega agli enti di prossimità la gestione e, dall'altro, recupera e rafforza la funzione legislativa. Contro demagogia e populismo che soffiano sul Paese e sull'Europa e contro una pericolosa deriva astensionista, occorre accettare la sfida del recupero della rappresentatività delle istituzioni democratiche nell'ambito di un sistema rinnovato che metta al centro ed esalti il principio della sovranità".
Nel suo intervento, il deputato del Pd, on. Demetrio Battaglia ha compiuto un interessante e significativo excursus storico sulle dinamiche che hanno interessato il Paese dal dopoguerra ad oggi. Il deputato ha parlato anche del tentativo di razionalizzazione da parte del Governo delle grosse problematiche, con una sintesi nazionale che darà piu spinta alle nostre realtà. "Ritengo - ha concluso - che, partendo da questa iniziativa occorra in futuro lavorare soprattutto a livello territoriale, provincia per provincia, avendo la capacità di coinvolgere non solo il Pd, ma anche di incrociare le esigenze del mondo sociale e produttivo".

L'on. Marco Donati, parlamentare del Pd L'on. Marco Donati, parlamentare del Pd


Ha concluso i lavori l'on. Marco Donati, parlamentare del Pd, molto vicino al ministro Boschi. "Questa riforma - ha detto - e' il segnale verso chi tiene fermo il Paese, che lo stesso non può più essere tenuto fermo. Abbiamo gia' legiferato su diritti civili, dinamiche economiche e lavoro, ci attende ora un percorso legislativo per nuova rivoluzione industriale che ancora nel nostro Paese non v'e' stata e per una diminuzione dei costi che consenta il rientro di produzioni trasferitesi in altri Paesi dove il costo del lavoro era più competivito. Questa riforma - ha concluso l'on . Donati - servirà  a rendere l'Italia più moderna e credibile".