Per offrire informazioni e servizi, questo portale utilizza cookie tecnici, analitici e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su qualunque altro link nella pagina o, comunque, proseguendo nella navigazione del portale si acconsente all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli consultare l'informativa sulla Privacy.

Mercoledì, 12 Agosto 2020

Cento strade, Natale Antiracket 2012

Sono stati presentati i risultati della campagna nazionale “Cento strade. Natale Antiracket 2012”. L’iniziativa è stata realizzata nell’ambito del progetto Pon Sicurezza per lo Sviluppo, Obiettivo Convergenza 2007-2013, Rete di “consumo critico”, in sinergia con la Federazione delle Associazioni Antiracket Sono stati presentati i risultati della campagna nazionale “Cento strade. Natale Antiracket 2012”. L’iniziativa è stata realizzata nell’ambito del progetto Pon Sicurezza per lo Sviluppo, Obiettivo Convergenza 2007-2013, Rete di “consumo critico”, in sinergia con la Federazione delle Associazioni Antiracket e Antiusura Italiane (FAI).
La campagna ha registrato cento incontri nelle città di quattro Regioni: Puglia, Sicilia, Campania e Calabria, a cui hanno aderito volontari, rappresentanti delle forze dell’ordine, autorità locali e nazionali.

Da sinistra: il commissario prefettizio del comune di Reggio Calabria Vincenzo Panico; il Prefetto e commissario straordinario antiracket Elisabetta Belgiorno; il Prefetto di Reggio Calabria Vittorio Piscitelli; il presidente nazionale della Fai Tano Grasso


L’ultima tappa è stata Reggio Calabria. All’incontro che si è svolto presso la sala conferenze del Palazzo della Provincia, hanno partecipato il Prefetto di Reggio Calabria, Vittorio Piscitelli, il Prefetto e commissario straordinario antiracket, Elisabetta Belgiorno, il commissario prefettizio del comune di Reggio Calabria,Vincenzo Panico, il Questore di Reggio Calabria, Guido Longo,il presidente nazionale della Fai, Tano Grasso, la dirigente nazionale della Fai Maria Teresa Morano, il Col. Lorenzo Falferi del Comando Provinciale dei carabinieri ed i rappresentanti di diverse delegazioni antiracket delle altre regioni.  La campagna, era stata presentata lo scorso 22 novembre a Napoli, con la partecipazione del Capo della Polizia Antonio Manganelli, ed ha coinvolto i rappresentanti dello Stato che di volta in volta, hanno incontrato gli operatori commerciali per infondere loro il coraggio di ribellarsi alle estorsioni, ma anche per testimoniare la vicinanza e il sostegno all’azione di denuncia contro il pizzo. Successivamente all’incontro in Prefettura,infatti, si è svolta la passeggiata antiracket, che ha visto i rappresentanti proseguire la visita nei negozi di Corso Garibaldi per incontrare i commercianti. Dopo il saluto del Prefetto di Reggio Calabria Vittorio Piscitelli, il commissario straordinario antiracket, Elisabetta Belgiorno, ha illustrato il percorso seguito con la partecipazione all’iniziativa: “Oggi, abbiamo tracciato un bilancio della campagna  “Cento strade. Natale Antiracket 2012”, che ha impiegato nelle 4 Regioni obiettivo, Calabria, Puglia, Sicilia e Calabria, tutte le forze  a disposizione, tramite incontri che si sono tenuti in 100 città, con grande entusiasmo e partecipazione. Sono stata nominata  da due mesi commissario straordinario antiracket e sono stata coinvolta in questa iniziativa, nell’ambito del progetto Pon Sicurezza, con il partenariato della Federazione delle Associazioni Antiracket e Antiusura Italia. E’ stata un’esperienza che ho vissuto grande passione e partecipazioneemotiva. Si trattava di organizzare la fiducia nelle istituzioni da parte della gente. E’ necessario far sapere che c’è una rete sempre più ampia intorno, e dunque le richieste di aiuto, di supporto e di assistenza potranno scattare più repentinamente. Se c’è maggiore fiducia nelle istituzioni,ci saranno più denunce, poiché i commercianti si sentiranno meno soli. Il crimine è sempre organizzato, e la risposta deve essere sempre ampia ed incisiva. Sono soddisfatta del percorso che abbiamo realizzato sino questo momento, ho visto città come Foggia, San Vito dei Normanni e Pagani, comune sciolto per infiltrazioni camorristiche, in cui i negozianti hanno aderito all’iniziativa con calore e partecipazione, sono realtà in cui è emerso forte l’impegno a denunciare. Gli operatori economici hanno capito che il pizzo non è un normale costo d’impresa, ma è una forma straordinaria di schiavitù, un freno devastante alla libertà dell’iniziativa economica. Maria Teresa Morano, dirigente nazionale Fai, ha evidenziato la particolarità della campagna: “Abbiamo organizzato diverse iniziative in Calabria, abbiamo scelto le sedi nelle quali operano associazioni antiracket. La mia sensazioneè stata che la presenza delle varie espressioni dello Stato, impegnate direttamente con i commercianti, è stata accolta con estrema curiosità, ma anche con estremo favore.  La presenza delle istituzioni, dunque la possibilità di entrare all’interno di un meccanismo, ha rassicurato i negozianti. Si tratta di iniziative importanti che sono servite a trasmettere l’essenza delle persone che hanno denunciato che hanno continuato a lavorare con una maggiore sicurezza e sostegno. Tano Grasso, presidente nazionale della Fai, ha ribadito la necessità di creare associazioni antiracket che supportino i commercianti: “Abbiamo scelto di chiudere la nostra iniziativa a  Reggio Calabria, perché  a nostro giudizio, è  la città più difficile del nostro Paese. Siamo consapevoli della necessità che anche in questa città, si possa creare un’associazione antiracket fatta da operatori economici. Vogliamo avviare un percorso, che richiederà molto tempo, e che nonostante le numerose difficoltà possa condurre a una maggiore consapevolezza della presenza dello Stato. In Calabria, abbiamo già avviato un’esperienza di successo, a Lamezia Terme. Sappiamo che non sarà facile. Le passeggiate hanno avuto un’efficacia è straordinaria, sono un metodo d’intervento, per far sentire ai commercianti la vicinanza non astratta ma anche fisica dei rappresentanti dello Stato. La scelta di concludere le 100 manifestazioni con una iniziativa a Reggio Calabria ha assunto assume il valore di un forte impegno dell’intero movimento antiracket nazionale a far crescere la ribellione degli imprenditori nella difficile realtà calabrese. La FAI svolgerà un’azione per rafforzare le associazioni che esistono in Calabria, e per far nascere altre esperienze. L’obiettivo della passeggiata è stato di avviare nella città di Reggio Calabria il percorso di costituzione di un’associazione antiracket fondata sull’adesione individuale degli operatori economici sul modello FAI”