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Venerdì, 18 Settembre 2020

La battaglia sul fiume Sagra e la leggenda dei Dioscuri

Il "Giorno dell'aquila", così avrebbe potuto definirlo qualcuno, come lo storico Strabone ad esempio,  o come il poeta Omero, che l'avrebbe decantato in una delle sue Odi, se solo avesse potuto assistervi. Il giorno dell'aquila, dunque,  inteso nel suo significato Il "Giorno dell'aquila", così avrebbe potuto definirlo qualcuno, come lo storico Strabone ad esempio,  o come il poeta Omero, che l'avrebbe decantato in una delle sue Odi, se solo avesse potuto assistervi. Il giorno dell'aquila, dunque,  inteso nel suo significato simbolico, in quanto, questo famosissimo uccello rapace, in antichità sorvolava gli schieramenti delle falangi greche nei campi di battaglia, poco prima che l'eco di un corno risuonasse nell'aria, dando così via alla guerra, alla lotta, al massacro.

Scorcio del parco archeologico di Locri Epizefiri


Ed il giorno dell'aquila non avvenne durante le epiche guerre persiane, o durante i conflitti tra Atene e Sparta, bensì proprio in Calabria, un tempo facente parte della floridissima Magna Grecia, che, insieme alla madrepatria,  assoggettò l'intero mondo antico  con le arti e la filosofia, sottomettendo persino l'impero romano, nonostante venne conquistata da quest'ultimo; come diceva il sommo Orazio, Graecia capta ferum victorem cepit ( la Grecia conquistata, conquistò il selvaggio vincitore). E se le arti e la filosofia erano eccelse, le battaglie per il predominio di un territorio non erano certo da meno. In una parola, dunque, nel giorno dell'aquila avvenne una sanguinosa battaglia, tra le polis di Locri Epizefiri e Crotone, nella ristretta gola del fiume Sagra.La battaglia è di datazione incerta, ma la si può collocare fra il 560 a.C. ed il 530 a.C. Durante questo periodo, tutte le principali polis della godevano di un fiorente sviluppo economico, culturale e demografico, che inevitabilmente, le avrebbe portate ad ampliare il proprio territorio, quindi, ogni tentativo di espansione da parte di ognuna, significava inevitabilmente muovere guerra ad un'altra. Fu proprio questo il caso della città di Crotone, che mirando ai territori a sud, i quali erano molto appetibili, si espanse fino a Kaulon, che divenne il proprio ultimo avamposto. Locri, invece, possedeva buona parte del territorio a sud, che comprendeva anche le sub-colonie di Hipponion e Medma.

Pianta Calabria ai tempi della Magna Grecia


Per un determinato periodo si attraversò una fase di stasi, in quanto nessuna delle due città aveva possibilità di espandersi; Locri si trovava bloccata a sud da Reggio, mentre Crotone aveva la strada sbarrata a nord da Sibari. Con tali premesse lo scontro non poteva che essere imminente.
L'elemento principale che giocò a questo punto, fu la forza delle due città. Crotone, infatti era una metropoli,  e vantava un esercito di 120.000 uomini, mentre Locri poteva schierarne in campo soltanto 10.000. Considerato che a nord, Sibari poteva vantare una potenza militare quasi pari alla loro, i crotoniati posero gli occhi su Locri, data la schiacciante superiorità, ed inoltre, questo, avrebbe potuto aprire loro la strada verso Reggio. I locresi, sentendosi minacciati da un nemico così potente, chiesero aiuto a Sparta, da cui arrivò per tutta risposta di porre fine alle preoccupazioni, perché in aiuto di Locri sarebbero stati inviati i Dioscuri, i due gemelli Castore e Polluce,  il cui mito narra che siano stati i figli di Zeus e Leda; si narra che in antichità essi fecero parte degli Argonauti, gli eroi che si avventurarono alla ricerca del Vello d'oro. Poco tempo dopo, i gemelli fondarono la città di Dioscuria, collocata secondo la leggenda in Colchide, e successivamente avrebbero fondato una città nel Lazio, Amyclae. Presero parte inoltre alla lotta contro Teseo, il quale rapì la loro sorella Elena nascondendola ad Afidne, e dopo quest'ultimo combattimento, Zeus concesse loro l'immortalità.
Il loro culto nacque proprio a Sparta, e si diffuse rapidamente in tutta la Magna Grecia, soprattutto perché venivano considerati come protettori dei naviganti; il mito infatti racconta che Poseidone affidò loro il potere di dominareil vento insieme al mare.


Cavaliere sostenuto da Sfinge esposto al museo Nazionale di Reggio Calabria


Tuttavia, i locresi, alla luce di quanto loro riferito, chiesero ugualmente aiuto a Reggio, ed Anassila, il tiranno,  inviò loro 1000 opliti; altri aiuti arrivarono dalle sub-colonie di Medma ed Hipponion. Successivamente, misero a punto una strategia infallibile, scegliendo come campo di battaglia, la stretta gola racchiusa tra due montagne e percorsa dal fiume Sagra, un punto in cui era impossibile dispiegare un esercito molto numeroso. Il conflitto fu sanguinosissimo,  vide i locresi lanciarsi all'attacco con la rabbia ed il furore di chi non ha nulla da perdere, e fare breccia nella zona centrale della falange Crotoniate. La leggenda vuole che, durante la battaglia, tra le migliaia di contendenti, si ergessero due giovani, armati diversamente dagli altri, che sbaragliavano i soldati senza dare loro tregua, per poi sparire nel nulla dopo la battaglia. Si trattava proprio di Castore e Polluce, oppure erano soltanto due soldati particolarmente dotati, vestiti giustappunto con armature diverse per alimentare il mito?

Ancora oggi, questa faccenda rimane velata da un alone di mistero che affascina sia gli storici che gli amanti della storia stessa. Soltanto due finora sono i dati certi: il primo, che dopo la battaglia del  fiume Sagra, a Locri si sviluppò il culto dei Dioscuri, come ringraziamento per la schiacciante ed inaspettata vittoria sul nemico, le cui statue oggi sono esposte nel Museo Nazionale di Reggio Calabria, e il secondo, che durante lo scontro, proprio un'aquila stesse volando nel cielo, come per vigilare sui contendenti, che quel giorno stesso, marchiarono di rosso sangue la terra e la storia della Calabria.

Staute dei Dioscuri con statua della Vittoria esposte al Museo Nazionale di Reggio Calabria


Nik Spatari, nel suo libro "L'enigma delle arti asittite nella Calabria ultra-mediterranea", considera la possibilità che il fiume Sagra, in realtà, corrispondesse ad uno degli odierni corsi d'acqua: il Torbido, o molto probabilmente l' Allaro.  Un altro dato di grandissima importanza, è la scelta del campo, che anticipò la strategia di Leonida alle Termopili, durante l'epico scontro contro i Persiani. Le notizie fornite dallo storico Strabone, riportano che i Locresi avrebbero aiutato i Siriti, e per questo, dopo la caduta di Siri, sarebbero stati attaccati dai crotoniati.