Per offrire informazioni e servizi, questo portale utilizza cookie tecnici, analitici e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su qualunque altro link nella pagina o, comunque, proseguendo nella navigazione del portale si acconsente all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli consultare l'informativa sulla Privacy.

Lunedì, 30 Novembre 2020

“Capitale europea della cultura 2019”: sarà Reggio Calabria?

Parla Francesco Adornato, preside della Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Macerata, designato dal prefetto di Reggio Vittorio Piscitelli alla guida del comitato che dovrà formulare un programma  di eventi culturali da sottoporre all’attenzione della giuria per la valutazione delle Parla Francesco Adornato, preside della Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Macerata, designato dal prefetto di Reggio Vittorio Piscitelli alla guida del comitato che dovrà formulare un programma  di eventi culturali da sottoporre all’attenzione della giuria per la valutazione delle candidature.  La sfida è accattivante: una città calabrese è dunque tra le candidate al titolo di “Capitale europea della cultura 2019”: Reggio Calabria, in corsa con Perugia, Assisi, Venezia, Ravenna, Siracusa, Palermo e Urbino per il prestigioso titolo istituito dall’Unione europea.

Francesco Adornato


Il riconoscimento fa parte dei programmi culturali europei di maggior successo grazie al crescente interesse che attira su di sé ogni anno responsabili politici, accademici e media. I criteri che deve soddisfare il programma di una città candidata sono fondamentalmente due: la dimensione europea e la città e i cittadini. Per quanto concerne il primo aspetto, il programma deve rafforzare la cooperazione fra gli operatori culturali, gli artisti e le città degli Stati membri interessati nonchè degli altri Stati membri qualora vi fosse collaborazione, facendo emergere la ricchezza della diversità culturale in Europa e mettendo in evidenza gli aspetti comuni delle culture europee.  Altro criterio qualificante riguarda la città e i cittadini. Il programma deve incoraggiare la partecipazione dei cittadini residenti nella città e nei dintorni, suscitare il loro interesse e costituire parte integrante dello sviluppo culturale e sociale a lungo termine.
Negli anni questo titolo è diventato la maggiore opportunità che le città hanno per cambiare la loro immagine e inserirsi nella mappa europea.
Intanto a Reggio fervono i preparativi per presentare il migliore programma ed è stato anche illustrato il logo dell’evento dal Comitato scientifico composto da illustri personalità che spiccano nel panorama del settore.

Cosa la lega a Reggio Calabria?

“Sono un reggino della provincia, nato a Cittanova dove ho fatto gli studi fino al Liceo classico, mantenendo sempre, nonostante mi sia trasferito  a Roma, un costante legame con il mio comune di nascita. Sono stato infatti per circa quindici anni consigliere comunale, ho scritto e continuo a scrivere su quotidiani, riviste calabresi e libri, su tematiche di interesse regionale e non solo. Insomma, l’impegno con il Comitato scientifico per candidatura di Reggio potrebbe non sorprendere perché appartiene ad una continuità di legami con il mio paese, con la città dello Stretto e con l’intera Calabria”.

Da chi è composto il comitato?

“Al Comitato partecipano accademici e personalità della cultura calabresi. A parte me, che ho avuto il compito e l’onore  di presiederlo, è composto da Eligio Daniele Castrizio, dell’Università di Messina; Concetta Fallanca, dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria; Annarosa Macrì, giornalista di Rai Tre, saggista e scrittrice; Angelo Vecchio Ruggeri, già docente di Storia e filosofia e già dirigente scolastico; Carmelina Sicari, saggista e già dirigente scolastico; Antonino Zumbo dell’Università di Messina”.

In base a quale criterio sono stati scelti i componenti?

Francesco Adornato, preside della Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Macerata, insieme al prefetto di Reggio Vittorio Piscitelli


“L’iniziativa è partita da un’intuizione del Prefetto di Reggio Calabria,  Vittorio Piscitelli, che ha scritto al Comune e alla Provincia di Reggio Calabria  e alle due Università reggine, chiedendo l’indicazione di  studiosi per elaborare una serie di proposte finalizzate, in particolare, al riconoscimento di Reggio Calabria quale Capitale europea della Cultura per l’anno 2019; alla creazione di un parco storico letterario, quale naturale completamento di un sistema di fruizione culturale imperniato sulla centralità del Museo nazionale della Magna Grecia e all’inserimento dell’area dello Stretto di  Reggio e Messina nel novero dei siti italiani ricompresi nella lista del patrimonio mondiale Unesco”.

Quali interventi avete predisposto per caratterizzare la candidatura del capoluogo reggino?

“Innanzitutto, va precisato che il titolo della proposta è ‘Reggio Calabria porta del Mediterraneo’ e da questo orizzonte si sviluppano gli interventi previsti.   La città di Reggio Calabria, storico crocevia nei rapporti tra Europa e Mediterraneo, nel presentare la sua candidatura a Capitale europea della Cultura per il 2019, ha un naturale riferimento nella sua millenaria stratificazione culturale che la supporta nell’obiettivo di rafforzare il dialogo interculturale tra il nostro continente ed i paesi mediterranei. Gli interventi previsti  concretano questi profili prospettici con interventi significativi: dal  concerto di apertura del direttore d’orchestra Riccardo Muti con le bande musicali euro mediterranee, agli itinerari territoriali dell’integrazione e della pace, dal confronto con i premi Nobel per la pace ad una visone strategica di città sostenibile, dai laboratori euro mediterranei di arte ai profili plurali di Reggio, alla Chanson  d’Aspremont (una canzone di gesta appartenente al ciclo carolingio, considerata tra le più grandi opere della letteratura medievale)”.

Cosa prevede il programma di eventi 2019?

“Una serie di eventi previsti nella città ed in tutto il territorio provinciale. Reggio non solo città dei Bronzi, ma percorsi cittadini sulle presenze greco-romane, bizantine e tardo medioevali (le città turrite). Reggio non solo al passato, ma declinata al futuro con forum, colloqui, manifestazioni  su “Architettura e città per una nuova cultura dell’abitare” e sulle Arti performative per una rivitalizzazione della città. Una rassegna internazionale del cinema balcanico sarà articolata in modo diffuso sul territorio provinciale, così come le rassegne di musiche, danze e teatro e di “arte in cammino” degli artisti di strada. Grande spazio sarà dedicato alla mostra sul Grand Tour in Calabria, poiché lo sguardo esterno dei visitatori ha contribuito  a decodificare le contraddizioni di questa regione e della nostra provincia e al riappropriarsi delle sue bellezze, spesso malviste o non viste dagli stessi calabresi”.

Verrà proposto il pesante bagaglio di una cultura millenaria, quello della storia più recente o una commistione di entrambi?

“Una significativa premessa del progetto risiede proprio nel nome del nostro continente, che, secondo fonti accreditate, deriva da Europa, giovane figlia di Agenore, re dei Fenici, rapita da Zeus, il quale, trasformatosi in toro, la condusse in Grecia. La storia di Europa è ampiamente emblematica perché “può essere intesa come una cosmogonia, un mito di origine che unisce terra, mare e cielo, continenti e popoli” (Passerini, 2002). Reggio Calabria, in particolare, ha visto passare davanti alle proprie coste altre figure mitologiche, come quella di Ulisse, alle prese con le correnti marine dello Stretto e raffigurate nell’Odissea nei due mostri, Scilla e Cariddi; quella di Enea, in fuga da Troia (città dell’Asia minore, oggi Turchia), dalla cui progenie viene fondato l’impero romano. Al naufragio di S. Paolo, figura eminente della cristianità, e al suo approdo a Reggio Calabria, seguono oggi, sulle coste del territorio della provincia,  sbarchi di immigrati e profughi, che fuggono dalla guerra, dalla miseria, dalla persecuzione. C’è un’attualità emblematica in questi rimandi che va oltre lo spazio senza tempo del mito. Si tratterebbe, piuttosto, per la città di Reggio Calabria, di una sfida che va nel senso della valorizzazione di caratteristiche e dimensioni già presenti, ma che necessitano di essere inquadrate in una esplicita e consapevole politica di promozione dell’integrazione delle diverse culture nell’ambito europeo”.

Saranno predisposte misure infrastrutturali per rendere agibile il piano previsto per il 2019?

“Nel documento progettuale, è stata evidenziata la criticità del sistema infrastrutturale, con riferimento particolare alle aree interne. Poiché la Regione (Giunta e Consiglio) e la Provincia hanno aderito con molta convinzione, e anche con significative risorse, confidiamo che l’insieme delle iniziative previste proprio nelle aree interne possa contribuire a migliorare l’attuale situazione, a partire dal collegamento ferroviario regionale, chiuso in alcune tratte”.

Perché Reggio dovrebbe vincere rispetto alle altre candidate? Cosa offre di più?

“A differenza di altre candidate, la sua millenaria stratificazione  culturale le consente di vedere il futuro prima che arrivi. Ed è proprio di questa capacità di lettura che hanno bisogno sia l’Europa che il Mediterraneo”.