Per offrire informazioni e servizi, questo portale utilizza cookie tecnici, analitici e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su qualunque altro link nella pagina o, comunque, proseguendo nella navigazione del portale si acconsente all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli consultare l'informativa sulla Privacy.

Venerdì, 10 Luglio 2020

“Fuoco” sfreccia sulle piste di Maranello

Antonio Fuoco, 17 anni di Cariati, sa che, una volta sceso in pista, tutto dipende da lui e che non basta spingere solo sull’acceleratore. Come sa che, per arrivare sul gradino più alto del podio, serve una “formula” speciale in Antonio Fuoco, 17 anni di Cariati, sa che, una volta sceso in pista, tutto dipende da lui e che non basta spingere solo sull’acceleratore. Come sa che, per arrivare sul gradino più alto del podio, serve una “formula” speciale in cui non devono mancare preparazione, concentrazione e tanta tecnica, oltre a qualche sacrificio e rinuncia, che però Antonio Fuoco, nato nel maggio del 1996, balzato agli onori della cronaca da un anno a questa parte per essere entrato nel team della famosa casa automobilistica di Maranello, è pronto a fare.

Antonio Fuoco


Pur di continuare e portare avanti il suo splendido sogno che, corsa dopo corsa, diventa sempre più reale. Diventare il primo pilota calabrese a guidare la “rossa fiammante”, la macchina che tutti conoscono per il simbolo del Cavallino rampante, la più famosa quanto nota monoposto, da sempre sogno di tanti piloti di Formula 1, qual è la Ferrari.
E sì, perche il giovane campione cariatese, che dal giocare con le macchinine, è passato a macinare chilometri di pista a soli quattro anni con i go kart, ottiene nel 2007, a 11 anni, il primo dei suoi successi internazionali nella categoria 60 mini, per continuare nel 2009 con la KF3, dove conquista il terzo posto nella classifica del campionato italiano, per aggiudicarsi l’anno successivo la seconda piazza nella graduatoria assoluta della serie, che lo porta alla fine del 2011 a vincere il primo Supercorso organizzato dalla CSAI in collaborazione con la FDA che prevede, per i primi classificati, alcune sessioni di prova con la Formula Abarth. Ed è proprio grazie ai risultati ottenuti nel 2012, al suo debutto nella KF2, dove si classifica al terzo posto nella WSK Euroseries, e ai progressi nei test svolti al volante della Formula Abarth, che Antonio entra a far parte ufficialmente da gennaio di quest’anno della Ferrari Driver Academy, di cui è responsabile Luca Baldisserri. Il primo ad aver notato il talento naturale, la bravura e le capacità del nostro giovane grande campione calabrese.
Ed effettivamente, lui alla guida della sua monoposto, è riuscito a sbaragliare i suoi “avversari” piazzandosi ai primi posti della classifica Formula Renault 2.0 ALPS, da subito.
L’iniziativa della prestigiosa accademia della quale Antonio fa parte – come si legge dal sito ufficiale Ferrari – è rivolta alla crescita di giovani talenti selezionati nell’ambito dell’automobilismo sportivo mondiale con l’obiettivo di formarli per un futuro nel mondo della F1. Percorso in cui, tra l’altro, i piloti sono seguiti nella loro crescita, non solo dal punto di vista agonistico ma anche sotto il profilo umano eprofessionale.
<<Non potevo crederci, ero allo stesso tempo emozionato e incredulo - racconta Antonio con voce ferma e sicura di chi sa di aver avuto un’opportunità importante, aggiungendo subito dopo -, quando l’ingegnere Baldisserri al termine della gara mi ha chiesto se mi andava di fare alcuni test (per testare la mia resistenza e le mie capacità al volante di una monoposto) non ci ho pensato su due volte ed ho accettato subito con grande entusiasmo. E’ il sogno di qualsiasi ragazzo che, come me, corre con i kart e sogna di entrare in Formula1>>. <<Prima di mettermi al volante di una monoposto, ed essendo io un kartista oltre che minorenne, ho dovuto prendere una sorta di patente speciale – spiega il giovane campione, proseguendo - poi una volta alla guida della monoposto da Formula, l’emozione è stata grandissima e indescrivibile. Le sensazioni che si provano in pista guidando queste auto sono completamente diverse rispetto a quando si gareggia con i kart; poi con il tempo prendi mano, ti abitui e cominci a saper controllare le tue emozioni, gara dopo gara, ma di sicuro non le si dimentica>>.
Antonio Fuoco – di nome e di fatto - nonostante la sua giovane età e la popolarità acquisita, si dimostra essere un ragazzo semplice, alla mano, e come molti suoi coetanei con tanta voglia di vivere, ma con i piedi ben piantati per terra. Lui stesso, nel corso della nostra chiacchierata telefonica, si descrive come “un ragazzo normale”, a cui piace ascoltare musica straniera (quella che, prima di ogni gara, gli dà quella carica in più che lo fa sfrecciare in pista), con poco tempo da dedicare allo svago ma con tanta voglia di apprendere tecnica e professionalità per arrivare agli obiettivi che si è prefissato. Descrive la sua quotidianità lontano da casa, fatta di allenamenti, studio incontro con i tecnici di casa Ferrari, oltrechè delle ore passate con i campioni Alonso e Massa. Parla delle ore di “relax” passate con i suoi colleghi di squadra (infatti assieme ad Antonio, il vivaio Ferrari è composto da altri tre giovani piloti, Jules Bianchi, Raffaele Marciello e Lance Stroll),e del loro rapporto di amicizia che definisce ottimo, fino ad arrivare a parlare della sua terra, la Calabria, della sua famiglia e dei suoi tanti fan che da Cariati, lo seguono in ogni gara in giro per lo Stivale facendo il tifo per lui.
<<In molti possono pensare che io arrivato a questo punto, mi sia già montato la testa, ma non è così. Sono lo stesso Antonio che è partito da Cariati a gennaio, solo un po’ più maturo e consapevole della chance che mi è stata offerta. E’ vero in poco meno di un anno la mia vita è cambiata, mi ritrovo a vivere un’esperienza unica e indescrivibile, ma non mi sento per nulla arrivato, perché so che questo è solo il primo passo per arrivare a poter gareggiare in Formula 1, accanto a dei veri campioni>>. Gli stessi campioni che, Antonio, fino allo scorso anno vedeva in televisione durante i tanti Gran Premio disputati in giro per il mondo, e che oggi, incontra nelle sessioni di gara a Maranello. Ci dice ancora: <<Ogni giorno, mattina e pomeriggio, mi districo tra prove, allenamenti e studio. Difatti, continuo a studiare da privatista qui a Maranello per arrivare preparato il prossimo anno agli esami di maturità, proprio come fanno i miei ex compagni di scuola dell’Ipsia di Cariati, ma che continuo a sentire e vedere. Non sono il tipo che lascia le cose a metà e so che l’istruzione, lo studio sono una parte importante della mia vita. Per questo ho intenzione di terminare le superiori, sperando di diplomarmi con un buon voto. In più oltre allo studio scolastico, ho molti incontri con gli ingegneri e i tecnici di casa Ferrari, e spesso ho modo di passare del tempo con due dei miei campioni preferiti, Fernando Alonso e Felipe Massa. Da loro ho tanto da apprendere>>.
Non si sente limitato nella sua giovane vita di pilota, e non ritiene che quelli che lui sta facendo ora, siano sacrifici: <<Non mi sento di dire che sto rinunciando a qualcosa essendo qui. Tutto quello che faccio ho scelto io di farlo e non li reputo dei sacrifici, come non credo di stare rinunciando a qualcosa anzi, tutt’altro. Per me questa è un’esperienza che mi sta facendo crescere e che mi sta arricchendo. Certo i primi tempi lontano da casa sono stati duri, mi mancava la famiglia e cercavo di scendere tutte le volte che mi era possibile, ma dopo un paio di mesi, complici gli impegni con gli sponsor, gli allenamenti, le prove e altro, l’iniziale nostalgia, si è poi affievolita, e so che quando scendo giù in Calabria, da mio padre, mia madre e mio fratello, è tutto come sempre. Lo stesso vale per l’affetto che ho nei confronti della gente del mio paese, mi fermano per strada a chiacchierare, mi salutano affettuosamente. Con loro si è creato un legame ancora più forte e me lo hanno dimostrato fin da subito. Prima, con le trasferte dei miei fan, durante le mie gare in giro per l’Italia, e poi, con la bellissima festa organizzata questa estate, alla quale era presente tutta Cariati. Sono stato veramente felice>>. E sicuramente Antonio i suoi fans li troverà anche il prossimo 5 ottobre ad Imola, a sventolare la bandiera di Cariati accanto a quella italiana e quella rossa Ferrari, quando disputerà l’ultima giornata del campionato Formula Renault 2.0 ALPS 2013. Dove tutti si augurano che si piazzi al primo posto della classifica. <<I miei prossimi impegni, beh…oltre la gara di ottobre, è ancora presto per dire quello che farò nel 2014, ancora non conosco nulla ma lo saprò a breve, per il momento sono concentrato sulla prossima competizione>>.