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Venerdì, 18 Settembre 2020

L'estrema eleganza by Gianni Sapone

Lo stilista Gianni Sapone veste la Sciantosa, interpretata da Serena Autieri, in scena al Teatro San Nicolò di Spoleto, in occasione della 56° edizione del Festival dei Due Mondi. Reggino di nascita, romano di adozione, Gianni Sapone è espressione di eleganza, sartorialità, alta moda e passione per il dettaglio.

Gianni Sapone


Elementi che hanno sempre contraddistinto la sua maison e che hanno conquistato le passerelle ed i più famosi teatri. Lo incontriamo dietro le quinte dello spettacolo.

Che costumi hai disegnato per La Sciantosa?

Ho immaginato una "sciantosa" dei giorni nostri, avvolta da quel tocco di retrò che non guasta mai

Che carattere hai voluto imprimere con il tuo stile sartoriale all’interpretazione di Serena Autieri?

Non ho impresso nessun carattere, ho semplicemente capito le esigenze della signora Autieri. Una diva deve sempre sentirsi a proprio agio di fronte ai riflettori. Io ho solo aggiunto un pizzico di magia.

Da cosa nasce la vostra collaborazione artistica?

Da una fiducia di base e da una telefonata molto fortunata.

I tuoi abiti rievocano la dolce vita, la femminilità delle dive del passato, ancora icone incontrastate di stile. Qual è la tua idea di bellezza e chi è la tua musa ispiratrice?

La mia idea di bellezza è senza dubbio l'educazione dell'abito; la mia creazione non deve essere mai volgare: odio la volgarità, non mi si addice. La mia musa ispiratrice? Sono senza dubbio le donne di tutti i giorni; le donne che lavorano, le donne che hanno una storia da raccontare come i miei abiti. Le mie creazioni raccontano mondi, spaziano con la fantasia e vivono il contemporaneo della femminilità.

Che emozioni ti da il teatro?

Serena Autieri


Il teatro è stato il mio primo amore. Ho avuto la fortuna di  lavorare con un grande costumista di tutti i tempi, Danilo Donati, poi con Raul Settimelli e, a seguire, con lo strepitoso Pieralli. Insomma, il primo amore non si scorda mai: quando si alza il sipario l'emozione è sempre forte, come canta la "Sciantosa": “la fortuna in copp e tavuli se fa”.

La vita prende spesso pieghe inaspettate, ma se dovessi avere una visione di te stesso a cinque anni, come la immagini (o la desideri)?

Per scaramanzia, non rivelo mai i miei prossimi obiettivi; sicuramente, da qui a cinque anni, mi vedo come adesso. Io, le mie sarte ed il mio inebriante profumo di tessuto.  Ma Mai mettere limiti alla vita. Ci riserva sempre delle meravigliose sorprese.

Reggio è la tua città d’origine, Roma la tua città d’adozione. Sei uno dei numerosissimi talenti del sud che vivono il proprio sud altrove. La tua è stata una scelta serena o sofferta? Ed oggi, a distanza di tempo da quella scelta, torneresti qui con il tuo bagaglio di esperienze e competenze per intraprendere un percorso professionale Made in Calabria?

Sono diciotto anni che Roma mi ha adottato, non è stata assolutamente una scelta sofferta, anzi. Ho avuto l'appoggio della mia famiglia e indubbiamente all'inizio non è stato semplice rapportarsi con una città grande come la Capitale. Ma l'arte, il mondo dell'alta moda, i miei sogni, la voglia di stupire e interpretare sul corpo di una donna il mio mondo, mi ha aiutato a superare le difficoltà iniziali. Per quanto riguarda la Calabria, devo essere sincero, non tornerei mai nella mia città per lavorare. C'è ancora tanto, troppo da fare. Purtroppo la mia regione non ha ancora le potenzialità per fare e per vivere di moda. Per fare questo la Calabria deve ancora capire una differenza fondamentale tra chi fa seriamente il lavoro dello stilista e chi lo fa solo per sport.

Risponde Serena Autieri

Cosa provi quando indossi gli abiti di Gianni Sapone?

Serena Autieri


La sensazione che ho quando vesto Gianni Sapone, è una sensazione di estrema eleganza, nei suoi abiti ritrovo il sapore e l'amore per il dettaglio della vera sartoria. Nel costruire l'immagine dei costumi della Sciantosa abbiamo cercato con Gianni un equilibrio tra raffinatezza e alta moda, tenendo presente la funzionalità necessaria che ha un abito di scena.

La Sciantosa.

La Sciantosa, Elvira Donnarumma tra Napoli e Belle Epoque. Un testo di Vincenzo Incenzo, scene Gianni Quaranta, direzione musicale Massimo Idà, lighting designer Claudio Zamarion, costumi Gianni Sapone, in scena Alessandro Urso. Una produzione Engage. Serena Autieri insieme ai suoi musicisti rilegge Elvira Donnarumma, detta "’a capinera napulitana", regina indiscussa dei cafè chantant d’inizio 900, anticonformista e antidiva, amata da Eleonora Duse e Matilde Serao. Dai brani più conosciuti e coinvolgenti, quali ’A tazz’ e cafè e Comme facette mammeta, a classici passionali immortali come I’ te vurria vasà e Reginella, sino a perle nascoste come Suonne sunnate, Io ’na chitarra e ’a luna, Canzone a Chiarastella, oggi ascoltabili solo con il grammofono a tromba, Serena Autieri entra nei luoghi e nei codici del caffè concerto e del varietà, vero e proprio spartiacque tra la musica di Napoli che fu e quella che verrà, con un significativo lavoro di ricerca e rivalutazione nel repertorio dei primi del ’900, prima che la canzone della Belle Epoque ceda il passo all’inno patriottico con l’entrata in guerra dell’Italia. Tra una "mossa", una rima recitata e una lacrima, si ritrovano quelle radici poetiche e melodiche ottocentesche e quei profumi arabi, saraceni, americani che Napoli, crocicchio di riferimenti locali e stimoli provenienti da ogni latitudine, ha ruminato e restituito al mondo nella sua inconfondibile cifra”.