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Venerdì, 18 Settembre 2020

Quando Repaci estrasse dal cilindro il premio letterario “Viareggio”

Cosa lega Repaci a Rossella Casini, studentessa fiorentina di 25 anni ammazzata a Palmi e mai sepolta…Se da sotto l’ombrellone dei bagni di Viareggio Leonida Repaci pensava alla sua Palmi, lo faceva per senso degli opposti: qua l’acqua sempre ferma Cosa lega Repaci a Rossella Casini, studentessa fiorentina di 25 anni ammazzata a Palmi e mai sepolta…Se da sotto l’ombrellone dei bagni di Viareggio Leonida Repaci pensava alla sua Palmi, lo faceva per senso degli opposti: qua l’acqua sempre ferma a metà polpaccio, dove alla Tonnara sarebbe già stato, e da un bel pezzo, mare aperto e sprofondo.

Leonida Repaci


Qua il fondale sabbioso e piano come un monotono stradone, dove là toccava guardarsi ad ogni passo dal morso delle rocce e, in alto, dal precipizio di “scogli immani che suggeriscono all’immaginazione miti di giganti rotolati dal cielo dopo la vana scalata” (da I fratelli Rupe). Qua la passeggiata stretta tra due muraglioni di alberghi, caffè e ristoranti che rubano il mare agli occhi. Là il mare davanti ad ogni affaccio, inevitabile dietro ogni ficodindia, rupe, mulattiera, sentiero, vicolo e via, che ti pare di vederlo pure ad occhi chiusi. Infine, qua i carri goliardici del carnevale, là il carro “sacro” della Varia. Perché non è vero che le città di mare sono tutte uguali.
Sul finire degli anni Venti, mentre Palmi attende ancora, tra le rovine del terremoto del 1908, di rimettersi in piedi e Repaci, residente a Milano, trascorre le sue prime estati in Versilia, Viareggio ha un volto signorile e mondano, consacrato al rito della villeggiatura e nobilitato dalla frequentazione di scrittori, giornalisti, musicisti. Di sera capita di avvistare Giacomo Puccini – affettuosamente “don Giacomo” per i viareggini – intento a bere il suo porto ad un tavolo del Gran Caffè Margherita, o Luigi Pirandello, Grazia Deledda, Gabriele D’Annunzio sul viale, a passeggiare. E poi sulla cittadina aleggia, con un attraente alone romantico, il mito del poeta inglese Percy Shelley, naufragato nel 1822 proprio davanti alla spiaggia di Viareggio e sulla spiaggia, alla presenza dell’amico Lord Byron, cremato.

Rossella Casini nata il 29.05.1956


Suggestioni che come sirene attirano il calabrese, ne smuovono lo spirito d’iniziativa, lo legano ogni anno di più a quella città di mare dove non ci sono ulivi testardi sugli scogli, ma pinete rinfrescanti. Nel 1929 lo scrittore di Palmi, con Alberto Colantuoni e Carlo Salsa, tira fuori dal cappello, e da sotto l’ombrellone, il premio letterario “Viareggio” che nel 1975, ormai consolidato appuntamento culturale capace di sopravvivere, nel corso della sua storia, alle ingerenze del regime fascista, al black-out imposto dalla guerra, alle annuali polemiche e alla cronica mancanza di fondi, regalerà al Comune toscano:  “La testata del Viareggio – dirà nell’occasione il quasi ottantenne Repaci - non è stata donata oggi con la sanzione di un atto solenne, ma dal  giorno che il Premio nacque. Donata idealmente, come un omaggio alla città che vide nascere l’istituzione e che avrebbe verificato la serietà del nostro impegno dai risultati raggiunti. […]  Questi pensieri, questi ricordi sulla fondazione del Viareggio, rinnovano, riconfermano, in occasione della svolta decisiva impressa oggi al Premio, il significato dell’atto d’amore reso alla città che fece da culla all’istituzione. Atto d’amore che tale resta dopo 46 anni, durante i quali molte cose sono mutate intorno a noi, intatto restando il nostro sentimento di gratitudine per la città che ha camminato col Premio, orgogliosa di essere diventata uno dei punti di arrivo della cultura italiana”.

Villa Pietrosa, chiamata anche "Villa Repaci" in quanto appartenuta a Leonida Repaci


La città della Versilia ricambierà il calabrese ribattezzando il premio “Viareggio-Repaci”, intitolandogli dopo la morte una via cittadina e unendosi, nel suo nome, in gemellaggio con Palmi. Il legame tra Calabria e Toscana che Repaci ha impiantato nei suoi affetti e con la sua vita (a Viareggio il 7 novembre 1931 conclude il romanzo “I fratelli Rupe” in cui Palmi, rievocata con il nome immaginario di Sarmùra, si staglia in tutta la sua vividezza) si istituzionalizza, insomma: sulla rotta Viareggio - Palmi, nel 1985 percorsa dallo scrittore, morto in Versilia il 19 luglio, per il suo ultimo ritorno a casa, viaggeranno presto anche delegazioni, stemmi, gonfaloni e strette di mano. Il filo robusto teso da Repaci, però, non è il solo ad unire le due città.
A Rossella Casini che a Palmi è stata ammazzata e a Viareggio, dopo decenni di dimenticanza, è oggi ricordata da un gruppo di ragazze e ragazzi che le hanno intitolato il presidio di Libera, la possibilità di essere sepolta a casa non è stata concessa. Della ragazza, una studentessa fiorentina di 25 anni sparita nel febbraio 1981 mentre si trovava a Palmi, il corpo non è mai stato ritrovato. Fidanzata con il palmese Francesco Frisina, coinvolto nella sanguinosa faida tra i Gallico e i Condello, Rossella è stata eliminata perché ritenuta un’infame, per avere convinto il proprio fidanzato a collaborare con l’autorità giudiziaria (il ragazzo in un secondo momento ritratterà tutte le sue dichiarazioni). Senza tomba, senza giustizia (gli imputati del suo omicidio sono stati assolti) e per decenni dimenticata (alla morte dei due anziani genitori non è rimasto nessuno a ricordarne il nome), Rossella Casini tende tra Calabria e Toscana un filo dolente, a molti sconosciuto e da tanti, nel corso degli anni, lasciato cadere. Viareggio ne ha afferrato un capo, ora tocca a Palmi.