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Sabato, 15 Agosto 2020

“I nostri dieci anni di studi sui greci di Calabria”.

La Grecia di Calabria continua a far parlare di sé e ora, in particolare,  sui beni materiali.
L’esperienza di due giovani ricercatrici calabresi Erminia e AngelaNucera. Le due sorelle rispettivamente dottore e dottoranda di ricerca presso l’Università degli studi di Messina,  si occupano da parecchi anni della minoranza greca di Calabria attraverso percorsi di studio etno-storici ed etno-archeologici e collaborando a progetti di ricerca e promozione del patrimonio culturale locale. Quanto segue le vede,  pur alternandosi nelle risposte, entrambi concordi sugli esiti delle ricerche ed esperienze.

Scorcio del borgo di Amendolea


Si parla dei beni immateriali ma anche materiali della cultura greco – calabra come patrimonio dell’umanità, qual è la vostra esperienza in tal senso?

Erminia : Da circa dieci anni, dai tempi dell’Università ci occupiamo di un progetto di ricerca sulla Grecia di Calabria da un punto di vista scientifico. Abbiamo deciso d’interessarci della materia dopo la costatazione che la conoscenza di certi aspetti del nostro patrimonio storico-archeologico è ancora poco approfondita e per amore verso la nostra terra. Il nostro  lavoro a quattro mani è consistito nello studio, analisi e approfondimento degli aspetti storico-materiali della cultura greca.

Perché continuare a scrivere e approfondire una materia così complessa anche a livello universitario?

Angela : L’interesse e l’attenzione sono convogliati su aspetti ancora poco esplorati di questa cultura. E’ un campo d’ indagine ancora aperto e non approfondito in modo adeguato in ambito accademico. Abbiamo curato personalmente la ricognizione dei siti e dei reperti più significativi del territorio Ci siamo occupate della formazione, genesi, sviluppo dei borghi antichi catalogando significativi reperti.

Quali sono i siti dell’area greco - calabra di cui vi siete occupate?

Erminia ed Angela : Ci siamo spostate da Pentedattilo all’Amendolea, e quindi Bova, Bova Marina, Roghudi, Condofuri, Palizzi, si può dire che i nostri studi abbracciano tutta l’area. L’evoluzione di questi borghi è molto interessante. Ricostruire il tessuto insediativo è un lavoro complesso e problematico. Anche perché la bibliografia relativa al quadro degli insediamenti risente dell’assenza d’indagini. Ognuna di noi ha curato degli aspetti e nelle trattazioni abbiamo spaziato dalle testimonianze preistoriche alle vestigia magno-greche fino all’esperienza ricca e articolata nel medioevo, dagli insediamenti e suggestivi borghi antichi. Si tratta di un interessante excursus storico- archeologico dalla preistoria in poi con la catalogazione dei vari reperti ritrovati.
E’ evidente come la chiave greca, e ancor più quella bizantina, sia un modo per leggere meglio il senso della vicenda esistenziale del territorio.

I ritrovamenti evidenziano siti di età greca o età romana cosa avete riscontrato con le vostre richerche?

Angela : Quello che di certo si può dire sull’area dei greci di Calabria dall’età preistorica fino all’età moderna, è che è stata sempre in modo continuo intensamente popolata. C’era un’occupazione del territorio stabile, che nel medioevo si è concretizzata con la nascita deiborghi. La parola alla storia e ai reperti.

Area Grecanica, ellenofona, Grecia di Calabria, quante denominazioni per una porzione di terra?

Erminia e Angela : E’ il cuore della Calabria, un territorio ricco e complesso, ci vuole tempo per conoscerlo tutto per la ricchezza dei materiali, perché raccoglie un percorso storico molto lungo. Non si può parlare solo della lingua o dei siti e slegarli dal resto. Si possono ritrovare degli elementi comuni tra i vari borghi anche se alla fine c’è un intrecciarsi di culture diverse. E’ un fenomeno che va studiato più approfonditamente. Ogni libro che abbiamo scritto racchiude in sé un aspetto tipico di questa civiltà. Ad esempio attraverso gli sguardi dei viaggiatori, raccolti nelle pagine di “Viaggio nell’Aspromonte greco”, si evincono sia gli aspetti positivi, come la bellezza del paesaggio, sia quelli negativi, come l’arretratezza rispetto al resto d’Italia. Ad aprire il libro è una frase di Gaetano Briguglio che racchiude il significato del nostro lavoro e della nostra terra: “ La Calabria è una terra per intenditori, bisogna saperla capire”

E’ raro vedere due giovani sorelle così unite e che collaborano per la stessa causa in modo così appassionato e senza competizioni, come nasce questa visione comune?

Erminia : In effetti il progetto è nato da una passione comune, e dall’essere indissolubilmente legate a questa terra. E poi, abbiamo voluto dare un senso al nostro percorso di studi umanistico, volendo contribuire in modo concreto attraverso un metodo scientifico a ricostruire le vicende culturali del territorio in cui viviamo. Un ringraziamento particolare va alla Casa Editrice calabrese Città del Sole, e all’editore Franco Arcidiaco, che ha creduto fin dall’inizio in noi e in questo progetto.
La domanda che ci siamo posti fin da subito, è stata : oltre la lingua cosa c’è?  La nostra ricerca è andata oltre la lingua, così da restituire attraverso la geografia, la storia, l’archeologia, la letteratura un quadro esaustivo della Calabria dei greci.

La Grecia di Calabria è un patrimonio culturale dell’umanità?

Erminia ed Angela : Dagli studi e ricerche fatte sia da un punto di vista dei beni immateriali e materiali il patrimonio dei greci di Calabria è tangibile. E’ ricco perché abbraccia tanti aspetti e tante realtà. Una ricchezza che va dalla preistoria fino ad oggi. Nelle nostre trattazioni ritroverete tutte le coordinate e ultima in ordine di tempo la ricostruzione della vicenda garibaldina inquadrata nell’area dei greci di Calabria, questo per sottolineare gli intrecci storici che ci restituiscono ancora oggi  un patrimonio da tutelare e riscoprire.

Il “chi è” delle due sorelle:
Angela Nucera (Scilla, 10/10/1985), è Dottoranda di Ricerca in Storia delle forme culturali euro-mediterranee: studi storici, geografici, religiosi, linguistici e letterari presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Messina, dove ha conseguito la laurea in Lettere e si è specializzata in Civiltà letteraria dell’Italia medievale e moderna e in Scienze storiche. Società, culture e istituzioni d’Europa, riportando a conclusione di tutti i corsi il massimo dei voti. Ha perfezionato la propria formazione nel settore dei beni culturali, in particolare archivistici e librari, con esperienze presso enti pubblici e religiosi di catalogazione e archiviazione, anche in formato digitale, della documentazione.
Ha condotto studi di carattere storico-linguistico sulla minoranza greca di Calabria e realizzato materiali didattici e promozionali sul patrimonio culturale calabrese.
Ha svolto attività di docenza nelle scuole secondarie di primo grado. Si occupa di grafica editoriale.
Ha già pubblicato: Garibaldi e i Mille nell’estremo punto d’Italia, Città del Sole Edizioni 2012; Viaggio nell’Aspromonte greco. Sguardi e memorie di Uomini venuti dal Nord, Città del Sole Edizioni, 2012.

Erminia Nucera (Oppido Mamertina, 23/03/1983), è Dottore di Ricerca in Europa Mediterranea: istituzioni, storia, società e identità presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Messina dove è stata anche Cultore della materia in Storia Medievale. Conseguita la laurea specialistica in Archeologia del Mediterraneo a completamento del ciclo di studi triennale in Operatore dei Beni Culturali, presso la stessa Facoltà, si è diplomata in violino presso il Conservatorio di Musica F. Cilea di Reggio Calabria.
Ha inoltre acquisito specifica formazione nei settori archivistico e della valorizzazione dei beni culturali. Gli ambiti oggetto dei suoi interessi di ricerca si focalizzano verso la storia del territorio dell’area calabro-sicula, con particolare attenzione agli aspetti religiosi e socio-economici, indagati attraverso criteri metodologici che integrano fonti scritte e cultura materiale. Da alcuni anni si occupa della minoranza greca di Calabria attraverso percorsi di studio etno-storici ed etno-archeologici e collaborando a progetti di ricerca e promozione del patrimonio culturale locale.
Ha già pubblicato: Garibaldi e i Mille nell'estremo punto d'Italia, Città del Sole Edizioni, 2012; I Fratelli di San Leo: culto, devozione e pietà popolare a Bova, in Storia e vita di San Leo, a cura di P. Faenza e F. Tuscano, Laruffa Editore 2011; Viaggio nell’Aspromonte greco. Sguardi e memorie di Uomini venuti dal Nord, Città del Sole Edizioni, 2012; Archeologia in Aspromonte. Itinerari nella terra greca di Calabria. Il Medioevo, Città del Sole Edizioni, 2011; Uniti dal mare. Patrimoni monastici tra Calabria Ultra e Sicilia nell’età normanna, Città del Sole Edizioni, 2011; I beni dell’abbazia di Santa Maria de Balnearia a Messina nel medioevo: le chiese di San Matteo de Gloria e de Balnearia e di San Nicolò la Montagna, in Studi Calabresi. Rivista di studi e ricerche del "Circolo di Studi Storici Le Calabrie", anno IV n. 5 (2004), Edizioni Corab, 2010; La Grecìa di Calabria nell’alto medioevo. Itinerari di ricerca storica nell’Aspromonte meridionale tra fonti scritte e cultura materiale, Città del Sole Edizioni, 2009 e Locri in età romana. La civitas romana nel cuore della polis magno-greca, Laruffa Editore 2008.