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Venerdì, 04 Dicembre 2020

Il primo libro al mondo in caratteri ebraici stampato a Reggio Calabria

Parla Renzo Gattegna, presidente delle comunità ebraiche italiane. Nell’alba dei libri, quando furono stampati i primi testi con la tecnica dei caratteri tipografici mobili inventati dal tedesco Johannes Gutenberg, ha un posto di tutto rilievo la Calabria, dove già all’epoca Parla Renzo Gattegna, presidente delle comunità ebraiche italiane. Nell’alba dei libri, quando furono stampati i primi testi con la tecnica dei caratteri tipografici mobili inventati dal tedesco Johannes Gutenberg, ha un posto di tutto rilievo la Calabria, dove già all’epoca vi erano alcune tra le importanti tipografie del Regno di Napoli. SeVai a: navigazione, cerca  la  « bibbia a quarantadue linee » in lingua latina è il primo libro stampato in Europa con l'aiuto dei caratteri mobili, il Commentarius in Pentateuchum del rabbino Salomon ben Isaac è il libro più antico esistente al mondo in lingua ebraica.

Renzo Gattegna, presidente delle comunità ebraiche italiane.


Un vero e proprio primato, dopo Gutenberg. Il libro fu stampato nel 1475 a Reggio Calabria dal tipografo Abraham Ben Garton, discendente da una famiglia ebreo – tedesca. La notizia non sempre è riportata correttamente nei testi letterari sulla storia dei libri, ma appare nella  "Storia di Reggio Calabria" di Domenico Spanò Bolani e nelle " Memorie delle Tipografie Calabresi " di  Vito Capialbi. Di questo prezioso volume esistono, per quanto finora si sappia, due sole copie. Una si trova alla Biblioteca Palatina di Parma, nel fondo di Giovanni Battista De Rossi, ebraista e bibliografo e l’altra a Gerusalemme. Una copia anastatica è invece custodita presso la Biblioteca comunale " Pietro De Nava " di Reggio Calabria, dove sono conservati  anche altri libri in lingua ebraica risalenti all’epoca della Giudecca di Reggio. La copia del “Pentateuco” conservata a Parma, sarà adesso al centro degli eventi previsti al prossimo Salone del Libro di Torino dal sedici al venti  maggio. L’esposizione del "Pentateuco", come libro “ospite d’onore“ dell’importante rassegna internazionale, rappresenta l'occasione per riscoprire  le radici ebraiche in Calabria e in tutto il Meridione d'Italia, ancora vive dopo secoli. L’evento è stato concordato con il presidente delle Comunità ebraiche italiane Renzo Gattegna che ha accettato di parlarne con Calabria on Web.

Pagina del pentateuco di Reggio Calabria


Presidente Gattegna quanto è storicamente importante, per le Comunità ebraiche,  quel  Pentateuco stampato nel 1475 a Reggio Calabria, primo libro al mondo in ebraico ?

Questa preziosa opera, unico esemplaresopravvissuto ai tribunali dell'Inquisizione, segna l'inizio di una nuova fase di diffusione dell'immenso patrimonio di valori custoditi dall'ebraismo. È commovente pensare al lavoro di Abraham ben Garton nella sua tipografia, alla soddisfazione e all'orgoglio che avrà provato una volta dato alle stampe il primo volume. Con questo Pentateuco siapre un capitolo fondamentale per tutti i popoli dell'unico Dio. Il fatto che ciò sia accaduto in Italia testimonia quanta ricchezza vi sia nella storia plurimillenaria dei vari insediamenti ebraici che popolano questo paese prima ancora dell'avvento del cristianesimo e che, tra alterne vicende, tra epoche di violenta persecuzione e momenti di pacifica coesistenza, ne hanno indelebilmente segnato i destini.
Il libro sarà al centro di varie iniziative al Salone del Libro di Torino. Sarà anche un’occasione culturale per riscoprire le radici ebraiche in Calabria, regione dove si trova uno dei rari esempi di sinagoga di periodo romano.
La Calabria è una miniera di memorie e tracce profondamente incise nel territorio che danno il senso di una proficua e radicata presenza ebraica nella regione. Il tempio di Bova Marina, risalente al IV secolo, è la più antica sinagoga d'Europa dopo quella rinvenuta nell'area archeologica di Ostia.

Bibbia di Gutenberg


Un esempio tra i più significativi di questo legame, ancora in parte da scoprire, che sarà possibile valorizzare al Salone del Libro di Torino e in altre importanti iniziative congiunte che andremo a sviluppare prossimamente. Dopo il lungo periodo di oblio generatosi con l'editto di espulsione del 1541 oggi quel mondo torna a vivere grazie a una nuova sensibilità che si è diffusa non solo tra i rappresentanti istituzionali ma in tutta la popolazione. È un fenomeno che si manifesta in varie forme: dalla semplice curiosità, alla volontà di arricchire il proprio bagaglio culturale al desiderio, per un numero crescente di persone, di riabbracciare quell'identità violentemente strappata ai loro antenati e talvolta tramandatasi ai giorni nostri nei focolari domestici. Sono situazioni che le istituzioni dell'ebraismo italiano seguono con impegno e motivazione.
Le testimonianze sulla presenza di comunità ebraiche in Calabria, a Reggio in particolare, sono lontane nel tempo.  Secondo alcuni storici risalgono alla leggenda che narra le origini della città stessa, attribuite ad Aschenez, nipote di Noè.
L'intreccio tra ebraismo e territorio è costellato di vicende di grande suggestione. La leggenda che vuole Aschenez, nipote di Noè, fondatore di Reggio Calabria è un esempio di quanto l'ebraismo abbia dato a questa terra nel corso dei secoli. Un rapporto che è adesso pienamente biunivoco: tra i vari momenti di incontro penso alla consuetudine che si rinnova ogni estate con l'arrivo di centinaia di rabbini da tutto il mondo che, nella Riviera dei Cedri, colgono i frutti più rigogliosi da utilizzare per Sukkot, la Festa delle Capanne .