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Venerdì, 04 Dicembre 2020

Massimo Ranieri: “Adoro la vostra cultura”

E’ stato nominato ambasciatore della “Moda Calabria”. Si presenta con un sorriso radioso, fa battute in napoletano e racconta come sia affascinato e innamorato di quel che la vita gli dona tutti i giorni. Questo è Massimo Ranieri, un uomo E’ stato nominato ambasciatore della “Moda Calabria”. Si presenta con un sorriso radioso, fa battute in napoletano e racconta come sia affascinato e innamorato di quel che la vita gli dona tutti i giorni. Questo è Massimo Ranieri, un uomo semplice. Ci parla di questo suo nuovissimo recital “Sogno e son desto – Chi nun tene coraggio nun se cocca ch’ ‘e femmene belle” andato in scena, anche, al teatro Cilea di Reggio Calabria. Un titolo volutamente giocoso e provocatorio, dove canzoni e monologhi intrecciano un racconto che tocca le corde della solidarietà, dell’umorismo, della pietà e dell’ironia.

 

Uno spettacolo dai colori caldi e intensi, dove la musica, la recitazione, il ballo, fanno da scenario alla sua incredibile bravura ed alla sua grande capacità di saper coinvolgere il pubblico. Quanto ama il suo lavoro?

Faccio un mestiere fantastico, e voglio dire a tutti grazie per avermi concesso questo privilegio. Quando realizzo uno spettacolo, sto già pensando al successivo, non mi piace rallentare in questa corsa dell’arte, mi piace esserci, studiare continuamente, provare ogni giorno perché ogni rappresentazione deve essere perfetta e tutti devono essere concentrati. In questo mestiere non bisogna mai perdere il ritmo.

 E’ stato insignito della prestigiosa nomina di “Ambasciatore della Camera Regionale della Moda Calabria nel Mondo”. Cito testualmente la motivazione: “Per la sua poliedrica attività artistica, per i suoi meriti professionali, in cui ha coniugato doti di cantante, attore, personaggio televisivo ma, soprattutto, per il carisma elegante, coinvolgente e diretto che lo contraddistingue” Che emozione hai provato riceverla sul palco del teatro Cilea di fronte al tuo pubblico?

L’emozione è stata tanta, l’imbarazzo ancora di più perché mi hanno insignito di una nomina così prestigiosa, così bella, che porterò sempre in giro con orgoglio ed onore. Sono veramente entusiasta perché arriva dalla Calabria, la sede della “culla” della cultura. Ho conosciuto sia il presidente che il vicepresidente ed il direttore generale e devo dire che sono delle persone stupende con tanta voglia di fare e che hanno realizzato importanti eventi sia per far vedere ciò che di bello offre questa regione che per aiutare i tanti giovani talenti nati da questa terra. Posso dire di essere felice di entrare a far parte di questa “grande famiglia”.

Allora Massimo, a suo avviso, quanto è importante puntare sulla cultura? 

Un Paese senza cultura, come diceva Garcia Lorca, non ha futuro, non ha domani. E’ stato detto che con la cultura non si “mangia”, una frase non solo stupida, ma sbagliata, perché solo ripartendo da quello che abbiamo e che ci rende unici al mondo potremo tornare a crescere. E’ quello di cui ha bisogno qualsiasi Paese e, in questo momento di crisi, ancora di più.  Non dimentichiamo che, proprio la cultura, dà la possibilità di creare nuovi posti di occupazione per i giovani. La Calabria, poi, vanta grandi professionalità che possono essere opportunamente spese in attività relative all’arte, al teatro, alla musica e alla letteratura.

Cosa ama di più dei calabresi e della Calabria?

Non posso dire la ‘nduja perché sarebbe una risposta qualunquistica. Amo quello che più mi accomuna a voi, la spontaneità, l’onestà morale ed intellettuale e le bellezze del vostro paesaggio che non le trovi in altre parti del mondo. Adoro la vostra cultura, la Calabria è il cuore della Magna Grecia e tutti voi dovreste capire in che fantastica città e regione vivete. Non ci sono aggettivi per descrivere le meraviglie che i vostri avi hanno lasciato. Io ho un legame forte con questa terra e non posso dimenticare quella stupefacente serata di tre anni fa sul lungo mare, con 120 mila persone, che mi ha lasciato tante emozioni, quindi, per me, Reggio è una tappa d’obbligo.

Una carriera, la sua, costellata di grandi successi. Lei è un artista a 360 gradi impegnato in teatro, in tv, in sala di registrazione Il segreto?

Direi l’elisir di giovinezza che mi regala il pubblico.  A fine spettacolo li aspetto in camerino, anche uno per uno, se necessario, non potrò mai dar loro quello che mi hanno dato. Io faccio sempre il pagliaccio, Totò ci ricordava che non siamo nient’altro che guitti, sempre e comunque. Ma sono anche un pianoforte di cui vengono usati tutti i tasti. Sono stato fortunato, mi hanno promosso come cantante, ballerino, circense,  ed attore drammatico.

Cosa bisogna dire ai giovani che vogliono tentare la strada dell’arte.

Modugno diceva sempre che ci vuole fortuna, fortuna e fortuna ma, anche, una immensa capacità di esserci e di essere bravi davvero. Bisogna credere, perché quel credere fa accadere le cose.