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Sabato, 15 Agosto 2020

Non mi separo mai dal sax perché io sono il sax…

Il musicista Francesco Salime si racconta. E' nato a Cortale. Un paese che di artisti certo se ne intende, se si pensa soltanto ai pittori Andrea Cefaly e Andrea Cefaly junior. Vive a Cortale da sempre. E’ un musicista di Il musicista Francesco Salime si racconta. E' nato a Cortale. Un paese che di artisti certo se ne intende, se si pensa soltanto ai pittori Andrea Cefaly e Andrea Cefaly junior. Vive a Cortale da sempre. E’ un musicista di grande valore, forse un pò troppo schivo, ma quando suona vince la sua proverbiale riservatezza, perché è di quelli che incanta. L'umiltà che lo contraddistingue lo rende amabile, anche se la musicalità del suo strumento, così come lo suona lui, il sax, lo rende unico. Stiamo parlando di Francesco Salime, docente di sassofono nello storico conservatorio di musica "San Pietro a Majella" di Napoli. Un curriculum strepitoso. Si esibisce in programmi che spaziano dalla musica classica a quella contemporanea con tutti i tipi di sassofono (sopranino, soprano, alto, tenore, baritono e basso). Salime riscuote tanto successo nel panorama internazionale del sassofono classico sia per l'originalità della formazione che per la grande musicalità e tecnica di interpretazione dei brani da lui arrangiati. Grande l'interpretazione, il virtuosismo e l'omogeneità dei suoni; alcuni brani del cd vengono spesso trasmessi dalla terza rete radiofonica italiana e dalla filodiffusione. Nell'aprile del 2006 è presidente del III concorso internazionale di Sassofono di Nantes in Francia e dall'1 al 12 novembre 2006, membro della giuria in rappresentanza dell'Italia al 4° concorso internazionale di sassofono di Dinant in Belgio, paese natale di Adolphe Sax, inventore del sassofono. Detto per inciso, il concorso internazionale di sassofono di Dinant è importante per i sassofonisti come lo è il Busoni per i pianisti o il Paganini per i violinisti. Ma non è tutto. Nel luglio del 2007, sempre con l’Orchestra nazionale di Santa Cecilia, si esibisce alla prestigiosa “Royal Albert Hall” di Londra. E nel 2009 si è esibito alla ventesima edizione dell'incontro internazionale di cornisti "Guelfo Nalli" a Supino in provincia di Frosinone da solista accompagnato da un'orchestra di 24 cornisti solisti radunati per questo eccezionale evento da diversi Paesi (Francia, Stati Uniti, Inghilterra tanto per citarne qualcuno). Evento unico a livello internazionale.

Quando inizia il suo percorso artistico, maestro?

All’età di 23 anni decisi di studiare seriamente sassofono a Parigi, in quel momento capii che sarebbe stata la mia professione e passione. Sei anni di soggiorno in Francia dove perfeziono gli studi di sassofono classico con Deffayet. Dovetti affrontare tante difficoltà, da solo, in Francia, ma armandomi di carattere le ho affrontate senza ripensamenti e senza arrendermi”. Salime rivela a Calabriaonweb che quegli sono stati gli anni duri in cui al conservatorio di musica di Versailles, ma sotto la guida di Deslonges vince il primo Prix di musica da camera all'unanimità e in seguito alla scuola Normale di musica di Parigi, ottiene i diplomi superiori di concertista di sassofono e di musica da camera anche qui all'unanimità con Audefroy e De Bouchy.

Da qui maestro inizia per lei un’attività concertistica intensa…

Si, numerosi sono i concerti in Italia e all'estero: Spagna, Austria, Giappone, Germania, Israele e Canada, tanto per citarne alcuni.

Ma qual è l’anno della svolta?

Direi l'86 quando inizio la collaborazione con la celebre orchestra dell'Accademia nazionale di Santa Cecilia di Roma come primo sassofono, suonando sotto la direzione dei più grandi direttori d'orchestra del mondo e se mi permette desidererei citarli tutti: da Luciano Berio a Rudolf Barshai a Valery Gergeev, a Georges Pretre,a  Michel Tabachinik, Christian Thielemann, Vladimir Spivakov, Lukas Foss, agli altri grandi italiani Roberto Abbado, Giuseppe Sinopoli, Yuri Temirkanov, Myung-Whun Chung, John Adams e Yutaka Sado, quali Gianluigi Gelmetti, Daniele Gatti, Franco Mannino, Carlo Maria Giulini e non per ultimo al mitico Ennio Morricone.

Dunque grandi soddisfazioni. Ma in particolare qual è l’esperienza a cui è rimasto particolarmente legato dal punto di vista musicale?

Beh, ancora una volta con l'orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia con la quale partecipo nel '97 e '98 alle registrazioni discografiche con Andrea Bocelli per la "Deuctsche Grammophon" e con Morricone per la "Sony classic". Nel 2001 con la stessa orchestra in tournée a Berlino nella prestigiosa Sala dei Filarmonici di Berlino.  Peraltro in quest’ultimo caso si trattò di un evento importante per l'orchestra dell'Accademia nazionale di Santa Cecilia di Roma essendo la prima orchestra italiana ad essere ospitata in questa prestigiosa Sala.

Ma, ritornando indietro, la permanenza in Francia le lascia qualcosa?

Beh, guardi, nel '97 con il Quartetto di sassofoni incido un cd con musiche di autori francesi del '900 (Piernè, Schmitt, Rivier e Bernaud). Parigi e Versailles non potrei mai dimenticarli, mi hanno dato molto, professionalmente parlando.

Andiamo al suo grande amore per il sax, dal quale non si separa mai…

Beh no, effettivamente… Nel 2007 registro il cd "Smoking sax" con il "Salime saxtet", formazione unica nel panorama internazionale (con sax sopranino, soprano, alto, tenore, baritono e basso) con elaborazioni mie di Haendel, Vivaldi, Molter e Rossini e brani originali per sestetto di Tisano, Signorini e Matitia.

Ma oltre ad aver suonato con grandi musicisti ed essere diretto da grandi direttori vanta la collaborazione con altri artisti, non propriamente musicisti?

Si, ho lavorato in recital con gli attori Antonio Albanese e Mariano Rigillo.

Beh, tanti concerti e tanta attività alle spalle, ma ora la soddisfazione maggiore quale può essere per un musicista come lei?

Ebbene, fin qui le soddisfazioni sono scaturite dalla mia forza di propormi tramite audizioni e concorsi ma poi mi è giunta con sorpresa una chiamata.

Che genere di chiamata?

La chiamata del maestro Maurizio Managò (colui che ha costituito le orchestre di giovani di Delianuova e Laureana di Borrello e che il maestro Riccardo Muti ebbe modo di dirigere personalmente) che mi comunicava che qualcuno aveva deciso di assegnarmi un premio come musicista calabrese che onora la Calabria (il premio “Borrello”: Una vita per la musica”, ndr).

E poi?

Pensavo si trattasse di uno scherzo, poi quando mi accorsi che sapeva vita e miracoli su di me mi sono convinto che era una cosa seria e gioii per questo riconoscimento per me inusuale.