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Lunedì, 30 Novembre 2020

L'informazione di qualità è la "mission" radiofonica

Conoscenza delle regole, qualità dell’informazione e democrazia partecipata. E’ questo il percorso che accompagna una prima volta importante: l’incontro del Corecom con gli editori e i direttori delle emittenti radiofoniche calabresi. Nellasala “Giuditta Levato” di Palazzo Campanella, da postazioni diverse, Conoscenza delle regole, qualità dell’informazione e democrazia partecipata. E’ questo il percorso che accompagna una prima volta importante: l’incontro del Corecom con gli editori e i direttori delle emittenti radiofoniche calabresi. Nellasala “Giuditta Levato” di Palazzo Campanella, da postazioni diverse, i presidenti del Consiglio regionale Francesco Talarico e del Corecom Calabria Alessandro Manganaro esprimono soddisfazione per una iniziativa che mai era stata pensata da quel 2001 -  anno a cui risale l’istituzione dell’organismo regionale- e che si segnala per tempistica, dal momento che giorno dopo  giorno, incombe il rispetto della ‘par condicio’ in vista delle prossime competizioni elettorali.

da sinistra: i commissari del Corecom Gregorio Corigliano e Carmelo Carabetta; il presidente del Consiglio regionale Francesco Talarico e il presidente del Corecom Calabria Alessandro Manganaro


Alla presenza dl tutto il Corecom (i commissari Gregorio Corigliano e Carmelo Carabetta, il dirigente Rosario Carnevale e i funzionari Carmen Zagaria e Salvatore Muraca), il presidente Manganaro apre i lavori parlando di nuovo corso che vuole andare ben al di là dei rapporti meramente burocratici e invitando, altresì, i presenti a sottoscrivere il codice di autodisciplina dei giornalisti sportivi calabresi. “Intendiamo realizzare con voi un proficuo confronto, con idonei ed utili approfondimenti, sulla delicata ed attuale problematica del rispetto della par condicio in vista delle prossime competizioni elettorali”. Ed è proprio lo spirito di condivisione che rende tutt’altro che formale la riunione. “L’altro obiettivo è aiutarvi a conoscervi ed a conoscerci meglio, ponendo un fascio di interrogativi che richiedono adeguate e ponderate risposte”: Da qui, la posizione di centralità dell’informazione di “qualità” che deve ispirare la nuova mission radiofonica, diventandone presupposto, strumento ed fine.  “Serve una rete sinergica per rendere effettivo il progetto comunicazionale di ‘qualità’ che, come più volte rimarcato dai Presidenti del Consiglio Talarico e della Giunta Scopelliti, rientra pienamente nella crescita civile, sociale e culturale della Calabria”, ha rilanciato Manganaro, parlando “di programmi che diano voce alle tante ‘eccellenze’ e che impreziosiscano le variegate sfere della vita produttiva del nostro territorio e che, soprattutto, siano dalla parte della gente, dei cui bisogni e delle cui tensioni ed aspirazioni devono farsi interpreti e cassa di risonanza”.
“Sono entrato in Rai perché innamorato della radio”; ha esordito così Corigliano, ricordando “che è proprio questo il mezzo di informazione più diretto e veloce con il cittadino”. Sulla stessa scia, Carabetta, riconosce “alla comunicazione il grande potere di modificare i comportamenti degli individui”.

da sinistra: i commissari del Corecom Gregorio Corigliano e Carmelo Carabetta; il presidente del Consiglio regionale Francesco Talarico e il presidente del Corecom Calabria Alessandro Manganaro e il  dirigente del Corecom Rosario Carnevale


Dalla convocazione dei Comizi elettorali - avvenuta il 22 dicembre scorso e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 24 dicembre - è scattato l’obbligo, per tutto ciò che concerne le norme in materia di comunicazione politica e di parità di accesso ai mezzi di informazione,  di rispettare i vincoli posti dai principi di imparzialità e pluralismo. Ed allora, cosa si chiede alle emittenti radiofoniche? Ribadendo “il sostegno del Corecom per ogni chiarimento o perplessità in modo tale da scongiurare il percolo di violazioni per le quali il Corecom deve intervenire”, Carnevale ha posto una netta linea di demarcazione. “Bisogna distinguere tra informazione, comunicazione politica e comunicazione istituzionale e quest’ultima deve necessariamente essere impersonale ed indispensabile”, ha chiarito il dirigente.   Ma quale la fotografia delle emittenti calabresi? Carmen Zagaria riporta i dati in possesso del Corecom: “Sono ben 113 le emittenti radiofoniche presenti in Calabria di cui 43 comunitarie (senza fini di lucro); mentre in Italia sono complessivamente 1100 di cui 272 comunitarie. In Calabria, dunque, il rapporto è di una radio locale ogni 17 mila abitanti”. Dai numeri alla bontà dell’emittenza radiofonica calabrese, il passo è breve, sulla scia delle potenzialità e della capacità di rinnovarsi nel tempo”. “E’ davvero prezioso il ruolo che le radio svolgono sul territorio, veicolando le voci locali, sostenendo il pluralismo interno, rafforzando l'identità culturale”.
Infine, dopo i criteri per il costante aggiornamento del Roc su cui si è soffermato Muraca, le conclusioni di Francesco Talarico. “Complimenti al Corecom per avere voluto e creduto in questa iniziativa”, ha esordito così il presidente del Consiglio regionale, cogliendo  i due obiettivi dell’incontro: “Da una parte, fare il punto della situazione in un momento importante segnato dalla ‘par condicio’; dall’altra sostenere e valorizzare tutto il sistema radiofonico calabrese che, nel passato,  non è stato considerato nella giusta misura dalle Istituzioni. Noi, invece, siamo qui per mandare un messaggio opposto, di vicinanza e di riconoscimento della dignità di chi opera con passione sul territorio, contribuendo ad elevare la democrazia partecipata e rappresentando - non dimentichiamolo- una grande attrattiva per le nuove generazioni”.