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Sabato, 15 Agosto 2020

Il Sud visto con gli occhi di Caterina

L’attrice Caterina Mannello (nella foto con il regista Demetrio Casile) ha, tra i suoi progetti, un film sulla Calabria. Amore per la recitazione ma anche cultura e profondità di visione in questa donna di Calabria che non dimentica i luoghi dell’’anima. L’attrice Caterina Mannello (nella foto con il regista Demetrio Casile) ha, tra i suoi progetti, un film sulla Calabria. Amore per la recitazione ma anche cultura e profondità di visione in questa donna di Calabria che non dimentica i luoghi dell’’anima. Dal grazioso borgo di Badolato a Roma per "riscoprire" la settima arte. A dir il vero, la settima arte ha scoperto in Caterina Mannello una splendida attrice che, a Roma, dove vive e lavora da tempo, ha già fissato un importante appuntamento per i tanti fans il prossimo 26 gennaio al teatro "Castalia".

L’attrice Caterina Mannello


L'attrice leggerà alcune pagine del  saggio su Massimo Troisi realizzato dallo scrittore Giuseppe Sommario insieme all'attore Eduardo Scarpa, che del  noto comico napoletano scomparso qualche anno fa è stato un amico e collega. Un saggio dal titolo "Massimo Troisi. L'arte della leggerezza" (Rubbettino editore) la cui lettura verrà accompagnata dalla musica con le proiezioni di alcuni dei più celebri film di Troisi.  Recentemente  Caterina Mannello l'abbiamo ammirata, ai primi di dicembre,  in una fiction su Rai 1 "L'isola", in cui lei interpretava il ruolo di Bianca Pisacane, direttrice della casa famiglia. Intelligente, bella, solare ed umile, doti non comuni da trovare in una stessa persona. Ebbene, Caterina Mannello, badolatese doc, quelle doti  le possiede tutte. Lei che vive fuori da anni, la Calabria  non l'ha mai dimenticata, ce l'ha nel cuore da sempre e sempre ci ritorna quando può, sia pure per qualche giorno. Caterina inizia a studiare recitazione con Giancarlo Fares e Francesca Rizzi. Si diploma, seguita dagli stessi insegnanti ed è diretta dalla guida esperta di Cristiano Censi e Isabella Del Bianco, alla scuola di recitazione Teatro-Azione. Segue numerosi seminari di recitazione cinematografica e teatrale con Daria Deflorian, Daniele Luchetti, Patrizia Th Hartmann, Franco Sciacca. Attualmente studia con Eljana Popova. E segue le International masterclass di Bernard Hiller e M. Margotta. Dopo il debutto in “Le Troiane” di Euripide in cui interpreta Cassandra, passa ad una commedia come “Harold & Maude” in cui interpreta tre caratteri esilaranti (le tre aspiranti fidanzate di Harold). Nello stesso tempo, è impegnata in alcune serie televisive: "Un posto al sole", "Un medico in famiglia", "R.I.S.", "I liceali".
Tra i suoi più recenti lavori: nel 2008 debutta alla regia con "I fantasmi di Badolato", in cui racconta la storia di un Sud a lei vicinissimo, visto con gli occhi di donne di generazioni diverse. Un Sud raccontato non solo con parole ma con i colori dei dipinti di Roberto Giglio e con suoni e musiche di Emanuele Gentili e Lucia Persia.
Nel 2009 è in scena con "I cumparielli. Storie d'amore e di Briganti" di Walter Vespertini, in cui interpreta la brigantessa Marianna Olivero.
Nel “Volo” diretta dal grande regista Wim Wenders, interpreta la madre del piccolo protagonista Beppino, nella  fiction “L’isola”,  diretta da Alberto Negrin, l’abbiamo ammirata nel  ruolo di Bianca Pisacane, direttrice della Casa famiglia. In uscita gli ultimi due lavori cinematografici “Aspromonte” di Heidy Krissaine e “Con rabbia e con Sapere” di Demetrio Casile. La sua passione, oltre a recitare, è insegnare arte drammatica. Da anni tiene corsi per bambini e adulti in alcune scuole di Roma. E’ socia di "Teatro Azione", dove tiene corsi con gli allievi attori professionali sugli aspetti emotivi dell’interpretazione. Non rivela ancora niente del prossimo progetto teatrale da realizzare  assieme ad una compagnia calabrese, ma parla di sé con serenità quest’attrice dottoressa in  Economia e commercio (laurea alla Luiss "Guido Carli"). Ma al prospettive di una carriera da commercialista, ha preferito la recitazione.

Perché la scelta di fare l’attrice?

C’è stata una forte spinta interna a raccontare storie. Il desiderio è quello di fare l’attrice per interpretare  personaggi nei quali il pubblico possa riconoscersi. Attraverso le loro storie stimolare il pensiero, le riflessioni, alimentare i sogni, e  magari anche imparare, trovare il coraggio, cambiare strada, credere in se stessi, cercare la felicità… I miei studi accademici mi sono serviti ad allargare il mio punto di vista, ad avere una visione più completa delle cose. Tutt’oggi sento quanto sia stato importante passare attraverso quel tipo di percorso. Mi ha fornito un bagaglio di esperienza che ritrovo utile nella vita e quindi anche nella mia professione d’attrice.

E' stato difficile fare l'attrice? Quali i ricordi più belli del tuo inizio e anche quelli più curiosi?

Approdare alla professione dell’attrice non è stato facile e privo di conflitti, anzi! Intanto, c’è voluto coraggio per scegliere di farlo, proprio perché venivo da un percorso diverso e mi sono dovuta mettere in gioco e iniziare da zero. Ha vinto la mia motivazione interna, la mia passione ha fatto emergere ciò che  volevo dal profondo. Tra i ricordi più belli dell’inizio, sicuramente i due anni di scuola a Teatro Azione, diretta da Cristiano Censi ed Isabella Del Bianco. Mi hanno fatto esplorare un  mondo nuovo e affascinante che era tutto dentro di me, mi hanno aiutato ad ampliare le mie potenzialità espressive, mi hanno allenato alla consapevolezza, all’uso dell’immaginazione, a dare un nome alle mie emozioni e soprattutto ad aprirmi all’ascolto ed allo scambio con gli altri. Non ci può essere verità in una scena, se non c’è questa vulnerabilità. Il ricordo delle prime improvvisazioni sul palco di Teatro Azione è sicuramente uno dei ricordi più belli, così come lo sono la mia prima volta  sul set di “La guerra è finita” con la  regia di Lodovico Gasparini. Ero ancora un’allieva di primo anno, ma Lodovico mi incoraggiò e mi apprezzò tantissimo, nonostante avessi un piccolissimo ruolo. Lo ricordo con molta gratitudine. E poi anche in teatro in “Harold & Maude”, regia di Rossana Siclari, al “Teatro Nuovo di Milano”: 1200 persone a replica! Che paura! La sera della prima  stavo  cercando di concentrarmi e di fare pace con la mia adrenalina, arrivò un ragazzo del teatro con trenta rose rosse per me! I miei amici si avvicinarono facendo i nomi di potenziali ammiratori e aspiranti fidanzati. Cercai di aprire frettolosamente il biglietto ma in quel momento il direttore di scena venne a darci “i cinque minuti” dall’inizio.  Feci appena in tempo a riconoscere la calligrafia dell’ammiratore più impensabile: mio padre. Non ci fu il tempo di dire niente agli altri, ma esplosi in pianto. I miei compagni in panico iniziarono a spingermi verso la quinta con il trucco che mi scendeva fino agli zigomi!

Quali i tuoi progetti futuri nel medio - lungo periodo?

Un film da girare in Calabria e che farà vedere questa regione in un’altra veste rispetto a quella in cui la vediamo di solito e un monologo teatrale che parla di una giovane donna costretta a lasciare la propria casa e a ricostruire la propria identità in una terra straniera.

Con quale collega ti piacerebbe lavorare di più e perché?

Tanti bravissimi attori e attrici italiane. Tra gli uomini, sicuramente Pier Francesco Favino. Mi piace la profondità che porta nei suoi personaggi. Elio Germano perché è bravissimo ed ha fatto anche lui Teatro Azione … e poi è più facile recitare con un bravo attore. Tra le donne: Donatella Finocchiaro, perché fa sempre scelte molto intelligenti  e i ruoli che interpreta sono sempre una bella sfida. Carlo Verdone, perché mi piacerebbe imparare da lui la commedia. Per il teatro, Manuela Mandracchia, perché quando recita vedo, sento e immagino tutto quello che in scena non c’è, e per la commedia in teatro Paolo Triestino, che va in scena con dei caratteri esilaranti ma autentici, senza maschere né sovrastrutture, traspare tutta la sua umanità.

Hai collezionato diverse partecipazioni in ruoli importanti in film e fiction televisive, ricordiamo tra tutti "Un medico in famiglia" e "Un posto al sole", che cosa ti è piaciuto di più di queste esperienze?

Ho imparato dagli altri. Ogni esperienza vale più di qualsiasi tipo di formazione in classe. Quando dico ho imparato dagli altri intendo non solo gli altri colleghi attori e attrici, ma tutta la troupe, regia, direttore della fotografia, tecnici, parrucchieri, costumista, trucco, segretarie di edizione, assistenti e stagisti. Tutti stanno sul set perché credono in quello che fanno, hanno un sogno, lo perseguono con enorme professionalità. Non è sempre così, ma sono stata molto fortunata e devo molto alle persone con cui ho lavorato.

Sei  un’ artista poliedrica il cui talento è stato già riconosciuto,   ma hai puntato molto sulla formazione personale. Hai fatto anche un corso biennale di dizione ed impostazione della voce - senza citare i tanti maestri  che hai frequentato - segno evidente del fatto che la preparazione, incessante e  sul campo, per te è fondamentale. Perché?

Nella vita non si finisce mai di imparare! Mi è capitato di allenarmi in alcune classi internazionali con attori provenienti da altri Paesi. Loro, ti chiedono “stai lavorando?”, se tu dici di no, allora ti dicono “e che corso stai seguendo?

Vivi da anni a Roma, ma sei nata ed ha vissuto in  un bellissimo paese come Badolato. Che faresti per salvaguardarne il futuro?

l paesi come Badolato sono luoghi che hanno una storia e un senso; hanno una fortissima connotazione identitaria e sono dotati di un centro intorno al quale convergere, aggregarsi. Sono lontani dall'omologazione, dall'anonimato dei tanti paesi doppi sorti nelle marine, privi di identità precise e di centri aggregativi. Badolato in particolare, come del resto molti paesi in via di abbandono, custodisce un patrimonio artistico e paesaggistico straordinario. Per contro, vivere in questi paesi è disagevole, perché le vie di comunicazione non sono delle migliori, le case sono vecchie, e non sempre hanno i confort di cui godiamo nelle abitazioni moderne. Che fare per salvarli? Raccontarli, animarli con laboratori artistici, musicali, creativi; portare le scolaresche a scoprirne la bellezza e la storia generale e le storie dei tanti abitanti; ristrutturare alcune delle case disabitate, farne il centro di un turismo sostenibile, non di massa, legato al luogo (mare, cibo, clima), all'arte, al senso di bellezza. Alimentare la storia, ridefinirne il senso. Insieme a due amici, il pittore Roberto Giglio e lo scrittore Giuseppe Sommario, abbiamo lavorato concretamente in questa direzione. Qualche anno fa è nata una mostra-spettacolo da una ricerca pittorica, condotta da Roberto Giglio, sulle donne di Badolato. Io ne ho curato la regia e Giuseppe Sommario ha collaborato al testo. La mostra-spettacolo dal titolo “I fantasmi di Badolato” ha girato un po’ a Roma, a Catanzaro, ma ci piacerebbe che altri paesi della Calabria la ospitassero. Inoltre quattro estati fa abbiamo realizzato insieme ad Isidoro Ermocida “Ultimo Sud”, un evento di due giornate, itinerante per il borgo di Badolato. Ultimo Sud ha messo insieme i linguaggi artistici dalla musica alla pittura e scultura, al teatro, al cinema e alla danza ed ha dato linfa vitale al paese. L’idea è quella di sviluppare lo stesso progetto in altri borghi come Badolato. Ci sono altre novità in cantiere tra cui la realizzazione di un libro-video fotografico, ma non posso anticiparti altro!

I ricordi da bambina di Badolato?

Aspettavo con la nonna la corriera che mi portava a Badolato Superiore dalla “nonna vecchia”, così chiamavo la mia bisnonna, che mi dava un regalino e mi raccontava qualche storia. E poi l’attesa della fine della scuola e il mare dal 1 giugno al 15 settembre, la spiaggia si riempiva di emigranti che tornavano per le vacanze e di bambini del Nord che venivano con le loro famiglie e che sento ancora oggi. Mi divertivo un mondo!

Ai tuoi fans ed ai lettori di “Calabria on web” cosa vorresti dire?

Andate a vedere il mio ultimo film, “Con Rabbia e con Sapere”, di Demetrio Casile. Una commedia ironica e  divertente, amara e a tratti surreale. Protagonista è  una giovanissima ragazza che vuole realizzare il suo sogno di diventare scrittrice in una terra dura e insieme accogliente come la nostra.

Fabio Vito