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Martedì, 14 Luglio 2020

Il tribunale di Lamezia Terme festeggia 150 anni

Simbolo di giustizia e di ordine, un prezioso patrimonio in cui ogni lametino trova la sua identità, questa la descrizione del tribunale di Lamezia Terme, nella cerimonia svoltasi presso il palazzo di giustizia, in occasione dell’anniversario dei  150 anni della Simbolo di giustizia e di ordine, un prezioso patrimonio in cui ogni lametino trova la sua identità, questa la descrizione del tribunale di Lamezia Terme, nella cerimonia svoltasi presso il palazzo di giustizia, in occasione dell’anniversario dei  150 anni della sua costituzione.  Ad aprire la cerimonia una proiezione audio visiva, che ha raccontato sinteticamente la storia del tribunale, istituito il 20 novembre del 1861, con regio decreto, inserendolo con merito tra i tribunali piu’ antichi d’Italia. e fu proprio il 13 dicembre del 1862 ha ricordato il Presidente dell’Ordine degli avvocati di Lamezia Terme, Gianfranco Barbieri, che fu emessa la prima sentenza, esempio dunque di efficienza e tempestività. Nei vari interventi che si sono susseguiti durante la cerimonia è stato più volte ricordato l’impegno civile che la città di Lamezia Terme ha dimostrato allorquando si palesò la possibilità della soppressione del tribunale nell’ottica della spending review attuata dal governo nazionale.  Un tribunale che non doveva essere messo assolutamente in discussione secondo Bruno Brattoli Presidente del Palazzo di Giustizia di Lamezia Terme. Un luogo che rimane sempre nel cuore di chi ormai non ne fa più parte, come l’ex procuratore Salvatore Vitello, attualmente Vice Capo di gabinetto del Ministro di Grazia e Giustizia.  A Lamezia, ha dichiarato commosso, mi sono arricchito professionalmente e soprattutto umanamente, il tribunale vive nella città e fa parte di essa, non è un tempio avulso. Lamezia negli anni è cresciuta, e avrebbe potuto farlo ancora di più se non ci fosse quel cancro, la criminalità organizzata,  che stiamo cercando di combattere, a bloccarne lo sviluppo. Il tribunale dunque visto come luogo dove si vivono delle speranze, perché in esso si costruiscono i diritti per il benessere della comunità, e valgono in quest’occasione, ha continuato ancora Vitello,  le parole di Borsellino quando disse: “Gli uomini passano ma le idee restano”. Orgoglioso di indossare la fascia tricolore in un momento così speciale il Sindaco della città, Gianni Speranza, una tappa importante per la  giustizia a Lamezia Terme , che in questo particolare momento si appresta ad affrontare il primo maxi processo contro la criminalità lametina. Un costante impegno nella ricerca della verità queste le basi per una civiltà giuridica che ricerca le ragioni del bene comune, l’opera della giustizia è pace e perseguirla è dovere di ogni cittadino ha esortato invece il Vescovo della Diocesi di Lamezia Terme Mons. Luigi Antonio Cantafora nel suo intervento.  Amministrare la giustizia  in un territorio come il nostro, sovraccarico di emergenze sociali che spesso provocano illegalità diffuse e con la presenza di una criminalità organizzata sempre più pervasiva, non è un’operazione facile, ha affermato il Presidente del Consiglio Regionale della Calabria Francesco Talarico, perciò, occorre esprimere pubblicamente gratitudine ai magistrati ed al personale amministrativo, ma anche agli operatori del diritto ed alle forze dell’ordine, per il lavoro che egregiamente svolgono quotidianamente nel contrasto alla criminalità e per l’affermazione della legalità”. “Se pensiamo - ha continuato il presidente Talarico - che poco tempo fa c’era il rischio di chiudere questo tribunale, non possiamo che riconoscere il merito, per aver svolto un’azione di efficace persuasione, a tutta la popolazione che ha dimostrato di essere consapevole dell’importanza di questa istituzione, ma anche a tutte le rappresentanze politiche, sociali e culturali di una città che, proprio per la sua lungimiranza e per la sua posizione strategica, deve poter svolgere un ruolo di guida nella nostra regione.  A consegnare le medaglie del Consiglio Nazionale Forense il Presidente Guido Alpa, a chi, come il Presidente Barbieri ed il Presidente Brattoli e all’avvocato Nicola Maione si sono particolarmente distinti nel campo dell’avvocatura. Altro riconoscimento è stato consegnato, da parte dell’avv. Zaccaro in rappresentanza del comitato Pari opportunità del consiglio degli avvocati di Lamezia, all’avv. Rosa Bennato prima donno iscritta all’albo degli avvocati di Catanzaro nel 1947. E’ ritornato invece sulla questione soppressione dei tribunali Alberto Bagnoli, Presidente della Cassa Nazionale Forense così come Il Presidente dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura Italiana Maurizio de Tilla che ha parlato a gran voce alla platea, riconoscendo il fatto che Lamezia è si risorta, dopo aver vinto la battaglia per il mantenimento del tribunale, si è salvata, ma può essere impoverita, depauperata dalle proprie risorse, è necessario dunque rimanere sempre vigili, questo il suo monito. Le battaglie si vincono quando la collettività è partecipe, e Lamezia Terme – ha continuato De Tilla, è stato un esempio per tutta l’Italia perché non ho mai visto la tensione morale e la coesione sociale dimostrate nel lottare civilmente contro un ingiustizia. A concludere la cerimonia la scopertura e la benedizione dell’opera realizzata dal maestro Maurizio Carnevali. Un bassorilievo che celebra la città di Lamezia Terme che si stringe attorno alla giustizia difendendola ed elevandola. Giustizia che è rappresentata secondo la tradizione, nella sua nudità, perché così deve essere pura e trasparente.