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Sabato, 27 Febbraio 2021

Astronomi in erba. Alle Olimpiadi nazionali 2020 brillano gli studenti reggini

La Calabria, con i suoi 146 ragazzi ammessi alla seconda fase delle Olimpiadi Italiane di Astronomia, si classifica al primo posto. 

L’esito è arrivato nella calza della Befana. Non un dono, senza dubbio, ma il giusto riconoscimento per l’impegno e la passione verso un’affascinante disciplina che, nell’immaginario collettivo, si colloca da sempre, tra il campo scientifico e quello dei sogni che danno speranza all’esistenza. Con la celebre frase Il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me, il filosofo Immanuel Kant ha sintetizzato la grandezza dell’universo e la limitatezza dell’uomo verso il creato ma ha anche espresso la possibilità per quest’ultimo di determinare il suo agire ispirandosi a quelle realtà di carattere metafisico percepite come universalmente valide poiché “date per vere senza dimostrazione”. L’avventura scientifica dei piccoli aspiranti astronomi prosegue a vele spiegate verso nuovi traguardi.

Sessantanove nella categoria junior1, trentasette nella categoria J2, quaranta in quella senior parteciperanno nel prossimo mese di febbraio al Planetarium Pythagoras di Reggio Calabria, alla gara interregionale, che darà l’accesso alla finale di aprile. Le gare interregionali, della durata di due ore e mezza - che si svolgeranno simultaneamente in tutta Italia - consisteranno in una prova scritta dedicata alla risoluzione di problemi di Astronomia, Astrofisica e Cosmologia elementare.

I nominativi degli ammessi con le relative scuole di appartenenza possono essere visionati sul sito del planetario www.planetariumpythagoras.com e su quello ufficiale delle olimpiadi di astronomia: www.olimpiadiastronomia.it.

Alla competizione hanno aderito 37 istituti della nostra regione con 2568 studenti - quasi il 50% del totale nazionale dei partecipanti - che è stato di 5142. “Dunque, nonostante l’emergenza sanitaria in atto, la risposta delle scuole è stata significativa” - e per questo dichiara il Prof Pierluigi Veltri, ordinario di astrofisica dell’Università della Calabria e presidente della giuria interregionale - “vanno ringraziati i dirigenti ed i docenti per la sensibilità e l’attenzione che hanno posto nei confronti dei loro allievi”.

Centrale nell’attività di promozione della competizione, il ruolo svolto dal Planetarium Pythagoras della Città Metropolitana di Reggio Calabria, grazie alla sapiente e lungimirante guida della professoressa Angela Misiano. A lei il merito di aver fatto di questo presidio di cultura scientifica, un punto di riferimento universalmente riconosciuto. Il Planetario è ormai patrimonio collettivo, e come tale, deve essergli riconosciuta la giusta attenzione.

Come ha avuto modo di sottolineare ancora il professore Veltri: “L’impegno profuso nella didattica e nella divulgazione delle discipline scientifiche, dell’Astronomia in particolare, è stato istituzionalmente riconosciuto tanto che il Planetarium è stato inserito nel protocollo di intesa stipulato tra il MI e la SAIt nonchè designato polo per lo svolgimento delle gare interregionali”.

Promosse dal Ministero dell’Istruzione, Uff.1 Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, le Olimpiadi Italiane di Astronomia sono affidate alla Società Astronomica Italiana che le organizza in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Astrofisica. Esse rientrano nel programma delle eccellenze e la Società Astronomica Italiana è tra i soggetti esterni accreditati per collaborare con il Ministero dell’Istruzione per la realizzazione di questo programma.

Un vero e proprio trampolino di lancio per i piccoli aspiranti astronomi.

Ne parliamo con la professoressa Angela Misiano, Responsabile Scientifico Planetarium Pythagoras.

Al centro la professoressa Angela Misiano, responsabile scientifico del Planetarium Pythagoras della Città Metropolitana di Reggio Calabria

I grandi filosofi e pensatori si sono interrogati sul firmamento, in molti convinti che quella geometria di luci, da indagare scientificamente, celasse verità recondite sul significato della vita. Lei ha avuto sempre e solo un approccio scientifico rispetto a questa materia? Come è nata la sua passione per le stelle e per lo studio dell’astronomia?

Diciamo che il mio incontro ‘serio’ con l’astronomia è arrivato in età ‘avanzata’, attorno ai 30 anni. Ero già docente di ruolo da ormai ben 7 anni al liceo scientifico, a conclusione degli esami di maturità, alla domanda di rito del presidente: ‘cosa vorrai fare da grande?’, i miei allievi, e non solo, rispondevano: giurisprudenza, medicina, lettere, filosofia, economia, qualcuno ingegneria ma nessuno parlava di fisica né tanto meno di matematica e di astronomia, figuriamoci! Ancora più frustrante era incontrarli, quasi prossimi alla laurea, e sentirsi dire che non ‘ricordavano’ quasi nulla delle discipline scientifiche. Non ho mai ritenuto che responsabili fossero gli allievi quanto, piuttosto, il mio modo di insegnare; probabilmente non riuscivo a fare cogliere loro la bellezza delle discipline scientifiche. In una parola, non si emozionavano come succede davanti ad una poesia. Sentivo che dovevo delineare lo svolgimento di un programma di fisica che potesse suscitare maggiore interesse e che soprattutto desse loro una cultura scientifica di base anche in presenza di interessi diversi. Come fare? Non erano stati, forse, i miei studi classici: Eràclito, Esiodo, Lucrezio, Platone e, soprattutto, Seneca a portarmi verso studi scientifici?! Mi sono messa discussione, ho rispolverato dal cassetto dei ricordi le favole del Cielo raccontate in grecanico nelle notti d’estate sui gradini della casa, sotto un cielo nerissimo del mio paese d’origine ed ho pensato che se avessi utilizzato la scienza, che io chiamo del vivere quotidiano per spiegare la fisica, forse li avrei interessati e soprattutto emozionati. Non c’è apprendimento senza emozioni! Ed allora ho concluso che certamente avrei raggiunto questi obiettivi se invece di fare rotolare palline su di un piano inclinato avessi fatto rotolare pianeti attorno al Sole.  Da qui è iniziata la mia avventura astronomica. Ho venduto la mia Panda ed ho acquistato il telescopio, il C8 della Celestron, che ho messo a disposizione degli studenti.

 Possiamo dire che il Planetario di Reggio Calabria è una sua creatura. Quando e come è nato questo progetto?

Diciamo che sono stata molto fortunata a trovare interlocutori politici sensibili e colti. Perché è nato…bella domanda. Lo vuole proprio sapere?  Da docente di discipline scientifiche ho sempre subito, con un po' di invidia positiva, tutte le interessanti e bellissime manifestazioni culturali a carattere artistico-letterario. Sentivo che dovevo realizzare qualcosa che mi consentisse di valorizzare il territorio anche attraverso le discipline scientifiche. Le Istituzioni mi sono state molte vicine nella realizzazione di queste attività didattiche, prima tra tutte la Regione. Negli anni, però, questo supporto è venuto a mancare, mi auguro possa riprendere.

Nel 2001 è stata la Provincia, oggi Città Metropolitana, a recepire le mie istanze e si deve alla Provincia se oggi noi abbiamo a Reggio Calabria il Planetario, una struttura che è di sua proprietà ed affidata per la gestione scientifica alla Società Astronomica Italiana. Forse è bene evidenziare che quest’ultima è una società scientifica, la più antica d’Europa. Nasce nel 1871, eretta ad Ente Morale nel 1939, oggi è monitorata dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo. Questo, per sottolineare che la Città Metropolitana si è affidata per la gestione della struttura ad una Società scientifica.

Nella nostra realtà è difficile dare concretezza ed ancor di più assicurare continuità nel tempo alle iniziative di promozione del territorio. Qual è la ricetta per promuovere e consolidare nella nostra città realtà scientifico-culturali come quella del Planetario?

Dice molto bene: è difficile. Per riuscirci devi trovare persone disposte ad ascoltare e soprattutto a condividere obiettivi e progetti, e infine, a spendersi senza pretendere. Ad oggi, personalmente, sono stata molto fortunata in questo.  È necessario un forte senso di appartenenza e di orgoglio che se riesci a trasmetterlo ai giovani, hai creato i presupposti perché tutto possa consolidarsi.

Anche in tempo di Covid, il Planetarium Pythagoras non arretra dinanzi al suo impegno ultradecennale. In sinergia con il Dipartimento di Fisica dell’Università della Calabria, affiancherete i docenti nella delicata fase di preparazione, per consentire ai giovani di affrontare la seconda fase delle Olimpiadi Nazionali di Astronomia con serenità ed adeguata preparazione?

Tra qualche giorno partiremo con questa preparazione. È stato approntato, dal comitato olimpico nazionale, un programma a cui parteciperanno i quasi 700 allievi ammessi alla seconda fase. In Calabria saranno formate 4 classi virtuali in cui verranno distribuiti i nostri 146 ragazzi. La sinergia con il Dipartimento di Fisica dell’Unical è indispensabile ed è un valore aggiunto alle attività didattiche.

Progetti per il futuro, ispirandosi al cielo stellato?

Il Covid non ci fermerà. Sono tante le iniziative e le attività per questo 2021. In particolare, il nostro programma prevede:

  1. Realizzare attività didattiche e di divulgazione scientifica in favore degli studenti della Calabria;
  2. Curare ricerche ed attività di formazione ed orientamento per giovani e cultori di Astronomia;
  3. Organizzare eventi nel settore della cultura scientifica e, in particolare, di quella Astronomica rivolti al pubblico;
  4. Organizzare percorsi di aggiornamento e di alta formazione anche a carattere residenziale per insegnanti e giovani studiosi.

Nell’immediato abbiamo da realizzare:

  1. La preparazione per i ragazzi;
  2. Il premio Cosmos. Un progetto nato dall’idea del fisico teorico Gianfranco Bertone, reggino e oggi docente all'Università di Amsterdam. Si propone agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado di votare il miglior libro pubblicato in Italia tra una rosa di testi di ambito scientifico proposti da una commissione di esperti. Da quest’anno scolastico, nella considerazione che la rete delle istituzioni scolastiche all’estero costituisce una risorsa per la promozione della lingua e della cultura italiana, nonché per il mantenimento dell’identità culturale dei figli dei connazionali e dei cittadini di origine italiana, il Comitato Scientifico ha aperto il premio alle studentesse e agli studenti che frequentano gli Istituti secondari di secondo grado delle Scuole italiane all’Estero. Si sono iscritti i licei italiani di Madrid, Barcellona; Casablanca, Il Cairo. La Città Metropolitana di Reggio Calabria è stata sin dal primo momento main sponsor dell'iniziativa per l'alto profilo culturale e l'attenzione alle giovani generazioni in linea con gli obiettivi strategici dell'ente.
  3. PCTO: percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento. Ad oggi, abbiamo avuto richiesta da otto scuole, alcune da fuori provincia.
  4. Il concorso “In memoria di Olga: La vita oltre”. Inserito nel protocollo di intesa MI-SAIt, (indetto dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria - Planetarium Pythagoras, dalla Società Astronomica Italiana, di intesa con la Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e la Valutazione del Sistema Nazionale d'Istruzione Uff. I), è stato istituito nel maggio 2008 per ricordare la piccola Olga Panuccio, tragicamente scomparsa assieme ai genitori.
  5. I corsi di formazione per docenti, tra cui quello a carattere nazionale, che da 25 anni si svolge a Stilo.
  6. Infine, ci sono, ovviamente, gli incontri per il pubblico, che stiamo effettuando on line. Il prossimo importante sarà riservato all’equinozio di Primavera.

Se mi consente, vorrei sottolineare che il Planetario di Reggio Calabria, pur non trascurando la parte osservativa dell’astronomia, talvolta, è parte integrante dell’attività didattica; rivolge la sua attenzione al più ampio mondo della scuola. I progetti che coinvolgono l’astronomia non sono di facile attuazione per una serie di motivi tra cui:

la limitazione delle risorse economiche disponibili e la mancanza di personale specializzato;

la giusta cautela degli insegnanti ad intraprendere nuove sperimentazioni;

la necessità di svolgere un lavoro continuativo e infine, l’organizzazione di un laboratorio di astronomia non è banale. Bisogna tenere presente tanti fattori, alcuni di carattere logistico.

A queste difficoltà il Planetario cerca di far fronte svolgendo le attività nelle scuole.