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Venerdì, 29 Maggio 2020

L'astrofisica Sandra Savaglio, neo-assessora regionale, si racconta: "Forse non sapremo mai perché la vita sulla terra e l’universo siano così legati ma non possiamo fare a meno di cercare una risposta"

La sua passione per i Numeri, la Scienza e il Cosmo e il suo profondo legame con la nostra terra. Sandra Savaglio dalle pagine di Calabriaonwe racconta il suo amore per la Calabria. Studia con passione le galassie lontane ma ha sempre sentito il forte richiamo delle sue radici e della sua terra, in cui sentirsi nuovamente vicina ai suoi cari e ai suoi luoghi.

Il distacco dalla Calabria aveva iniziato a maturare già durante il dottorato di ricerca universitaria quando aveva fatto importanti esperienze all'estero dove poi, per il suo desiderio di proseguire nella ricerca, era rimasta. Prima negli Stati Uniti, alla John Hopkins University di Baltimora, e poi in Germania, vicino a Monaco, in uno degli istituti della Società Max Planck; qui ha lavorato per otto anni.

Sandra Savaglio, astrofisica di fama internazionale, alla quale nel 2004 il quotidiano britannico Time dedicò una copertina quale emblema della fuga dei cervelli dall'Europa verso gli Stati Uniti, dal 2014 è tornata nella sua Calabria, a Rende. L’università della Calabria che l’ha formata e alla quale è rimasta sempre legata, dal 2014 è di nuovo la sua casa. Per chiara fama Sandra Savaglio è stata destinataria di una chiamata diretta e da cinque anni insegna Astrofisica nel dipartimento di Fisica dove anche lei conseguì brillantemente la laurea nel 1991. Con non poche difficoltà, ma con una granitica motivazione, prosegue anche qui in Calabria le sue ricerche sulle galassie lontane, come sognava da sempre di poter fare. Adesso concilia l'impegno scientifico con quello in seno alla Giunta regionale della Calabria. Il suo incarico di assessora con delega all'Universita’, alla Ricerca Scientifica e all'Istruzione è stato il secondo affidato dalla presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, al momento di costituire il suo esecutivo.

Tra i motivi del legame con la sua terra natia, dove fin da piccola guardava affascinata e incuriosita il cielo, ci sono stati sempre l’Università, fucina della sua passione per la Scienza e dello studio dell'Universo che hanno trovato coronamento in uno straordinario percorso professionale, e il desiderio di tornare. Tornare per testimoniare con il suo impegno che la Calabria non solo esprime eccellenze ma è anche in grado di offrire scenari in cui queste eccellenze possano restare e operare. Esprimersi per una scienziata equivale a fare ricerca. L’unica ragione per cui Sandra Savaglio aveva lasciato la Calabria era stata rappresentata proprio da questa voglia di esplorare l’ignoto e di imparare cose nuove.

Io ero emigrata ma solo per inseguire la ricerca. Della Calabria ho iniziato ad un certo punto ad avere nostalgia anche perché ho sempre ritenuto gli standard dell'università della Calabria, dove mi sono laureata, fossero alti. Le difficoltà di fare ricerca oggi non mancano. Rispetto alla Germania dove si è molto più concreti, qui c’è molta burocrazia e ci sono pochi mezzi. Si fa più fatica a creare le condizioni per lavorare al meglio ma il bilancio è nel complesso positivo. Rifarei certamente ciò che ho fatto - ha sottolineato Sandra Savaglio - tornerei in Calabria. Non ho rimpianti. Certamente mi addolora vedere quanto poco si abbia cura dell'ambiente, ma non ci si può arrendere. Qui insegno e lattività con gli studenti è molto impegnativa. È molto gratificante insegnare a ragazzi interessati a ciò che racconto. Io cerco sempre di stare in contatto con fatti di attualità scientifica. Ormai le notizie si rincorrono e credo sia utile comprenderle, proprio alla luce degli studi condotti, in modo da acquisire una conoscenza completa della materia”, ha spiegato la scienziata calabrese. Sandra Savaglio, per usare il linguaggio giornalistico, resta dunque sul pezzo e appassiona i suoi studenti anche e soprattutto con la realtà.

È proprio la realtà ad essere il laboratorio di ricerca per eccellenza per gli scienziati anche se, in questo caso, si tratta di una realtà lontana, in uno spazio sconfinato che è l’Universo di cui sappiamo ancora così poco.

Ho sempre studiato l’Universo lontano. Adesso sono impegnata nella ricerca e nello studio delle sorgenti da cui partono i segnali di onde gravitazionali. Queste ultime non consistono in luce o radiazioni. Si tratta - ha spiegato ancora l’astrofisica calabrese - di energia, difficile da rintracciare nell'Universo, che può aiutarci a capire qualcosa in più circa l'origine e la natura dello stesso Universo. Ad oggi sappiamo abbastanza di cosa sia fatto nella sola misura del 4-5%.

Dopo decenni di studi e di ricerche si è giunti alla consapevolezza che le onde gravitazionali, legate alla presenza di buchi neri in interazione, sono presenti nello spazio e si possono rilevare. I buchi neri non emettono luce e, se vicini, si fondono, generando le onde gravitazionali.

Ci sono però altre sorgenti meno pesanti e meno compatte, perciò più difficili da cercare e trovare, che però emettono luce”, ha sottolineato Sandra Savaglio.

La comunità scientifica italiana è impegnata nella ricerca di queste sorgenti luminose nell'ambito di progetti internazionali che coinvolgono anche altri paesi europei come la Germania, la Francia e l’Inghilterra. Dal 2015, le fonti di onde gravitazionali si osservano continuamente. Ad oggi vi sono almeno 50 sorgenti rilevate e poste sotto studio dettagliato. Sulla scia degli Stati Uniti, adesso tale ricerca è condotta anche in Italia presso l’Osservatorio Gravitazionale Europeo sito a Cascina, in provincia di Pisa, nell'ambito del progetto Virgo. Ma ci sono anche altre esperienze che vedono impegnata pure l’università della Calabria.

Io rappresento luniversità della Calabria nel progetto Grawita che si occupa dell'identificazione nelle bande ottiche, tramite telescopi, di sorgenti di onde gravitazionali. Le osservazioni - ha spiegato Sandra Savaglio - hanno ad oggetto sorgenti brillanti, ma molto lontane e transitorie, legate anche al fenomeno delle esplosioni stellari. Su tutta la Terra ci sono un centinaio di telescopi, anche piccoli, che puntano il cielo alla ricerca della sorgente di onde gravitazionali che ha investito il nostro pianeta, ogni volta che arriva l’allerta. Anche noi in Calabria facciamo la nostra parte. In particolare collaboriamo con il parco astronomico pubblico più grande della regione, intitolato allo scienziato e astronomo di Cirò Luigi Lilio, situato a Savelli in provincia di Crotone, nella persona del suo responsabile scientifico, Antonino Brosio. Lintento - ha sottolineato ancora Sandra Savaglio - è quello di aprire anche ad altri osservatori calabresi, anche privati, per creare una rete di telescopi pronti a guardare il cielo ogni volta che serve.”

Si tratta, dunque, di uno studio importante che colloca l’università della Calabria in un contesto internazionale di notevole rilievo scientifico. Una ricerca che richiede passione e pazienza.

Le allerte di rilevamento di onde gravitazionali, che lasciano supporre la presenza di sorgenti da trovare e studiare, ci consente di puntare e orientare il telescopio in quell'angolo di cielo, che piccolo non è mai. Inoltre - ha evidenziato l’astrofisica calabrese -dobbiamo fare i conti con l'imprevedibilità delle condizioni meteorologiche: se ci sono le nuvole, la cupola del telescopio resta chiusa. L'atto di scrutare del cielo è, dunque, costante ma richiede pazienza e una buona dose di fortuna. L'Universo è pieno di occasioni, ma si tratta di registrare eventi casuali in costante accadimento in uno spazio vastissimo.

Luniverso è infinito ed è la nostra mente alla ricerca di risposte ad avere il bisogno di circoscriverlo e di porre dei confini. Al di là di questi, per definizione, non possiamo spingerci. È una sfida ardua. Quando trattiamo la segnalazione di una fonte luminosa non potremo mai precisamente sapere dove essa si trovi. Indaghiamo un angolo di spazio comunque sconfinato e cerchiamo la fonte che abbia generato le onde gravitazionali rilevate”, ha spiegato Sandra Savaglio.

Fin da bambina guardava il cielo stellato. Nel tempo, la curiosità è diventata passione grazie ai docenti di Scuola e Università in Calabria, dove oggi Sandra Savaglio è tornata per insegnare e fare ricerca.

Devo molto ai miei docenti e anche alla lettura illuminante di un libro di Isaac Azimov dal titolo Esplorando la terra e il cosmo, un trattato di antropologia e scienza molto stimolante e interessante, che ancora oggi conservo e a volte sfoglio”.

A proposito di libri, la sua passione per la scienza e per i numeri, che lei stessa ha definito "strumenti che ci consentono di descrivere l'Universo e di continuare ad esplorarlo”, è diventata anche un libro, pubblicato con i caratteri della Mondadori e intitolato “Tutto l’Universo per chi ha poco spazio - tempo”, finalista al premio Galileo dello scorso anno.

I numeri e la matematica, gli unici strumenti capaci di una descrizione scientifica e attendibile dell'Universo, possono annoiare ma essi aiutano a ragionare e a conseguire deduzioni. Per me - ha commentato Sandra Savaglio - i numeri sono belli. Il mio libro è per chi è curioso di conoscere il cosmo attraverso questi mezzi. È un libro ispirato dalla mia passione per la Scienza. Una passione che mi dona molte soddisfazioni anche se richiede la capacità di voltare pagina e di ricominciare ogni volta, se necessario, con nuove idee”.

Prosegue così in Calabria il suo viaggio affascinante e pieno di incognite alla conoscenza del Cosmo. Brillante scienziata che indaga l’Universo, Sandra Savaglio è anche una donna concreta che guarda al futuro come un domani che arriva dopo le numerose contingenze dell'oggi.

Per me il Cosmo è la nostra casa. Una casa che ancora conosciamo poco e che con ogni probabilità non conosceremo mai fino in fondo.Il viaggio della conoscenza non finirà mai perché più cose sappiamo e più scopriamo che molte di più non ne conosciamo. Ma allo stesso tempo, noi esseri umani non molliamo. Il progresso è così e così sarà sempre. Lessenza della Vita è legata strettamente all'intero Universo anche se non sappiamo perché. Se il sole non fosse una stella di media grandezza, se la terra non fosse un pianeta roccioso ad una certa distanza dal sole e se il sole non avesse una certa età - ha sottolineato Sandra Savaglio - la vita sulla terra non esisterebbe. La chiave del perché ciò sia come è, del perché siano così legati Vita e Universo e del perché la Vita esista resta un mistero. Forse resterà per sempre un mistero, ma ciononostante noi esseri umani abbiamo bisogno di cercare una risposta. Non possiamo farne a meno”.