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Lunedì, 28 Settembre 2020

Piccole e medie imprese s’internazionalizzano

A colloquio con Gianfredo Comazzi, presidente nazionale Federexport e vicepresidente di Confindustria: “Lo sviluppo delle piccole e medie imprese calabresi passa attraverso i consorzi per l’internazionalizzazione”. Nel corso del convegno “I consorzi per l’internazionalizzazione e le Pmi”, promosso dalla Camera di Commercio di Reggio Calabria, abbiamo intervistato  il presidente Comazzi sulla necessità per le imprese di aprirsi ai mercati esteri.

Gianfredo Comazzi, presidente nazionale Federexport e vicepresidente di Confindustria


I consorzi per l’internazionalizzazione, riconosciuti con la legge 134/2012 “Misure urgenti per la crescita del Paese”, prevedono l’incremento di attività che accrescano e sviluppino l’esportazione. A differenza di altri partner europei, la mancanza in Italia di una strategia comune diretta alla promozione delle imprese e delle produzioni, crea una frammentazione produttiva che ostacola lo sviluppo delle stesse. La pluralità di soggetti coinvolti, infatti, soprattutto a livello provinciale e sub-settoriale, rende difficile il collegamento tra le imprese che operano spesso in maniera autonoma, determinando una dispersione di risorse economiche. Il modello introdotto con i consorzi per l’internazionalizzazione, dunque, è diretto ad aiutare le piccole e medie imprese a sviluppare le capacità e le specialità, tramite la creazione di una rete di collegamento con i mercati internazionali e di supporto nelle attività, rispettandone l’autonomia e l’identità. Il processo avviato consentirà ai nuovi enti di organizzare alcune fasi antecedenti l’esportazione, come la formazione del personale dell’internazionalizzazione, la ricerca di prodotti e servizi innovativi per i mercati esteri e la tutela della qualità. Le strutture potranno essere costituite, in forma consortile e di cooperativa, dalle piccole  e medie imprese del territorio e potranno ottenere dei contributi per la copertura di non oltre il 50% delle spese sostenute per la realizzazione di progetti per l’internazionalizzazione che potranno essere concretizzati anche tramite contratti di rete con PMI non consorziate.

La piccola dimensione di molte imprese, in Italia, oltre il 95% sono al di sotto dei 10 addetti, rende complicato per le stesse affrontare i mercati internazionali. Cosa ne pensa?

L’inserimento di figure professionali, come previsto dalle legge 134/2012, specializzate alle strategie di internazionalizzazione, può rivelarsi uno strumento utile per acquisire informazioni, adattare i processi produttivi alle normative locali, istituire partenariati con altri potenziali soggetti. Spesso le eccellenze presenti nelle piccole  e medie imprese, non sono valorizzate in maniera adeguata perché l’accesso al mercato estero non viene adeguatamente sostenuto e promosso. La partecipazione ai consorzi, invece, può rappresentare per le piccole e medie imprese uno stimolo ad un maggiore sviluppo internazionale dei propri prodotti. La necessità è di sostenere il valore dell’aggregazione ed il ruolo del consorzio quale motore del processo di internazionalizzazione come peraltro riconosciuto anche dalla Commissione europea, per aiutare le PMI ad afferrare le opportunità globali. La norma favorisce la specializzazione produttiva e l’attenzione verso la qualità e l’innovazione, inoltre, banche, Enti pubblici e privati, potranno concretamente sostenere l’export diventando soci a tutti gli effetti dei consorzi per l’internazionalizzazione e garantendo loro una maggiore solidità. Ci auguriamo che questa legge possa dare un forte impulso al sistema consortile, l’export infatti contribuisce in misura più incisiva alla formazione del nostro PIL, occorre continuare a lavorare in questa direzione, prevedendo le risorse necessarie a livello nazionale e regionale. L’esigenza è di realizzare un maggiore coordinamento tra le regioni italiane, affinchè si concretizzino azioni sinergiche e condivise che favoriscano un equo sviluppo di tutti gli enti.

In questo momento di crisi economica, la disponibilità di adeguate risorse finanziarie da investire nelle piccole e medie imprese, potrebbe creare le condizioni per il superamento di situazioni di criticità anche in Calabria. Qual è la sua opinione?

Da tempo chiedevamo una nuova legge per i consorzi, per dare sostegno agli sforzi delle imprese sui mercati esteri. Con l’entrata in vigore della nuova legge, i consorzi per l’export, diventano consorzi per l’internazionalizzazione. La finalità principiale, dunque, sarà di diffondere i prodotti e i servizi, promuovendone la specialità e l’eccellenza nei mercati internazionali. Il coordinamento e la sinergia, inoltre con le imprese estere, consentirà di incrementare le possibilità di sviluppo e di crescita globale. Le piccole e medie imprese calabresi, potranno entrare in contatto con le altre realtà produttive  presenti in Italia, per creare occasioni di sviluppo e formare  una rete di comunicazione e supporto che attraverso i consorzi abbia pieno sostegno alla crescita qualitativa e al collegamento con il mercato internazionale. Il recente Rapporto ICE, ha evidenziato che nel nostro Paese,  ci sono 205 mila esportatori di cui il 60% fattura circa 100mila euro e le prime 1000 imprese rappresentano il 50% del fatturato all'export. E’ importante, in questo momento, assicurare la disponibilità di adeguate risorse finanziarie nei confronti delle imprese, locali e nazionali, pur in situazioni di criticità, per favorire l’inserimento delle stesse nel ciclo economico produttivo. Il consolidamento del bilancio, l’implementazione delle riforme strutturali, politiche, fiscali dirette alla crescita, sono i tre pilastri per il rilancio dell’industria in Europa. Occorre mantenere competitivi i settori industriali, alla luce della maggiore dipendenza reciproca e dell’interconnessione economica tra i  Paesi. Le imprese che operano nei mercati internazionali affrontano crescenti livelli di competitività in seguito al processo di globalizzazione. Il poter disporre tempestivamente  di informazioni utili sulle opportunità di export e di collaborazione, facilitando il processo decisionale delle imprese, può fornire loro gli strumenti necessari per adeguarsi ai cambiamenti. Bisogna consolidare una strategia per la  crescita delle imprese che individui un nuovo approccio alle politiche industriali orientate al mercato, in modo da garantire la competitività e il necessario processo d’innovazione.