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Lunedì, 13 Luglio 2020

Ombre sull’area industriale di Lamezia

Un crollo che ha il sapore beffardo del fallimento di quella che fu una politica scellerata per la Piana di Lamezia, ovvero la chimica al posto del turismo e dell'agricoltura. Il  pontile dell'ex-Sir (Società italiana resine) di Lamezia è venuto Un crollo che ha il sapore beffardo del fallimento di quella che fu una politica scellerata per la Piana di Lamezia, ovvero la chimica al posto del turismo e dell'agricoltura. Il  pontile dell'ex-Sir (Società italiana resine) di Lamezia è venuto giù più che sotto i colpi dei flutti del mare, a causa della visione completamente sbagliata di quelle che erano e sono le potenzialità della pianura lametina.

Un'immagine del Crollo del pontile ex Sir


Una cattedrale nel deserto che dal 1971 fa (si fa per dire) bella mostra di sé. Più che una metafora, una tragica constatazione del destino baro che ha interessato Lamezia Terme dagli anni Settanta ad oggi. Si parte dal quello che è ricordato da tutti come il famoso "Pacchetto Colombo" dal nome del primo ministro Dc dell'epoca. A Lamezia e Saline la Sir, a Gioia Tauro il quinto centro siderurgico. Per Lamezia, si trattava di un "contentino" che doveva "calmierare" le richieste del capoluogo di Regione, dell'Università e quant'altro. Nino Rovelli, industriale del Nord, si accordò con lo Stato per rilevare circa 200 ettari dell'area lametina poi diventati 400. Tra gli agricoltori della Piana ci fu una rivolta: ma quale industria? Eppure - dissero i fautori della chimica - vi porteremo oltre 3mila posti di lavoro. Le proteste furono vane, Rovelli costruì la Sir e con essa il pontile che, tuttavia, non entrò mai in funzione. Il finanziamento totale, e a fondo perduto dello Stato al gruppo imprenditoriale Rovelli, da 45 miliardi lievitò fino 230 miliardi di vecchie lire per la realizzazione dell’intero complesso che avrebbe dovuto occupare per l'esattezza 2345 persone. Insomma, alla fine la Sir fu un fallimento e Lamezia perse migliaia di posti di lavoro. Negli anni successivi, tuttavia, l’Amministrazione comunale riacquistò quei terreni per dar vita alla "LameziaEuropa”, Società che di fatto possiede i 400 ettari che furono dell'ex Sir. Nell’area insiste oggi anche l'AsiCat, l'Agenzia di sviluppo industriale della provincia catanzarese.
Per la sua posizione geografica sul mar Tirreno e al centro della Calabria l'area, sotto l'egida della “LameziaEuropa” si presenta di immediata disponibilità con lotti industriali per l’insediamento di Piccole medie e grandi imprese. Con prezzi di acquisto estremamente vantaggiosi e la concessione delle autorizzazioni edilizie entro 120 giorni. e con il meglio delle possibilità di collegamento esistenti in Calabria. Ovvero, la dotazione infrastrutturale aeroportuale, ferroviaria e stradale. In particolare con la vicinanza  dell'aeroporto internazionale di Lamezia Terme, l'autostrada A3 Salerno Reggio Calabria, la stazione ferroviaria e scalo merci di Lamezia Terme centrale a soli quattro chilometri. Ma anche con il porto internazionale di Gioia Tauro a 60 chilometri. Infrastrutture che fanno assumere a quest’area una valenza strategica di grande rilevanza ai fini dello sviluppo regionale e nazionale. L'area industriale di Lamezia, offre un territorio davvero appetibile, su cui è possibile investire con programmi qualificati, duraturi e compatibili, anche da parte di gruppi imprenditoriali a livello nazionale e internazionale interessati a delocalizzare le loro attività nel Mezzogiorno e in Calabria in particolare. Il rilancio produttivo dell’area industriale di Lamezia Terme è frutto di una azione politica unitaria fra tutti i soggetti protagonisti dello sviluppo locale che ha portato nel 2000 alla sottoscrizione dell’Accordo di Programma a Palazzo Chigi, alla acquisizione delle aree ex-Sir da parte della società consortile per azioni Sviluppo area ex-Sir oggi LameziaEuropa Spa, alla definizione dell’Accordo di Programma Quadro Sviluppo Locale finalizzato alla infrastrutturazione dell’area con risorse finanziarie pari a 16,5 milioni di euro in fase di completamento da parte dell’Asi. Le politiche di sviluppo perseguite negli ultimi 10anni hanno trasformato l’area industriale di Lamezia Terme da zona marginale (tra gli anni 1980-2000 vi erano soltanto 20 aziende insediate) in area appetibile per la localizzazione di nuove imprese locali o provenienti da altre zone della Calabria e da altre regioni italiane. Nel periodo 2001-2009, su circa 775 mila metri quadrati, pari al 35% delle aree vendibili, si stanno insediando sull’area ex-Sir di proprietà della LameziaEuropa Spa 64 nuove aziende di cui 43 già operative, 10 in fase di realizzazione, 9 in progettazione, 2 completate ma attualmente non operative, con investimenti pari a circa 120 milioni di euro. Di queste 64 nuove iniziative 47 sono promosse da imprese lametine, 9 da imprese provenienti da Catanzaro e da altre province calabresi, 8 da società che operano in altre regioni italiane.  Attualmente su tutta l’area industriale di Lamezia Terme operano o stanno per avviare le loro attività produttive oltre 80 aziende con una occupazione di circa 1500 unità.

I settori in cui operano le aziende

Il centro agroalimentare di Lamezia Terme


In particolare i settori di attività delle iniziative insediate nell’area sono i seguenti: Manifatturiero, Logistica, Centri servizi per le imprese a livello regionale, Agroalimentare, Servizi Ambientali, Produzione di energia da fonti rinnovabili.
A tali iniziative vanno aggiunte tutte le attività già avviate o in fase di realizzazione ospitate all’interno del Centro servizi avanzati di proprietà della Regione Calabria quali in particolare il Centro Ispesl, il Centro Informatico Regionale, call center, i laboratori Enea, il Centro Protesi Inail per il Mezzogiorno in fase di attivazione in collaborazione con l’Università di Catanzaro, il Centro Congressi da oltre 1000 posti. L’area ex-Sir di Lamezia Terme oggi, da problema del passato, è concretamente diventata una opportunità per lo sviluppo del territorio lametino per come testimoniato dall’impegno e dalla capacità di intraprendere degli imprenditori già insediati o in fase di insediamento.

Progetti strategici

I progetti strategici di carattere regionale già individuati dalla Regione per lo sviluppo del territorio lametino e dell’area industriale e riguardanti il Progetto Parchi di Imprese Regionali che per la Provincia di Catanzaro prevede il Parco d’Impresa dell’area ex-Sir, il Programma Calabria Promozione per l’Attrazione di investimenti e l’Internazionalizzazione delle imprese regionali, il potenziamento delle infrastrutture e dei servizi di trasporto a livello regionale e nelle aree urbane (Collegamento stazione ferroviaria - Aeroporto,Tratta Germaneto–Lamezia Terme, Sistema di mobilità dell’area Lamezia–Sambiase–Nicastro); il potenziamento delle infrastrutture e dei servizi per migliorare la competitività e l’attrattività del territorio regionale (Polo di Innovazione Filiere Agroalimentari di Qualità Centro Agroalimentare di Lamezia), il Progetto infrastrutture per la banda larga, il Sistema logistico regionale (Polo aeroportuale merci regionale presso l’aeroporto di Lamezia Terme). La nuova programmazione dei fondi comunitari 2007-2013 rappresenta lo strumento su cui far leva per far assumere nei fatti una valenza strategica all’area industriale di Lamezia Terme, in stretta sinergia con Gioia Tauro, esaltandone la naturale vocazione di Polo di Sviluppo e attrazione regionale.

Il ruolo dell’AsiCat

Accanto alla LameziaEuropa, sempre all'interno dell'area industriale di Lamezia Terme, è ubicata, L'AsiCat. L'Agenzia di sviluppo industriale della provincia catanzarese. Di recente, insieme alla Società consortile, LameziaEuropa, è stata avviata un'azione concreta per stimolare la crescita e gli investimenti. Ovvero, l'abbattimento fino a dicembre 2012 del prezzo dei lotti a 10 euro al metro quadrato. Per tale periodo il prezzo di vendita delle aree individuate, pari a circa 50.000 metro quadrato, viene abbattuto dagli attuali 19 euro a 10 euro complessivi comprensivi di oneri consortili. Con tale azione si cerca di stimolare la propensione a nuovi investimenti e la ripresa della domanda di aree attualmente inesistente e di venire incontro in maniera concreta alle Pmi in questa fase di grave e straordinaria recessione economica. In merito allo stato di attuazione delle alienazioni di lotti industriali ricadenti nell'agglomerato industriale di Lamezia Terme è stato evidenziato che il trend negativo, iniziato nel 2009, permane e purtroppo si è ulteriormente aggravato. Infatti nel corso di tutto il 2011 è stato venduto un unico lotto di 5000 metri quadrati mentre per il 2012 non vi sono richieste di lotti che potrebbero definirsi entro il corrente anno. Tra il 2001 ed il 2011 l'attività di rilancio produttivo dell'area industriale di Lamezia Terme ha determinato la vendita a Pmi locali, regionali e nazionali di circa 77 ettari e la localizzazione di 76 nuove aziende con un´occupazione diretta di oltre 1500 addetti. Il lotto minimo previsto dal vigente Piano regolatore generale è di 5.000 al metro quadrato con un indice di copertura del 40%, la disponibilità dei lotti è immediata, il terreno è completamente pianeggiante e provvisto di infrastrutturazione primaria, l'altezza massima dei fabbricati è di 20 metri.