Per offrire informazioni e servizi, questo portale utilizza cookie tecnici, analitici e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su qualunque altro link nella pagina o, comunque, proseguendo nella navigazione del portale si acconsente all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli consultare l'informativa sulla Privacy.

Lunedì, 13 Luglio 2020

Scilla e Cariddi in un mare integrato...

Città Metropolitana, una realtà che insegue il sogno dell’Area integrata dello Stretto. Un esperimento che trae forza dai principi della “cittadinanza attiva” vede protagonista un sodalizio formato da sei realtà associative reggine (“Fondazione Giornate Mediterranee”, “Formula sud”, “Valgallico”, “Posidonia”, “Accademia Città Metropolitana, una realtà che insegue il sogno dell’Area integrata dello Stretto. Un esperimento che trae forza dai principi della “cittadinanza attiva” vede protagonista un sodalizio formato da sei realtà associative reggine (“Fondazione Giornate Mediterranee”, “Formula sud”, “Valgallico”, “Posidonia”, “Accademia del tempo libero” e “Zona d’arte”) e per la prima volta insieme in veste ufficiale, le rappresentanze istituzionali di Reggio Calabria e Messina, dell’avvio del “Forum degli interessi convergenti”.

Giuseppe Scopelliti, presidente della regione Calabria - Demetrio Arena, sindaco di Reggio Calabria - Giuseppe Tuccio, magistrato e presidente associazione culturale “Giornate Mediterranee” - Michele Bisignano, assessore Area integrata dello Stretto, provincia di Messina - Michele Limosani, docente di Economia Politica dell’università di Messina- Giuseppe Raffa, presidente della provincia di Reggio Calabria


L’iniziativa, ospitata nel palazzo storico della Provincia di Reggio Calabria, ha aperto un ampio momento di approfondimento sui temi legati alle prospettive dell’Area integrata dello Stretto, così come si immagina essa debba emergere in seguito all’istituzione delle Città Metropolitane di Reggio e Messina. Da un sistema turistico integrato, alla mobilità nell’area dello Stretto, al sistema universitario fino alla comunicazione come fattore d’integrazione, per il “Forum” sarà un mese di intensa analisi su vari fronti. Del resto, per i territori che fanno capo alle due  comunità (la cui capacità abitativa sommata conta oltre un milione di persone), i nuovi assetti istituzionali prefigurati dalla legge istitutiva, assumono probabilmente l’ultima grande occasione per superare quella marginalità a cui per lungo tempo entrambe le sponde sono state relegate nell’ambito dello scenario nazionale. Ma il percorso intrapreso potrebbe risultare molto meno scontato di quanto si possa pensare, poiché come ribadito un po’ da tutti i soggetti protagonisti del “Forum”, esistono delle oggettive difficoltà di carattere normativo che devono essere ancora superate. A ciò va aggiunta sul piano socio culturale, una marcata tendenza alla divisività più che alla condivisione d’intenti, insita storicamente nelle singole comunità tanto nella sponda reggina quanto in quella messinese.
Per tanto tempo un certo centralismo interpretativo ha fatto capo agli enti locali, come momenti egemonizzanti in esclusiva dell’interesse collettivo. “Grazie a Dio nonè più così – ha esordito in apertura dei lavori, Giuseppe Tuccio, magistrato e presidente associazione culturale “Giornate Mediterranee” - come la stessa Costituzione ribadisce all’articolo 118, laddove indica come dovere degli enti centrali e periferici, quello di assecondare tutte le forme di cittadinanza attiva. Le identità localistiche devono però rompere quella sorta di muraglia di tutela in sé e per sé e capire che dalla Città Metropolitana c’è tutto da guadagnare. Oggi si ripete continuamente che un modello è stato imposto dall’alto. In realtà le metropoli e l’area integrata dello Stretto, sono qualcosa che vanno ben al di là del dato meramente giuridico. In altre parole la Città Metropolitana serve non solo a dare spazio a una nuova riorganizzazione dei servizi, ma ad esaltare una città attraverso il recupero del concetto di sviluppo autocentrato creando opportunità di raccolta di flussi culturali, turistici, finanziari, infrastrutturali. Ma l’agire metropolitano deve essere preceduto da un sentire metropolitano che contempli anche l’idea di una cittadinanza metropolitana”.
Guardando ai vent’anni trascorsi di dibattiti e proposte sul tema, l’aspetto forse un po’ scoraggiante è l’ennesima constatazione che in Italia per dare avvio a riforme importanti è necessaria sempre una motivazione di natura economica. “Così purtroppo avviene - ha fatto notare Demetrio Arena, sindaco di Reggio Calabria - per l’istituzione della Città Metropolitana, legata principalmente al contenimento della spesa pubblica. Il secondo atto sarebbe l’Area metropolitana dello Stretto che ricade su un territorio tra i più ricchi del paese sotto il profilo delle risorse naturali e culturali, abbracciando di fatto uno spazio che include Taormina, le isole Eolie, i litorali Ionico e Tirrenico della provincia reggina. La valorizzazione di questi localismi, che altrove costituisce un elemento di difficoltà, da noi oggi trova invece una realtà esaltante. A dispetto infatti del clima oserei dire “tribale” che caratterizza da qualche tempo il dibattito pubblico nella mia città, l’attuale governo regionale non credo che abbia alcun motivo di scoraggiare questo processo. Entro il 31 ottobre 2013 dobbiamo definire lo statuto e costituire la conferenza della Città Metropolitana ed è una straordinaria opportunità per tutti, per la politica e per le comunità interessate. Il 1 gennaio 2014 dovremo essere Città Metropolitana, prendendo però atto che i soldi pubblici sono finiti. E potremo pensare di poter vivere in un contesto economico sostenibile, soltanto sfruttando le risorse”.
La ripresa del confronto fra le due sponde, reggina e messinese, è segno di una ritrovata vitalità che parte dal basso e coinvolge i soggetti istituzionali. “Gli aspetti romantici che per anni hanno caratterizzato questo tema – ha detto Michele Bisignano, assessore Area integrata dello Stretto, Provincia di Messina - oggi non esistono più. Abbiamo davanti fatti concreti, primi fra tutti l’area metropolitana di Messina e la Città Metropolitana di Reggio. La nuova sfida semmai sta nel delineare un’area integrata da un punto di vista sociale ed economico, in un’ottica che vede il Mediterraneo un settore strategico dei nuovi assetti macroeconomici”.

In tempi di drastiche riduzioni del debito pubblico, “Area integrata” vuol dire soprattutto capacità di attrarre nuovi investimenti. “Specie per dei territori – ha osservato Michele Limosani, docente di Economia Politica dell’Università di Messina – in cui la spesa pubblica ha costituito da sempre l’unica fonte occupazionale. E non è un caso che siano ripresi con forza nuovi flussi migratori che ogni anno vedono partire migliaia di giovani. Sono poco più di trecento le città metropolitane nel mondo con più di un milione di abitanti e ancora meno sono quelle che godono di una posizione come la nostra. Ma solo una visione unitaria, che porti ad esempio i messinesi a guardare con grandissimo interesse al rilancio del porto diGioia Tauro, sarà possibile innescare una nuova fase di crescita”.
La conquista della Città Metropolitana è un risultato straordinario che consentirà agli amministratori locali di prendere parte ai tavoli decisionali nazionali. “Questo però non deve distogliere l’attenzione – ha rimarcato Giuseppe Raffa, presidente della Provincia di Reggio Calabria - dai passaggi normativi previsti che a nostro avviso presentano alcune anomalie. Per decreto legislativo la Città Metropolitana di Reggio è sovrapponibile alla stessa Provincia, lasciando aperta la questione dei comuni dato che non tutti a loro volta, potrebbero accettare questo percorso. E in tal senso stiamo conducendo un lavoro di confronto con i sindaci dei 97 comuni per far capire loro i vantaggi che derivano da questi nuovi assetti. Ma per far questo non bisogna mai dimenticare che le esigenze e le priorità dei cittadini, riguardano essenzialmente l’efficienza dei servizi. E un territorio come il nostro che si appresta a diventare Città Metropolitana sulla scorta di una scarsa abitudine alle visioni unitarie, questo costituisce un fattore di debolezza”.
C’è un pericolo sfiducia che quindi deve essere superato per poter meglio guardare a quello che forse è uno dei più grandi risultati nella storia repubblicana per questi territori. “E’ opinione consolidata ormai – ha infine sottolineato Giuseppe Scopelliti, presidente della Regione Calabria - che la Città Metropolitanacorrisponda a quattro volte ai capoluoghi di regione che peraltro oggi, risultano enormemente depotenziati rispetto al ruolo che avevano in origine. A sindaci che ancora appaiono perplessi dico che uno stato a sé di certo non lo possono costituire, che è stato istituito il “Cal” (Consiglio regionale delle autonomie locali) e che quando la Regione avrà potestà per decidere, lo farà senza dubbio per il mantenimento delle vecchie province con la salvaguardia e la valorizzazione della Città Metropolitana di Reggio che è una grande ricchezza per l’intera Calabria. E poi c’è il capitolo fondi comunitari il cui piano per il periodo 2014-2020 deve essere ancora delineato e in relazione ai quali la Città Metropolitana con ogni probabilità supererà l’idea di dover interloquire con la Regione, potendo invece farlo direttamente con l’Europa. E non è escluso infine, che l’utilizzo di queste risorse possa per la prima volta convergere su azioni comuni che interessino in forma più ampia l’intera area dello Stretto”.