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Martedì, 22 Settembre 2020

Economia, Calabria in affanno

Verrebbe da dire: nulla di nuovo sotto il sole..della Calabria! Ma i dati di Bankitalia, pubblicati nei giorni scorsi, sullo stato dell’economia del Mezzogiorno, e, più in particolare della nostra regione, non lasciano dubbi sulle condizioni di ‘salute’ della società Verrebbe da dire: nulla di nuovo sotto il sole..della Calabria! Ma i dati di Bankitalia, pubblicati nei giorni scorsi, sullo stato dell’economia del Mezzogiorno, e, più in particolare della nostra regione, non lasciano dubbi sulle condizioni di ‘salute’ della società calabrese.
Banca d'ItaliaAnno dopo anno, ormai, l’Italia si conferma un Paese duale, con il Centro-Nord che funge da locomotiva di traino dell’economia nazionale e rintuzza meglio la crisi cronica offrendo macrodati (crescita industriale, ricchezza e occupazione soprattutto), tutto sommato, che tracciano la linea di galleggiamento ben sopra il pelo dell’acqua. Il Mezzogiorno, invece, continua a perdere ricchezza, materiale ed immateriale, un processo che molti analisti giudicano irreversibile allo stato delle cose.
I dati congiunturali di Bankitalia, riferiti all’industria manifatturiera dell’intero Sud, individuano segnali di stabilizzazione nella seconda metà del 2013, “tuttavia – si sottolinea – i livelli della produzione e della domanda permangono ancora sui valori minimi dell’ultimo triennio”.
In Calabria, disaggregando il dato, “su un campione di imprese industriali con almeno 20 addetti, la quota di imprese manifatturiere calabresi che ha dichiarato un aumento del fatturato nei primi nove mesi dell’anno è stata pari al 18 per cento, a fronte del 49 per cento che ha segnalato un calo. Nel terzo trimestre, il 30 per cento delle imprese avrebbe registrato un ulteriore calo delle vendite, a fronte del 20 per cento che ha invece segnalato un aumento. Le aspettative delle imprese per l’ultima parte dell’anno e i primi mesi del 2014 indicano una sostanziale stabilità della domanda, ma in un quadro che resta incerto: il 31 per cento delle imprese prevede una crescita, mentre il 27 per cento si attende un ulteriore calo.

L'attuale governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco L'attuale governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco


Gli ampi margini di capacità produttiva inutilizzata, le difficoltà finanziarie delle imprese e la debolezza della domanda dei consumi hanno continuato a frenare la spesa per investimenti. Per il 2014, il saldo tra chi ridurrà la spesa e chi l’accrescerà è sostanzialmente invariato”.
L’incertezza, dunque è il fattore dominante nelle decisioni degli imprenditori calabresi del polo manifatturiero, legato com’è all’andamento dei mercati, interni ed internazionali, alla capacità di spesa delle famiglie, dentro e fuori i confini regionali, alle politiche fiscali del Governo, alle difficoltà di accesso al credito ordinario.
‘Resistere’ sembra l’imperativo, la parola d’ordine degli industriali calabresi, chiamati a stringere la cinghia e utilizzando gli ammortizzatori sociali e le flessibilità in entrata ed uscita offerte dalla legislazione sul mercato del lavoro.
Quello che più colpisce in negativo, è però la stasi del settore delle costruzioni e del mercato immobiliare in genere. L’incertezza – anche qui - negli orientamenti d’impresa continua ad essere il freno delle iniziative, corroborato, invero, da una cadutain Calabria dei bandi di gara per opere pubbliche, ridottisi di quasi il 24% nel primo semestre 2013, rispetto al periodo dell’anno precedente considerato, per un valore complessivo del 6% sul totale del valore delle opere appaltate.
Sulla compravendita di immobili privati in Calabria, l’Osservatorio del Mercato Immobiliare, attingendo ai dati dell’Agenzia delle Entrate, evidenzia come nel primo semestre del 2013 gli immobili residenziali rogitati siano ulteriormente diminuiti -15,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente - un differenziale superiore ai 4 punti percentuali in negativo rispetto anche al resto del Paese. Indice che ha trascinato al ribasso, circa il 5%, anche la quotazione dei prezzi medi.
In rosso anche il numero dei turisti giunti in Calabria nei primi otto mesi del 2013, nonostante una forte politica di promozione internazionale avviata dalla Regione.
Stando alle informazioni del Sistema Informativo Turistico della Regione Calabria, le presenze nel periodo compreso tra giugno e gli inizi di agosto 2013 sarebbero diminuite del 3,4 per cento rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. Il saldo dei pernottamenti tra viaggiatori italiani (-4,7 per cento) compensa solo in parte l’aumento delle presenze di viaggiatori stranieri (4,5 per cento). La quota di presenze straniere sul totale sarebbe passata dal 13,9 al 15,1 per cento, un aspetto certamente positivo.
Sul versante dei servizi, inoltre, come riferito da Assaeroporti, nei primi otto mesi del 2013, il transito di passeggeri negli scali calabresi è diminuito del 5,9 per cento rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente: a fronte dell’aumento del numero di passeggeri sui voli internazionali (10,3 per cento), addirittura, si è registrato un calo sui voli nazionali (-8,6 per cento), mentre il traffico negli scali di Lamezia Terme e Reggio Calabria si è ridotto in misura inferiore (rispettivamente -1,3 e -2,4 per cento).