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Domenica, 20 Settembre 2020

Rapporto Union Camere: timidi segnali di ripresa

Nuovo rapporto Unioncamere Calabria sulla salute economica della Regione per i primi tre mesi del 2014. I dati, seppure in miglioramento rispetto al recente passato, non sono sufficienti per poter dire che la crisi è stata superata.unioncamere Il settore che più mostra potenzialità di sviluppo è quello legato all’industria manifatturiera, mentre rimangono in affanno i settori delle costruzioni e del commercio. Perun’inversione di tendenza per l’occupazione, invece, si deve ancora iniziare a risalire la china.
“Nei primi mesi del 2014 si consolidano i segnali di ripresa intravisti alla fine del 2013, ma tutti i principali indicatori di performance permangono ancora in terreno negativo”.  Si legge nel rapporto Unioncamere Calabria. Secondo i dati in possesso dell’unione delle Camere di commercio, “le variazioni tendenziali della produzione, del fatturato e degli ordinativi sono infatti contrassegnate dal segno meno, sia con riferimento al manifatturiero che alle costruzioni e al commercio e servizi”. La situazione negativa sarebbe da ricercare, secondo Unioncamere, in una “domanda interna in affanno”, legata allo “scarso contributo delle vendite all'estero, che ha invece trainato la ripresa a livello nazionale, quantomeno delle imprese manifatturiere, che tornano a crescere per la prima volta da dicembre 2011”. C’è, dunque, per la Calabria una difficoltà aggiuntiva, legata ai tanti problemi che impediscono alla Calabria di rivolgersi ai mercati esteri. Eppure, Unioncamere afferma che “le imprese calabresi si attendono, ad ogni modo, un ulteriore miglioramento della congiuntura economica per il secondo trimestre dell'anno, per quanto prevalgano le aspettative di una sostanziale stabilità. Le maggiori attese di recupero interessano l’industria manifatturiera”.

Il presidente dell’Unioncamere Calabria Lucio Dattola Il presidente dell’Unioncamere Calabria Lucio Dattola


Secondo il presidente di Unioncamere, Lucio Dattola, “i segnali di ripresa del manifatturiero sono solo parzialmente colti dal nostro sistema imprenditoriale per via della minore apertura commerciale all'estero e della scarsa dinamicità che le imprese esportatrici sperimentano sui mercati internazionali. La domanda interna - aggiunge Dattola - continua a mostrare segnali di recessione, il che inficiagli sforzi intrapresi dalle imprese del terziario. Una ripresa dell'interscambio commerciale favorirebbe nell'immediato la nostra economia, pur senza gli effetti diffusi di cui si avrebbe bisogno. Dobbiamo concentrarci - conclude - sulla riattivazione dei circuiti commerciali interni, cercando di sostenere le leve dell'occupazione e del reddito degli abitanti della nostra Regione”.
Niente ripresa per il settore delle costruzioni. Dal punto di vista territoriale, la congiuntura negativa ha colpito tutte le province calabresi, con l’impatto maggiore sulle imprese cosentine, che già avevano sofferto una contrazione del 20,0% del volume di affari sul finire del 2013, e registrano, nei primi mesi del 2014, un -12,1%. Le imprese del crotonese fanno registrare, invece, la caduta degli affari più contenuta della regione, pari all’8,8%.
Galleggia, infine, il settore legato a commercio e servizi. Per quanto riguarda le imprese del commercio al dettaglio, secondo Unioncamere, prevalgono aspettative di stabilità dell’attività economica, rilevate nel 73,2% dei casi. “Vi sono, ad ogni modo, segnali di un miglioramento delle vendite, con le previsioni positive che prevalgono su quelle negative. In particolare – si legge nel rapporto - a rivelarsi ottimista è soprattutto la grande distribuzione, con il 51,8% delle imprese che si dichiara proiettata su un rilancio delle vendite. È diversa la situazione della piccola distribuzione, laddove le imprese dedite alla vendita di prodotti alimentari esprimono timide aspettative ottimistiche (saldo positivo di 4,2 punti), mentre le altre si attendono un peggioramento (saldo negativo di 1,1 punti). La differenza appena riscontrata tra piccola e grande distribuzione si riscontra anche in relazione alle piccole e grandi imprese: le prime hanno aspettative di unpeggioramento degli affari (saldo negativo di 0,6 punti) mentre le seconde sono decisamente orientate alla ripresa (saldo positivo di 34 punti)”. Dal punto di vista territoriale le maggiori attese di recupero interessano la provincia di Cosenza (saldo positivo di 8,4 punti) e, in misura minore, quella di Vibo Valentia (3,7 punti), mentre all’ultimo posto si colloca la provincia di Catanzaro (+1,3).
Per quanto riguarda l’occupazione, infine, bisogna accontentarsi di riuscire a contenere le perdite in Calabria, come nel resto del Paese. Sul punto è significativo il dato diffuso da Unioncamere a livello nazionale. Nei primi mesi del 2014 all’interno del marcato del lavoro italiano si sono registrate poco meno di 792mila entrate a fronte di 935mila uscite. Saldo, quindi, negativo di 143.700 unità ma dimezzato rispetto alle 250mila previste del 2013. “I primi dati sulle previsioni di assunzione delle imprese dell’industria e dei servizi per il 2014, provenienti dal Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, evidenziano un rallentamento della perdita di personale nel settore privato”.