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Domenica, 09 Agosto 2020

Cosa c’è “dentro” le Città Metropolitane

Arriverà a fine mandato l’Amministrazione provinciale di Reggio Calabria. Lo ha stabilito il decreto Del Rio divenuto legge dello Stato dopo l’approvazione da parte della Camera avvenuta nelle scorse settimane. La normativa, fortemente voluta dal governo di Matteo Renzi, prevede Arriverà a fine mandato l’Amministrazione provinciale di Reggio Calabria. Lo ha stabilito il decreto Del Rio divenuto legge dello Stato dopo l’approvazione da parte della Camera avvenuta nelle scorse settimane. La normativa, fortemente voluta dal governo di Matteo Renzi, prevede lo svuotamento delle Province che perderanno gran parte delle funzioni fin qui esercitate e l’istituzione delle città metropolitane che diventeranno operative dal gennaio 2015.
Ad eccezione di Reggio Calabria che, invece, diventerà metropolitana soltanto l’anno successivo consentendo all’attuale Amministrazione di arrivare alla conclusione naturale del mandato. L’eccezione è prevista esplicitamente dal decreto Del Rio in considerazione della situazione particolare in cui versa il Comune, commissariato dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose. Le procedure di costituzione della città metropolitana, dunque, inizieranno solo dopo il rinnovo dell’amministrazione comunale e l’inizio della gestione ordinaria dopo la fase commissariale. Le elezioni comunali dovrebbero svolgersi nel prossimo mese di novembre e, dunque, la soluzione più idonea è parsa quella di rimandare di un anno l’istituzione della città metropolitana in riva allo Stretto.
Insieme a Reggio vengono istituite altre 10 città metropolitane: oltre a Roma Capitale, che per il suo status ha una disciplina speciale, ci sono Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria. Le città metropolitane subentrano alle Province omonime e succedono ad esse in tutti i rapporti attivi e passivi e ne esercitano le funzioni nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica e degli obiettivi del patto di stabilità interno. Si tratta di enti di secondo grado con funzioni di pianificazione territoriale generale, mobilità e viabilità, promozione e coordinamento dello sviluppo economico e sociale e dei sistemi di informatizzazione e digitalizzazione.
A guidarle sarà il sindaco metropolitano che, di diritto, è il sindaco della città capoluogo a meno che lo statuto non ne decida l’elezione diretta, che però richiede apposita legge elettorale e la divisione del Comune capoluogo in più comuni. Gli altri organi della città metropolitana sono il consiglio metropolitano e la conferenza metropolitana. Il consiglio metropolitano è composto dal sindaco metropolitano e da un numero di consiglieri variabile in base alla popolazione (da 14 a24). E’ un organo elettivo di secondo grado e sarà eletto dai sindaci e consiglieri dei Comuni della città metropolitana. Lo statuto potrà prevedere anche l’elezione diretta a suffragio universale del sindaco e del consiglio metropolitano. Il Consiglio ha poteri di indirizzo e controllo. La conferenza metropolitana, invece, è composta dal sindaco metropolitano e dai sindaci dei Comuni della città metropolitana e avrà la competenza sullo statuto e potere consultivo per l’approvazione dei bilanci.
Naturalmente l’aspettativa dei cittadini è che oltre al cambio di organizzazione amministrativa arrivi anche una positiva accelerazione per lo sviluppo economico e la qualità della vita. Le città metropolitane dovrebbero essere in grado di attrarre maggiori investimenti e imprenditori e guidare con maggiore armonia la crescita urbana ed economica dell’intero comprensorio. Ma per raggiungere l’obiettivo la classe dirigente locale dovrà essere in grado di accompagnare la riforma normativa con attenzione, responsabilità e evitando divisioni ed errori che hanno contrassegnato, purtroppo, il recente passato.