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Martedì, 14 Luglio 2020

Mediterraneo, il futuro viene dal mare

Trasformare il Mediterraneo “ da grande patchwork quale è in un network “. E’ quanto si auspica in uno studio dell’Alleanza per la European Logistics della Commissione UE che suggerisce di cambiare il Mare Nostrum da storica area geografica “mosaico Trasformare il Mediterraneo “ da grande patchwork quale è in un network “. E’ quanto si auspica in uno studio dell’Alleanza per la European Logistics della Commissione UE che suggerisce di cambiare il Mare Nostrum da storica area geografica “mosaico “ in moderna rete di relazioni scambi commerciali e rapporti istituzionali con l’Occidente. La speranza è che il Mediterraneo torni al centro della scena e sappia cogliere tutte le opportunità economiche che si prospettano per i prossimi anni. Che cominci a puntare sulle sue risorse  e sulla sua straordinaria rete di vie del mare con i suoi 57 porti commerciali e oltre 25 corridoi marittimi. L’Alleanza per la European Logistics che profetizza un Mediterraneo unico continente è The Alliance for European Logistics is a "one-of-a-kind" industry coalition, bringing together companies that both provide and use logistics services in Europe.una coalizione che riunisce le aziende che forniscono e utilizzano servizi di logistica in Europa e The Alliance works with European policy-makers to raise awareness of the unique role that logistics plays in helping Europe meet its industrial and environmental objectives.collabora con i responsabili politici europei per raggiungere i suoi obiettivi industriali e ambientali. Per avviare una nuova fase nel Mediterraneo si spera molto nel semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea che inizierà a giugno prossimo e nella volontà manifestata dal Governo italiano di fare del Mediterraneo una priorità. Anche la  prima visita ufficiale all’estero, a Tunisi, del nuovo presidente del Consiglio Matteo Renzi, viene interpretata come un segnale delle nuove attenzioni italiane per il Mediterraneo. Ma qual è il quadro attuale del Mediterraneo ? Nell’area mediterranea vive una popolazione di 500 milioni di persone che rappresenta il 7% della popolazione mondiale ed è destinata a crescere considerati i tassi di natività della riva sud. Migranti, trasporti marittimi, turismo, nuove tecnologie e gasdotti, sono tra le priorità da affrontare. Recentemente, Frontex, l'Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea, ha “ mappato “ il Mediterraneo disegnando le rotte che fanno di questo mare una “ frontiera calda “ a causa dei flussi migratori e tratteggiando le vie delle opportunità con le autostrade del mare che consentono un movimento di navi che creano una sorta di “ supermercato a cielo aperto “  nel bacino mediterraneo. Si calcola che solo per l’Italia gli scambi commerciali via mare con l’Area Med si traducono in 65,7 miliardi di euro. Nelle prospettive, il turismo, rappresenta però l’opportunità maggiore. Già oggi il Mediterraneo è la prima area turistica del mondo, come certifica l’Omt, l’organizzazione mondiale del turismo, che pronostica un costante aumento del numero di turisti. Le previsioni dicono che dai 350 milioni attuali di arrivi si passerà nel 2030 a oltre 500 milioni di presenze. Il futuro, per il Mediterraneo, come in tutta la sua storia, viene dal mare.