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Lunedì, 13 Luglio 2020

Svuotamento del bacino del precariato e stabilizzazione

Primi spiragli di luce per gli Lsu-Lpu della Calabria che negli ultimi mesi hanno più volte riversato in piazza la loro rabbia per i mancati pagamenti degli stipendi e per un futuro sempre più incerto.
Il governo nazionale ha presentato un ulteriore emendamento alla legge di stabilità che fa salire le risorse disponibili per far fronte a varie emergenze su tutto il territorio nazionale. Dagli originari 110 milioni di euro, previsti nella prima stesura del progetto, si è passati agli attuali 126 milioni. Proporzionalmente è cresciuta anche la disponibilità per i precari calabresi che dovrebbero poter beneficiare di 25 milioni di euro. L’emendamento stabilisce anche che la regione Calabria debba provvedere al pagamento degli arretrati dell'anno 2013 dei progetti relativi agli Lsu-Lpu, alla proroga per l’anno 2014 dei medesimi progetti nonché all’avvio di un percorso di inserimento lavorativo dei suddetti lavoratori. L’ultimo punto è quello che più interessa a lavoratori e sindacati, perché l’obiettivo finale rimane quello dello svuotamento del bacino dei precari e la loro conseguente stabilizzazione.
Il resto delle complessive risorse stanziate con l’emendamento governativo prevede 100 milioni per gli Lsu di Napoli e Palermo e 1 milione di euro per i Comuni con meno di 50.000 abitanti per la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili con oneri a carico del bilancio comunale da almeno otto anni. Anche quest’ultima norma, dunque, per i profili territoriali specificati potrà avere benefiche conseguenze sugli Lse-Lpu calabrese che prestano il loro servizio all’interno delle piccole amministrazioni comunali.
“Di particolare rilevanza – ha detto il ministro alla Pubblica Amministrazione Gianpiero D’Alia commentando l’emendamento alla legge di stabilità - sono anche le nuove misure volte alla stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili in tutte le regioni, e in particolare i 25 milioni di euro stanziati per pagare gli arretrati, prorogare i  progetti fino al 2014 e avviare percorsi di inserimento nelle amministrazioni degli Lsu e Lpu della regione Calabria. Sono interventi di buonsenso, che tengono conto delle difficoltà che attraversano molte realtà locali e che - conclude D’Alia - forniscono ulteriori importanti strumenti per superare il precariato”.
Soddisfazione per la decisione del governo è stata espressa dal presidente del Consiglio regionale Francesco Talarico. “Esprimo soddisfazione per l’impegno del ministro  D’Alia che, con uno specifico emendamento del Governo alla legge di stabilità,  sta dando uno sbocco positivo alla problematica dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità  di cui col ministro  abbiamo discusso approfonditamente in più circostante – dice Talarico - Non possiamo che rilevare la coerenza del ministro e la sensibilità del Governo e soprattutto non possiamo che  apprezzare le previste  nuove misure finalizzate alla stabilizzazione dei lavoratori  socialmente utili e di pubblica utilità  in tutte le realtà. Guardiamo con fiducia a questo provvedimento che costituisce per questa parte del Mezzogiorno un punto assai delicato in attesa di soluzioni adeguate per l’interno mondo del precariato”.
Ma per tentare di risolvere la vicenda una volta e per tutte si è messa in moto anche la giunta regionale che ha stanziato 22 milioni nel bilancio per il 2014 e avviato un percorso legislativo che riguarda non solo gli Lsu-Lpu, ma anche i lavoratori compresi nel bacino normativo delle leggi
15/2008, 28/2008 e  8/2010. La proposta normativa è stata illustrata dal governatore Scopelliti e dall’assessore Salerno durante gli scorsi giorni e prevede, tra gli altri punti, anche la costituzione di un albo del precariato calabrese. “La Calabria sarà la prima regione italiana a recepire questa normativa – ha spiegato il governatore - che prevede la costituzione di un albo del precariato calabrese, che potrà essere utilizzato con contratti triennali, e non più con rinnovi di convenzioni che anno per anno sono fonte di tensioni, di proteste e scioperi".
L’assessore Salerno si è detto sicuro che la legge porterà alla stabilizzazione di molti lavoratori. “Gli Enti utilizzatori, infatti, avranno la possibilità di procedere alla stabilizzazione per chiamata diretta di lavoratori di categoria più bassa e, attraverso procedure di selezione pubblica, con la riserva dei posti, per quelli delle categorie più alte. Per i lavoratori ultrasessantenni ormai prossimi alla pensione, sono previsti 'voucher' di accompagnamento all'età pensionabile”.
Naturalmente si tratta di un primo passo anche perché sul tappeto rimangono le emergenze legate ai lavoratori ex Why-not e dei precari della sanità sui quali si aspettano ancora sia i provvedimenti del governo centrale che le indicazioni definitive da parte della Corte Costituzionale.