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Giovedì, 16 Luglio 2020

Startup Mediterranean Lab. Calabria: un ponte col mondo arabo e con tutta l’Africa

Intervista a Domenico Nicolò, coordinatore del corso di laurea in Scienze economiche del Dipartimento di giurisprudenza ed economia dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria e docente di Economia aziendale, controllo di gestione e contabilità e bilancio.

Il Prof. Domenico Nicolò


Attacca così il professore: "Andare, andare, simme tutt'eguale, affacciati alle sponde dello stesso mare e nisciuno è pirata e nisciuno è emigrante, simme tutte naviganti. Eugenio Bennato aveva ragione quando parlava del Mediterraneo. Se tu vai a Molfetta bendato oppure a Tunisi o a Mazara del Vallo, non trovi molte differenze. Potresti non sapere bene dove ti trovi semplicemente perché sei nel Mediterraneo. Noi abbiamo sempre avuto difficoltà a interconnetterci e per questo la nostra storia è sempre stata basata più sulla divisione che sull'interconnessione. La rete può rompere questo schema mettendo a cooperare marocchini, italiani, greci, spagnoli, ecc. Abbiamo in mano un volano straordinario". E' questo il chiodo fisso di Domenico Nicolò.
Lo incontro alla caffetteria della facoltà di Architettura: "Ero in riunione. Abbiamo molto da fare!"

A che proposito, professore?

"Bisogna costruire una grande rete di idee entro Natale".

Che rete?

"Quella legata allo Startup Mediterranean Laboratory (SML), un'infrastruttura virtuale, una piazza che utilizza Internet e le nuove tecnologie come veicolo, in cui fare incontrare talenti che vogliono fare impresa, ricercatori, accademici e investitori. Una grande rete che interconnetta chi vuole operare e creare il valore del e nel Mediterraneo".

 Parla da economista?

"Certo. Da sempre mi occupo di ricerca sul controllo di gestione per aziende e amministrazioni e sulla creazione di impresa. Quello che faccio all'Università è insegnare a utilizzare gli strumenti per la valutazione della sostenibilità dei progetti di impresa. Alcuni dei miei studenti sono diventati o scelgono di diventare imprenditori perché si innamorano dell'idea che vogliono sviluppare".

Sembra facile. Però si sa quanto sia difficile fare impresa in Italia, non trova?

"Guardi, l'impresa è un fenomeno anarchico: se si agisce entro i comuni canoni previsti da burocrazia, dottrina o scienza, non si avrà mai successo. E sa perché?  Perché il risultato che ne verrà fuori sarà conforme a qualcosa che già esiste. Chi ha fondato Facebook, Google, Apple non aveva un business plan in mano. Fare impresa è un processo creativo che non può essere imbrigliato in schemi rigidi e gestito attraverso i bandi. Sarebbe più fecondo mettere a disposizioni spazi di incontro e di confronto. I bandi sono concepiti in modo tale da indurre i proponenti a definire progetti troppo ambiziosi e difficilmente sostenibili dal punto di vista finanziario: per occupare posti elevati in graduatoria chi propone si impegna ad assumere troppe persone, a fare investimenti in opera murarie, macchinari, impianti. Investimenti che non farebbero mai con i propri soldi, perché contrari al buon senso".

Lo Startup Mediterranean Laboratory ha un'impronta anarchica?

"In un certo senso. Questo laboratorio virtuale è il frutto di Calabria Dinamica, un'iniziativa nata  come semplice pagina Facebook nel luglio 2012 per sostenere la creazione d'impresa, tema centrale delle mie lezioni. Ho pensato: perché anziché limitare la mia platea a delle classi universitarie, non si può estenderla invece ad un pubblico più ampio? La pagina è cresciuta molto velocemente e ha gemmato ulteriori iniziative".

Quali?

"Gli ho associato una piattaforma - lo Startup Mediterranean Laboratory per l'appunto - poi un gruppo LinkedIn e un ulteriore gruppo Facebook che hanno attratto tantissime persone da tutto il mondo. Non parliamo di gente qualunque, ma di accademici e professionisti che occupano posizioni apicali in società del calibro di Cisco System e Oracle ad esempio. Ci sono anche quelli dell'hub della Stanford University".

E queste persone cosa fanno?

"Dialogano, si incontrano, parlano con potenziali investors, fanno videocall su Skype, scambiano opinioni e idee progettuali, competenze ed esperienze per creare sviluppo. Io ho solo messo a loro disposizione uno strumento per incontrarsi e conoscersi. Calabria Dinamica e SML non esistono se non su Internet. Non sono un'associazione, una società, né un incubatore di impresa. Sono uno spazio per dialogare e un modo per conoscersi e operare. In questo senso si tratta di un processo anarchico".

Perché ha sentito la necessità di realizzare questo luogo?

"La principale difficoltà che incontrano i nostri giovani quando vogliono sviluppare un progetto di impresa è che non trovano i contatti. Allora creare una rete, mettendo come garanzia la mia faccia, consente a chi ha un'idea geniale durante o dopo gli studi di pescare in questa stessa rete i contatti che gli servono. Sono i contatti che danno valore e margine di realizzazione a un'idea. Non si tratta di un servizio di intermediazione o di filtro. Mettendo tutti nella stessa piazza, nella famosa agorà, ognuno è libero di aprirsi i propri canali e di dare corpo al proprio progetto come vuole. Io sto dietro le quinte, non ho un ruolo da protagonista. Sa di cosa si sono accorti gli operatori degli incubatori di impresa di Palermo?".

No, mi dica.

"Che chi si ritrova in quegli incubatori, ascoltando analizzando, proponendo e rilanciando, da vita a idee, processi e progetti nuovi, altri rispetto a quello per cui si era rivolto a quell'incubatore. Ecco, è l'esempio vivente del fenomeno della cross-fertilization, della contaminazione, del fatto che il tutto è sempre qualcosa di più rispetto alla mera somma delle sue parti. E oggi questo può e deve essere fatto nella rete che sta spostando i baricentri della creazione del valore. Se noi ci mettiamo insieme lo sviluppo qui lo creiamo!".

Perché proprio il Mediterraneo?

"Perché io lo sono fino nel midollo e credo che queste terre abbiano grandissime opportunità. Condividiamo un'identità omogenea o relativamente omogenea. L'arte, la cultura, la storia, il design, possono diventare idee e modelli di business e possono favorire lo sviluppo economico di questa macro-Regione. La rete in tal caso non è un fine ma un veicolo per trasformare la cultura, la storia, il paesaggio, l'archeologia in valore. E io sono sicuro che questa cosa si realizzerà con facilità. Basta connette le persone, al di fuori di bandi, decreti, incubatori, circolari ministeriali, al di fuori della burocrazia, C'è una grande capacità di intercettare flussi di finanziamento. Anche perché se stiamo ad aspettare la politica non ne usciamo più".

Sicuro?

"Direi di si. I finanziatori oggi non sanno dove investire: se lo fanno in borsa hanno rendimenti negativi; se puntano su imprese mature rischiano di perdere tutto. Per questo vanno alla ricerca di spazi, idee e talenti nuovi, talenti che in questa congiuntura non trovano da soli spazi di manovra e di crescita. Lo sa che nei giorni scorsi un sedicenne di Trecastagni ha vinto un premio di centomila dollari in Texas per avere sviluppato un'app per telefonini? Quanti ragazzini come lui ci sono nel Mediterraneo che, mettendosi insieme, possono raggiungere un risultato simile o migliore di questo? Dobbiamo guardare a queste cose".

La Calabria può avere un ruolo da protagonista?

"Certo. La Calabria e Reggio hanno la possibilità di diventare veramente importanti perche sono il ponte con il mondo arabo e con tutta l'Africa. Ma proprio per questo non possiamo presentarci e sostanziarci come calabrocentrici. Dobbiamo parlare in inglese, utilizzare le nuove tecnologie, consapevoli che il mondo è ormai cambiato. Dobbiamo aprirci, non chiuderci. E dobbiamo sapere e volere immaginare un futuro nuovo, brillante e diverso".

Per maggiori informazioni si può visitare il sito http://www.startupmedlab.it