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Domenica, 09 Agosto 2020

L’impegno di Slow Food per il “buono, pulito e giusto”

Il desiderio di autenticità potrebbe definirsi la nuova cifra di un’era che si apre. Una sfida che l’associazione Slow Food, presente da 25 anni a livello internazionale, ha raccolto scegliendola quale leit motiv di un impegno a 360°.  
Che il bisogno di riscoprire una maggiore veridicità sia crescente lo si può agevolmente riscontrare: i movimenti food local, l’opzione per i cibi a km 0 - prodotti nel rispetto della natura, dei suoi tempi, e dei diritti dei lavoratori - le scelte etiche dei consumatori che si sostanziano in decisioni motivate e responsabili, il bisogno di regole più giuste che governino l’economia e i grandi processi. In un’espressione: la voglia di cambiare il mondo, per renderlo più a misura d’uomo e dei suoi ritmi slow. Perchè la gente vuole riprendere il controllo della propria vita.
Slow Food è tutto questo. E la II Festa regionale “Slow Food Calabria 2013” è stata occasione per ribadirlo. La “quattro giorni” densa di eventi e manifestazioni culminate nell’iniziativa ospitata al Circolo del Tennis “Rocco Polimeni” è stata anche una opportunità per sottolineare il radicamento conquistato sul territorio ed una maggiore visibilità. Grazie a scelte di impatto e ad una nuova attitudine a fare rete, sconfessando quella tendenza alla litigiosità che in passato ci ha procurato nocumento indebolendo tutte le realtà produttive.
“Ci siamo impegnati a far emergere e a condividere quanto già c’era ma era poco conosciuto” – ha spiegato il presidente Slow Food Calabria Nicola Fiorita. “In Calabria a luglio sono nate le Condotte di Amantea  (fiduciario Tiziana Pellegrino) e di Lamezia (fiduciario Antonello Rispoli), quest’ultima ospitata in un bene confiscato alla mafia. Le neonate Condotte vanno ad aggiungersi a quelle di Reggio (fiduciario Cristina Ciccone), Catanzaro (fiduciario Giuseppe Costabile), Crotone (fiduciario Antonio D'Antonio), Sibaritide-Pollino (fiduciario Lenin Montesanto), Soverato (fiduciario Luigi Tropeano), Cosenza (fiduciario Raffaele Riga), Vibo Valentia (fiduciario Fausto Marino), e, dulcis in fundo, è stata anche sancita una proficua collaborazione con Messina-Valdemone (fiduciario Saro Gugliotta).
Se è vero che più alti sono i costi e maggiore è l’impegno per scelte “diverse”, questo tuttavia consente alle persone di diventare più libere. Perché nell’analisi costi-benefici, il tempo speso per la scelta e l’acquisto dei prodotti alimentari corrisponde al tempo dedicato al benessere psico-fisico ed alla cura del territorio, con ripercussioni sull’economia e sulla prosperità della società.
L’associazione investe su un bagaglio di valori e progettualità condivisi. “Le persone, le idee e i progetti costituiscono i ponti su cui costruire il futuro”  - ha detto il segretario nazionale Slow Food Daniele Buttignol che ha parlato anche di un lavoro ‘dal basso’. “Sono i territori, infatti, a segnalare specificità, peculiarità ed eccellenze”. Da qui, il riconoscimento dei Presìdi, produzioni legate al territorio e caratterizzate da unicità, ed a rischio estinzione, che il movimento tutela. Un esempio: il Caciocavallo di Ciminà.  Importante in questo senso il contributo di conoscenza dato dalle Condotte - articolazioni del Movimento sul territorio.
“Dinanzi al cibo siamo tutti uguali” – ha detto Michelangelo D’Ambrosio, responsabile Comunicazione Condotta Slow Food di Reggio Calabria. “E’ forse a tavola che si ha l’espressione più alta di democraticità. Ma il cibo non è un’etichetta, è una filiera di persone che si sporcano le mani, è un territorio che ha le sue tradizioni e le sue peculiarità”.
Buono, pulito e giusto – questo lo slogan dell’associazione. Cioè buono per il palato, per l’ambiente e per chi lo produce. Slow Food è impegnata a diffondere la cultura alimentare, sviluppare l’educazione sensoriale, tutelare la biodiversità e le produzioni di piccola scala, promuovere la qualità nelle sue componenti organolettiche, ambientali e sociali. Variegate le collaborazioni abbracciate con Libera, Coldiretti, Cia e con l’Elaioteca regionale rappresentata alla Festa regionale dal consigliere d’amministrazione Francesco Cafari.
Nel corso del talk show conclusivo al quale hanno partecipato organizzatori e responsabili, è stato anche ricordato l’impegno della cantina Tramontana che ha donato una vigna nelle campagne di Sambatello ad una casa per minori abusati con l’obiettivo di aiutare questi piccoli a costruirsi un futuro.
Lo scopo solidaristico dell’associazione, esaltato da Igino Postorino - presidente del Circolo Polimeni che si è detto “orgoglioso di ospitare l’iniziativa” - ha conosciuto un momento significativo nel conferimento della tessera di socio Slow Food a Don Pino De Masi, referente di Libera per la Piana di Gioia Tauro e sacerdote-simbolo della lotta alle mafie per aver dato vita nei terreni confiscati alle mafie, a cooperative sociali come la “Valle del Marro” che oggi danno lavoro a tanti giovani.
Non sono mancati momenti di intrattenimento con lo spettacolo del progetto “Farasha” curato da Giovanna Scarfò e le degustazioni di prelibatezze al bergamotto dell’Apar (Associazione Pasticceri Artigianali Reggini).
“Non so se col cibo si può cambiare il mondo ma certamente si può migliorarlo” – ha detto in chiusura della manifestazione il segretario nazionale Slow Food.