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Venerdì, 14 Agosto 2020

La “Ansaldo Breda” al centro della II Commissione

Quale futuro per l’AnsaldoBreda Omeca? Sono diversi gli scenari destinati ad aprirsi lungo quel filo sottile che tiene appese le sorti dei tanti e tanti lavoratori che con passione e dedizione hanno contributo allo sviluppo e all’immagine del gruppo che fa parte della principale società italiana di costruzioni di rotabili per il trasporto su ferro controllata da Finmeccanica (progettazione e costruzione di treni completi ad alta velocità, di elettrotreni metropolitani/suburbani e di tram (Sirio), di progettazione e costruzione di equipaggiamenti elettrici di trazione  ausiliari e di apparecchiature di sicurezza e segnalamento ferroviario i principali campi di azione). Speranze ed aspettative di tante famiglie reggine devono fare i conti con la preoccupazione reale che Reggio, come Palermo, possa finire in una bad company, società priva di vitalità economica che dovrà assorbire le attività in sofferenza. Il rischio è proprio questo: la messa in liquidazione  delle Officine Omeca della città dello Stretto, che non farebbe altro che ingrossare la fila dei disoccupati calabresi, accrescendone il triste primato non solo italiano, ma anche europeo.
Ebbene, come spesso succede nelle grandi questioni che vedono al centro la problematica lavoro, la risposta non può che venire dal fare squadra: politica e sindacati scendono in campo per unire le forze e idee a tutela del più importante presidio industriale reggino che verrebbe sacrificato per far fronte alla gravi perdite registratesi dall’inizio di quest’anno ad oggi. In questo contesto, si colloca l’iniziativa promossa dal consigliere regionale Candeloro Imbalzano che da tempo segue l’alternarsi della vicenda. Nella qualità di presidente della seconda Commissione “Bilancio, Programmazione economica, Attività produttive, Affari dell’Unione Europea”, Imbalzano ha richiesto l’audizione del presidente della capogruppo ‘Finmeccanica’, Giovanni De Gennaro, peraltro reggino doc, nel corso della seduta dell’organismo programmata per il 17 settembre di questo mese, alla quale sono stati invitati anche l’assessore regionale alle Attività Produttive, le rappresentanze sindacali generali e di categoria della Provincia, nonché la Terna Commissariale del Comune di Reggio.  Alla base della decisione, “la ventilata e quanto mai delicata prospettiva del gruppo, con le possibili drammatiche conseguenze sul futuro anche dello storico stabilimento reggino e come già programmato prima delle ferie estive”. “L’obiettivo che ci poniamo- spiega Imbalzano – è che, in quella sede, possano dipanarsi le minacciose ombre che rischiano di addensarsi sul sito di Torre Lupo e sulle prospettive occupazionali di centinaia di famiglie reggine in una fase già di per sé insostenibile per il debole tessuto economico cittadino. La scelta di un incontro allargato, nasce dalla consapevolezza che occorre non solo fare massa critica ma anche coinvolgere tutti i soggetti istituzionali direttamente interessati. L’ipotesi che circola, ovvero scorporare ‘Ansaldo Breda’ con possibile penalizzazione del sito di Torre Lupo - sostiene ancora il consigliere regionale - che nel corso dei decenni ha sempre dimostrato di non essere secondo, sul piano della produttività, ad alcuno degli altri tre stabilimenti, a partire da quelli di Pistoia e di Napoli, cozzerebbe con le più elementari leggi dell’economia e dimostrerebbe che in questo Paese vige la legge della giungla e dei poteri forti”. ”Per questi motivi - conclude Imbalzano - stiamo presentando in Consiglio regionale una mozione che affronti l’intera questione nella sua complessità e per impegnare il Governo nazionale a vigilare sulle scelte, che devono essere le più equilibrate possibili, e che andranno ad assumere sia Finmeccanica che ‘Ansaldo Breda’, convinti come siamo che le centinaia di addetti reggini rappresentino un punto di forza qualificato ed insostituibile tra tutte le risorse umane dell’Azienda ‘Ansaldo Breda”’.