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Venerdì, 14 Agosto 2020

La Corte dei Conti parifica il Rendiconto generale della Regione per l’esercizio finanziario 2012

“Considerato in diritto che in base ai dati dei rendiconti sono stati rispettati i limiti  autorizzatori delle previsioni di spesa definitivi di competenza e di cassa,  in base ai dati dell’Amministrazione risultano rispettati i limiti dell’indebitamento e il tetto di “Considerato in diritto che in base ai dati dei rendiconti sono stati rispettati i limiti  autorizzatori delle previsioni di spesa definitivi di competenza e di cassa,  in base ai dati dell’Amministrazione risultano rispettati i limiti dell’indebitamento e il tetto di spesa sia di cassa che di competenza del patto di stabilità interno;

Il presidente Roberto Tabbita legge il giudizio alla sua destra il relatore Giuseppe Ginestra


che nell’allegata relazione sono contenute le osservazioni e le riserve, cui si rinvia, in merito alla regolarità e alla legittimità della gestione, nonché indicate le misure correttive ritenute necessarie al fine di assicurare in particolare l’equilibrio di bilancio e di migliorare l’efficacia e l’efficienza della spesa; ai sensi dell’art. 41 della legge sulla Corte dei conti approvata con RD del 12 luglio 1934 n. 1214 e dell’art. 1  comma 5 del DL 10 ottobre 2012 n. 174, convertito con modificazioni in legge 7 dicembre 2012  n. 213, per questi motivi la Corte dei conti - Sezione regionale di controllo della Calabria - udite le conclusioni del procuratore regionale che ha chiesto la parificazione del rendiconto generale della Regione Calabria dell’esercizio 2012, in base ai dati acquisiti e nei limiti delle verifiche attuate, parifica nelle sue componenti del Conto del bilancio e del Conto del patrimonio, il Rendiconto generale della Regione Calabria nell’esercizio 2012, approva l’annessa relazione elaborata ai sensi dell’art. 41 RD 12 luglio 1934 n. 1214 e dell’art. 1  comma 5 del DL 10 ottobre 2012 n.174, ordina che i Conti oggetto del presente giudizio, muniti del visto della Corte, siano restituiti al presidente della Regione Calabria per la successiva presentazione al Consiglio regionale,dispone che copia della presente decisione con annessa relazione sia trasmessa al presidente del Consiglio regionale e al presidente della Regione Calabria”.
Con questa decisione, pronunciata dopo 15 minuti di camera di consiglio dal presidente Roberto Tabbita, la Corte dei conti, sezione di controllo per la Calabria, ha parificato il rendiconto generale della Regione Calabria per l’esercizio finanziario 2012. Ovvero, per essere un po’ più espliciti, ha accertato la conformità dei risultati del rendiconto alla legge di bilancio corrispondente.

Il presidente della giunta regionale Giuseppe Scopelliti nel suo intervento


Era un giudizio atteso, non soltanto per il merito delle relazioni annesse, ma anche perché si trattava di un esordio, di un prima volta.
Nel quadro delle nuove attribuzioni conferite alla Corte dei conti nel sistema dei controlli sulle Regioni, era stato il governo Monti, nel DL citato, in piena elaborazione di revisione della spesa e di culmine dell’approccio italiano al fiscal compact europeo, a volere estendere alle Regioni a statuto ordinario ciò che era prassi consolidata e prescrizione normativa per il rendiconto generale dello Stato e per le Regioni a statuto speciale, raffigurando un rafforzamento della partecipazione della Corte al controllo sulla gestione finanziaria delle Regioni, ai fini del coordinamento della finanza pubblica tra i livelli di governo statale e regionale e del rispetto dei vincoli finanziari derivanti dall’appartenenza all’Unione europea.
Come hanno ricordato sia il presidente Tabbita nella introduzione che il primo dei relatori, il consigliere Giuseppe Ginestra – il secondo era il referendario Massimo Agli occhi - un esordio comporta in qualche modo un periodo di rodaggio sia sul versante del controllore che del controllato, soprattutto quando non si tratta solo di un semplice passaggio di carte da una istituzione all’altra, ma di un necessitato work in progress che ha visto continue interlocuzioni tra la Corte e gli organi finanziari dell’ente, sfociati in un ampio e reciproco riconoscimento di collaborazione. Con qualche inconveniente nello scadenzario canonico dei tempi di approvazione degli atti contabili, cui si dovrà cercare di porre rimedio. In effetti, la Giunta regionale aveva approvato, rispettando i termini, il rendiconto generale 2012 già il 29 aprile 2013.  Prima delle novità di percorso apportate dal decreto 174, si sarebbe dovuto consumare velocemente il passaggio in Commissione e poi, entro il 30 giugno, l’approvazione in Aula, salvo ritardi  sempre possibili. Termini ovviamente saltati, poiché il controllo della Corte dei conti, a metà tra il preventivo e il successivo,  è funzionale proprio al suo essere anche organo ausiliare alle assemblee legislative.

Il saluto del procuratore generale della Corte Salvatore Nottola


Commissione e Aula, insomma, dopo il giudizio di parifica e sulla scorta delle relazioni annesse, avranno uno strumento in più, elaborato da organo terzo e più che competente, per una analisi più accurata e per eventuali interventi secondo quanto suggerito dai giudici di controllo.
L’adunanza alla Corte di conti, nella mattinata del 31 luglio, si è svolta secondo le formalità di un vero e proprio rito di giudizio contenzioso, con la presenza del procuratore regionale Cristina Astraldi De Zorzi, in qualità di pubblico ministero, che ha svolto la sua requisitoria con annesse richieste, e la partecipazione del presidente della Giunta regionale, Giuseppe Scopelliti, con facoltà, di cui si è avvalso, di pronunciare le controdeduzioni, che, considerate le richieste del procuratore e i rilievi mossi dai relatori, si sono risolte più che altro in precisazioni.
Il primo rilievo la Corte lo ha mosso all’avanzo di amministrazione, che, per l’esercizio 2012, è risultato pari a 5.174,69 milioni di euro, risultante dalla somma dei saldi contabili della gestione dei residui, della gestione di competenza, e dell’avanzo di amministrazione dell’esercizio precedente (4.928,39 milioni). E‘ un avanzo che per il procuratore “si attesta su un livello particolarmente elevato che evidenzia una palese difficoltà di spesa e di utilizzazione delle risorse da parte dell’Ente Regione”.
I saldi della gestione di competenza assumono, per quello di parte corrente valore negativo pari a € -254.819.518, per quello in conto capitale valore positivo pari a  135.360.269, con un saldo finale pari  - 119.459.248, con “un peggioramento delle condizioni degli equilibri finanziari di bilancio, cui la Regione Calabria dovrà porre le dovute attenzioni”, adottando “misure idonee a garantire il giusto equilibrio della parte corrente, scongiurando che ulteriori incrementi del saldo negativo di parte corrente assumano il carattere di condizione strutturale”.

La Corte, i relatori, il procuratore regionle


Per quanto riguarda il conto dl patrimonio, per quanto riguarda le attività patrimoniali, si evidenzia una consistenza al 31.12.2012 di € 2.617.708.384, superiore al valore dell’esercizio finanziario  2011, pari a € 2.616.683.647.
L’indebitamento della Regione riporta una consistenza pari a € 676.660.258, con una riduzione complessiva, rispetto al 2011, di € 64.439.272.  “La variazione in diminuzione – rileva la Corte – è ascrivibile al regolare pagamento delle quote capitale delle rate di ammortamento dei mutui in essere”.
La composizione della spesa regionale risente come sempre di un immobilizzo costante delle risorse  (il cosiddetto bilancio ingessato) verso settori rilevanti, con particolare evidenza dei servizi alle persone, quindi del settore sanitario, che da solo coprono il 48,03% dello stanziamento complessivo.
I controlli interni alla Regione hanno scontato, secondo la Corte, un ritardo cronico, tenuto conto che per lungo tempo non si è provveduto alla costituzione di un Collegio dei revisori di conti, e, quando si è fatto, lo si era limitato al solo Consiglio regionale, separandolo da quello generale. La situazione è stata solo di recente sanata, con legge regionale del 29 marzo 2013.
Sul contenzioso, la relazione della Corte rileva “un quadro preoccupante”. Il numero complessivo della cause in cui è parte la Regione ammonta “all’enorme numero di 43.852”, dato peraltro provvisorio, a cui non possono fare fronte i soli 22 professionisti dell’Avvocatura, con necessità di avvalersi di legali esterni.
Sulle consulenze esterne, la Corte fa presente che “non risulta compiutamente osservato l’obbligo di trasparenza delle vigenti disposizioni. Ciò in quanto non tutti gli incarichi conferiti risulterebbero pubblicati sul sito della Regione”.

Giuseppe Scopelliti, Gianpaolo Chiappetta e Cristina Astraldi De Zorzi


Sulle spese di rappresentanza, la relazione ricorda che “tali spese, per potere essere ricondotte legittimamente alla funzione di rappresentanza, devono risultare direttamente quanto esclusivamente funzionali al compimento di fini istituzionali dell’ente pubblico sul cui erario vanno a gravare, ovverossia consistere in attività che si estrinsecano in forme di ospitalità o atti di cortesia, di contenuto e valore sostanzialmente simbolico, a carattere ufficiale tra organi dell’Amministrazione con precisa veste rappresentativa e organi e soggetti esterni, anch’essi dotati di rappresentatività”.
La relazione della sezione si occupa anche degli effetti fiscali del disavanzo del settore sanità in Calabria, al cui finanziamento concorrono in misura massima sia l’addizionale regionale Irpef ( 2,03%), sia l’Irap.
Una ultima annotazione sui derivati. I contratti swap, stipulati dalla Regione Calabria a partire dal 2003, sono attualmente 8, di cui 3 con Ubs, 4 con Bnl e 1 con Commerzbank. I relatori giudicano «la complessiva posizione finanziaria sui derivati al 31 dicembre 2012 è fortemente negativa, avendo comportato per la Regione impegni pari a € 26.508.855 e accertamenti pari a 13.202.440, con un incremento in perdita percentuale del 10,28 rispetto al 2011”.
Alla requisitoria del procuratore Astraldi ha fatto seguito l’intervento del presidente della giunta regionale della Calabria, Giuseppe Scopelliti, che era accompagnato dal consigliere regionale Gianpaolo Chiappetta e dal dirigente generale Pietro Manna.
“Ci sono – ha detto Scopelliti - gli elementi di criticità che sono stati evidenziati.  Non entro nel merito degli aspetti tecnici, ma farò delle brevi considerazioni. Quando si parla, per esempio, della fragilità degli equilibri finanziari, tutto va anche ricondotto al continuo ricorrere da parte del governo centrale ai tagli che hanno conseguenze pesanti sui bilanci delle Regioni. Questi tagli da un parte riducono i trasferimenti e dall’altra portano una Regione come la nostra a garantire con minori entrate servizi di eguale qualità  e quantità. Questo non ci aiuta, considerato anche che abbiamo ereditato una spesa consolidata da 40 anni, con un mole enorme di responsabilità su servizi che dobbiamo continuare a fornire, anche nella loro razionalizzazione. Poi – ha continuato Scopelliti - c’è il problema dell’Irpef e dell’Irap. Il tema della pressione fiscale nasce purtroppo dal piano di rientro della sanità. Peccato che i controlli siano nati  e si siano rafforzati solo adesso. Se ci fossero stati nei venti anni precedenti non saremmo una Regione sottoposta al piano di rientro, costretta ad alzare al massimo le aliquote. Questo ci ha spinto anche a recuperare una serie di maggiori entrate accertate che ci hanno consentito di spendere risorse, per esempio, sul tema dell’ambiente. Il Consiglio ha deliberato 20 milioni per attività legate all’ambiente, altrimenti avremmo il blocco totale della raccolte dei rifiuti. Una serie di altre iniziative lineari e coraggiose hanno poi in qualche modo provveduto a frenare la leva fiscale. Attraverso i tagli che abbiamo operato in questi mesi, dalla Cittadella alla riforma degli enti, alla spesa della politica, alla riduzione dei consiglieri regionali, abbiamo testimoniato che l’indebitamento futuro potremo affrontarlo non con la sola arma fiscale. Credo di potere dire anche con soddisfazione che ci accingiamo a essere una delle Regioni con il minor indebitamento. E’ una anticipazione in via ufficiosa che ci viene fatta dall’agenzia di rating Fitch che ci dice che la nostra Amministrazione è sullo stesso livello debitorio della Lombardia.
C’è poi – ha proseguito ancora il presidente della Giunta - il tema del patto di stabilità che è delicato, perché frena l’azione dei governi regionali. Avremmo bisogno che si possano liberare le risorse che abbiamo  in cassa e non possiamo mettere in campo. E’ questa una battaglia che il governo nazionale deve continuare, e noi rappresentare uno stimolo verso il governo.
Ultima considerazione che mi sembra dovuta, perché le spese di rappresentanza, sono tutte per decreto sul Bur della Regione Calabria. Lo dico per il cittadino. Renderemo sempre più trasparente la nostra azione. Mi fa piacere – ha concluso Scopelliti - ricevere per il secondo anno il plauso della Procura per l’azione di risanamento in campo sanitario, perché significa che c’è l’apprezzamento per una azione non facile in una Regione complessa dove la politica ha sempre concesso  e non è stata mai in grado di sottrarre”.
Era presente al giudizio il procuratore generale della Corte dei Conti, Salvatore Nottola, che nel corso del suo intervento di saluto ha ricordato l’esperienza già vissuta a capo della Procura della Corte della Calabria tra il 1992  il 1994.