Per offrire informazioni e servizi, questo portale utilizza cookie tecnici, analitici e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su qualunque altro link nella pagina o, comunque, proseguendo nella navigazione del portale si acconsente all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli consultare l'informativa sulla Privacy.

Venerdì, 07 Agosto 2020

I giovani ritornano alla terra. Le sorprese del VI censimento agricolo

“Un nuovo start-up per l’agricoltura calabrese”. L’assessore regionale all’Agricoltura Michele Trematerra ha definito così i risultati ottenuti alla conclusione del VI Censimento generale dell’Agricoltura che sono stati presentati alla sala Giuditta Levato di palazzo Campanella nel corso di un convegno “Un nuovo start-up per l’agricoltura calabrese”. L’assessore regionale all’Agricoltura Michele Trematerra ha definito così i risultati ottenuti alla conclusione del VI Censimento generale dell’Agricoltura che sono stati presentati alla sala Giuditta Levato di palazzo Campanella nel corso di un convegno moderato dal capo ufficio stampa del Consiglio regionale Romano Pitaro. “Un lavoro pregevole – ha spiegato ancora l’assessore – che supera uno dei problemi fondamentali nel momento in cui bisogna stilare una proposta di legge: avere a che fare con dati obsoleti. Adesso, invece, la politica ha tutti gli elementi per poter programmare gli interventi per garantire sviluppo ad un settore trainante per l’economia calabrese”. L’assessore ha, però, evidenziato la necessità di un deciso cambio di mentalità. “Le risorse pubbliche a disposizione sono agli sgoccioli, la politica può solo garantire le condizioni generali, come l’accesso al credito o le modalità di scambio delle merci, per fare in modo che gli imprenditori possano operare al meglio con rinnovata mentalità imprenditoriale”.
Il Commissario della Provincia di Catanzaro Wanda Ferro, invece, ha sottolineato gli ottimi risultati raggiunti dal Censimento “frutto di una sinergia istituzionale e tra gli operatori che avviene poche volte in una Regione che non è abituata a fare rete. La collaborazione tra i vari livelli di governo – ha detto ancora la Ferro – è un passaggio fondamentale per mettere a punto le strategie future per l’agricoltura e spendere al meglio le risorse comunitarie 2014-2020”.
Queste le prime risposte fornite dalla politica al termine di una lunga giornata di lavoro durante la quale i dati del VI Censimento sono stati messi a confronto con quelli del precedente per cogliere le principali trasformazioni che hanno interessato il settore agricolo, condizionato dalla crisi economica, dalla volatilità dei prezzi delle commodity agricole,dai cambiamenti introdotti nella Politica Agricola Comune (Pac) grazie al contributo dei dirigenti regionali, degli operatori del settore e dei rappresentanti sindacali.
I numeri del censimento sono stati snocciolati dal dirigente Generale del Dipartimento Agricoltura Giuseppe Zimbalatti, da Pasquale Binetti, responsabile dell’Ufficio territoriale Calabria – Istat, di Antonio Galati, presidente della Commissione tecnica regionale, di Franco Quintieri, ricercatore dell’Ufficio territoriale Calabria – Istat e da Giacomo Giovinazzo, responsabile Ufficio regionale censimento.
Il quadro d’insieme regala un’agricoltura calabrese che, inevitabilmente, risente dei morsi della crisi economica in atto, ma che resiste meglio che nelle altre Regioni d’Italia. Rispetto al 2010 in Italia si registra una chiusura di imprese agricole pari al 32%, mentre in Calabria un meno 21%. L’impresa agricola calabrese è di piccole o medie dimensioni, in cui la quota di manodopera familiare è costantemente sopra il 30%. Un’agricoltura di eccellenza in cui sono moltissimi i marchi Dop (Denominazione di origine protetta) e Igt (Indicazione geografica tipica) senza che però cambi la tendenza. Il 60% delle aziende che hanno marchi Dop o Igt hanno un’estensione che non supera un ettaro di terreno.
Il professore Giovanni Gulisano, ordinario di Economia ed Estimo Rurale e Direttore Dipartimento di Agrari Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria ha fornito una sua prima indicazione alla politica. “Aziende così piccole per abbattere i costi delle innovazioni tecnologiche e della produzione agricola hanno la necessità di associarsi e di fare aggregazione sotto la supervisione della politica”.
A completare i lavori del convegno gli interventi  dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali di categoria Alberto Statti (Confagricoltura), Pietro Molinaro (Coldiretti), Mauro D’Acri (Cia) e Francesco Commisso (Copagri). Tra le tendenze messe in rilievo dal mondo sindacale quella che vede sempre più giovani sotto i 35 anni tentare di mettere su un’impresa agricola. Una sorta di ritorno alla terra cui deve guardare con attenzione la classe dirigente di una Regione con una delle più alte percentuali di disoccupazione giovanile in Italia.