Per offrire informazioni e servizi, questo portale utilizza cookie tecnici, analitici e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su qualunque altro link nella pagina o, comunque, proseguendo nella navigazione del portale si acconsente all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli consultare l'informativa sulla Privacy.

Giovedì, 06 Agosto 2020

‘Ndrangheta: quanto contano le donne?

“Onora la madre” è un viaggio all’interno dei nuclei familiari della ‘ndrangheta dove le donne hanno sempre avuto un ruolo centrale e nevralgico. Il volume, scritto da Angela Iantosca, è stato lanciato da Rubbettino in occasione della festa della mamma. “Onora la madre” è un viaggio all’interno dei nuclei familiari della ‘ndrangheta dove le donne hanno sempre avuto un ruolo centrale e nevralgico. Il volume, scritto da Angela Iantosca, è stato lanciato da Rubbettino in occasione della festa della mamma. Una data simbolica per il lancio di un libro-inchiesta che farà molto parlare di sé partendo da una domanda “se le donne che stanno  collaborando, con le proprie parole stanno smantellando intere  famiglie, quanto sanno, quanto sono interne al sistema, quanto hanno  sempre fatto finta di non sapere?”.
Iantosca, al suo primo libro, ha raccolto una mole di materiale imponente di quella “Calabria sconosciuta che si declina al femminile, attraverso i  documenti, i riti, le tradizioni, la fede, le parole dei pm, degli  storici, della gente”, per arrivare ad affermare “che la donna, da  sempre, è asse portante di una delle organizzazioni criminali più  potenti al mondo. Presenti in modo attivo all'interno dell'organizzazione alla fine dell'800, successivamente le donne sono  state messe al riparo dalle azioni esterne per salvaguardare la  trasmissione dei valori della ‘ndrangheta. Sono loro - secondo  l’autrice - che da sempre educano i figli, li incitano alla vendetta,  chiedono ai loro uomini di vendicare l’onore offeso”. “Onora la madre” è introdotto dalla prefazione del  professor Enzo Ciconte, scrittore, docente presso l’Università di Roma  e già consulente della Commissione parlamentare antimafia. Il volume sta ottenendo grande successo nel tour dei Comuni della Calabria in cui viene presentato. La presentazione che ha avuto luogo a Cittanova si è pregiata della relazione del vicepresidente del Consiglio regionale Alessandro Nicolò.
“Uno sguardo tutto al femminile che disegna nel tempo un percorso di cambiamento dai primi del Novecento – dice Nicolò definendo il volume di Iantosca - alla luce anche di numerose inchieste giudiziarie dalle quali emerge il protagonismo del genere femminile in posizioni persino verticistiche nella gerarchia criminale. Alla società civile tocca il compito di trovare risposte e dare indicazioni per combattere un fenomeno che non è circoscritto solamente alla responsabilità della donna di mafia, ma che include inevitabilmente i bambini, i quali sono i primi ad affrontare le tragiche conseguenze di scelte che non sempre sono meditate nelle loro funeste ricadute, ma che purtroppo travolgono i sogni di giovanissimi sotto il profilo della formazione e dell’interiorizzazione, di quelle regole che preparano alla vita.  Il lavoro di Angela Iantosca, quindi, ha il pregio di esaminare e denunciare questi pericoli e di far alzare la soglia di attenzione, contribuendo, per questa via, a restituire un futuro più sereno alle nostre famiglie ed alla nostra terra”.