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Giovedì, 16 Luglio 2020

30mila calabresi in Cassa integrazione

Sono circa 520 mila i lavoratori in Cassa integrazione in Italia che rischiano di vedere andare in fumo il proprio reddito per la carenza di fondi per gli ammortizzatori sociali. La Calabria, con 30mila lavoratori in questa situazione,  si colloca Sono circa 520 mila i lavoratori in Cassa integrazione in Italia che rischiano di vedere andare in fumo il proprio reddito per la carenza di fondi per gli ammortizzatori sociali. La Calabria, con 30mila lavoratori in questa situazione,  si colloca ai primi posti nel Paese per ricorso alla Cig, in costante aumento fin dai primi mesi dell’anno in corso. La crisi economica, la debolezza del tessuto produttivo e sociale della Calabria  espongono  ancora di più i lavoratori che nell’ultimo anno sono finiti nel limbo della Cassa integrazione.
Una circostanza ben chiara sia ai sindacati che ai rappresentanti istituzionali che si sono subito attivati per difendere i diritti dei lavoratori calabresi che non possono subire ulteriori scippi e vivono già in condizioni di estrema necessità.
Una richiesta chiara in tale direzione è arrivata alla fine dell’incontro che lo scorso 10 aprile è stato siglato al Dipartimento regionale per il Lavoro da associazioni imprenditoriali e i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, con il placet della Regione.
Nel verbale sottoscritto al termine di un’articolata discussione si evidenzia “l’assoluta insufficienza delle risorse sin qui attribuite dal Governo per gli ammortizzatori sociali in deroga regionali”. All’interno del verbale anche un’intesa che ha validità sino all’esaurimento delle risorse assegnate, non otre il 30 aprile “al fine di garantire comunque l’accesso ai trattamenti in deroga per un periodo transitorio, nelle more che vengano attribuite ulteriori indispensabili risorse. Le parti – si legge ancora nel verbale sottoscritto dalle parti sociali – considerata la grave situazione di disagio sociale in cui versa la Calabria che registra una alta percentuale di povertà delle famiglie del 27%, di disoccupazione oltre il 20% ed in particolar modo giovanile e femminile attorno al 40%, un reddito pro capite tra i più bassi d’Italia, un tessuto imprenditoriale e produttivo debolissimo ed in forte crisi, si impegnano a sostenere in tutte le sedi istituzionali competenti l’esigenza di ulteriori adeguati stanziamenti, cosi come previsto al punto 14 dell’Intesa Stato-Regioni 2013”.

Il governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti


A chiedere maggiore attenzione per la Calabria ci hanno pensato sia il governatore Giuseppe Scopelliti che il vicepresidente del Consiglio regionale Alessandro Nicolò. Il presidente della giunta regionale ha usato toni decisi: “Ogni misura di sostegno prevista per chi perde il lavoro è fondamentale per non permettere alcuna smagliatura in un tessuto sociale già duramente provato dalle chiusure delle piccole e medie imprese soprattutto al Sud dove il governo Monti ha causato molti danni e non ha investito neanche un euro per lo sviluppo. A febbraio, a forza di pressioni sul ministero, siamo riusciti ad ottenere i pagamenti della Cassa integrazione in deroga per le esigenze residue del 2012. Oggi, con la stessa tenacia e iniziando fin da ora a richiamare i parlamentari calabresi alla mobilitazione – ha detto ancora Scopelliti - anche la più dura se dovesse servire, per difendere i lavoratori del nostro territorio e le loro famiglie, per scongiurare l’eventuale esaurimento delle risorse previste per il 2013. Senza questa misura a sostegno si rischia non solo il continuo e inesorabile spopolamento del territorio da parte dei giovani, costretti a emigrare per trovare lavoro, ma anche di incrementare pericolosamente inutili drammi familiari a cui siamo ormai quotidianamente abituati”.

Il vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria Alessandro Nicolò


Sulla stessa lunghezza d’onda  Alessandro Nicolò: “La drammatica situazione che si va profilando a causa dell’insufficienza delle risorse previste dal Governo nazionale e per l’incalzare della crisi dell’industria manifatturiera  rischia di innescare una pericolosa spirale di malcontento sociale anche in Calabria. Sono infatti almeno trentamila le posizioni di mobilità in deroga in Calabria a cui vanno aggiunti i nuovi espulsi dal ciclo produttivo per l’anno in corso, che verrebbero a ritrovarsi senza l’assegno di cassintegrazione a causa dell’insufficienza delle risorse di competenza nazionale individuate dal ministro Fornero. Si tratta in buona parte di lavoratori ormai vicini all’età pensionabile, ma di più sono coloro i quali si collocano nell’età ‘di mezzo’, intorno ai cinquant’anni, sulle cui prospettive di rientro nel mondo produttivo è realistico nutrire poche speranze, considerate le stime dei trend di crescita nazionali ed internazionali. A fronte  di tale stato di difficoltà, insiste un sistema burocratico di accertamento delle richieste di ammissione alla cassa integrazione che richiede tempi lunghi e liquidazioni a singhiozzo. Uno stallo che produce nervosismo – continua Alessandro Nicolò -  tra i lavoratori e i sindacati che giustamente stanno denunciando l’insostenibile situazione al Governo nazionale. La Regione, da parte sua, ha già pronto il cofinanziamento delle prestazioni ed ha le carte in regola per affrontare degnamente questa vertenza sociale”.
Ci si augura, dunque, che il nuovo governo nazionale venga formato in tempi brevi e che, finalmente, sia in grado di fornire risposte concrete ai lavoratori messi in ginocchio dalla crisi e da miopi politiche economiche volte esclusivamente ai tagli e all’austerity.